In sintesi
La legge permette di impugnare il riconoscimento di un figlio quando questo non è veritiero. Possono avviare l'azione l'autore del riconoscimento, la persona riconosciuta e chiunque ne abbia un concreto interesse. Per il figlio l'azione non ha limiti di tempo ed è imprescrittibile. L'autore del riconoscimento deve invece agire entro un anno dall'annotazione sull'atto di nascita (o dalla scoperta dell'impotenza al concepimento), e comunque non oltre cinque anni. Gli altri soggetti legittimati devono promuovere l'azione entro il termine di cinque anni dall'annotazione.
Perché esiste questa norma
La norma consente di contestare e rimuovere legalmente un riconoscimento di filiazione che non corrisponde alla realtà biologica.
A chi si applica
Si applica all'autore del riconoscimento, al soggetto che è stato riconosciuto e a chiunque dimostri di avere un interesse ad agire.
Esempio pratico
Un uomo riconosce un bambino come proprio figlio, ma successivamente scopre la propria impotenza esistente al momento del concepimento. Da quel momento decorre per lui il termine di un anno per impugnare il riconoscimento per difetto di veridicità, purché non siano trascorsi più di cinque anni dall'annotazione sull'atto di nascita.
Adempimenti e conseguenze
Proposizione dell'azione giudiziale di impugnazione entro i termini di decadenza stabiliti (un anno o cinque anni dall'annotazione, a seconda del soggetto).
Cosa è cambiato
L'articolo è stato modificato dal Decreto Legislativo 28 dicembre 2013, n. 154 (art. 28, comma 1) ed è stata dichiarata l'illegittimità costituzionale del terzo comma con la pronuncia T-210133.
Domande frequenti
Il figlio ha un limite di tempo per impugnare il proprio riconoscimento?No, per colui che è stato riconosciuto l'azione di impugnazione è imprescrittibile e può essere proposta in qualunque momento.
Entro quanto tempo l'autore del riconoscimento deve proporre l'azione?Deve proporre l'azione entro un anno dall'annotazione del riconoscimento sull'atto di nascita, oppure entro un anno dalla scoperta della propria impotenza al tempo del concepimento. In ogni caso, l'azione non può essere avviata oltre cinque anni dall'annotazione.
Quali termini devono rispettare gli altri soggetti interessati?Gli altri soggetti legittimati che hanno interesse devono proporre l'azione entro cinque anni dal giorno dell'annotazione del riconoscimento sull'atto di nascita.
Termini chiave
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