In sintesi
Se la persona interessata a disconoscere la paternità è interdetta o soffre di un'abituale e grave infermità di mente, il termine per avviare l'azione resta sospeso per tutto il periodo di incapacità. Se l'incapace è il figlio, l'azione può comunque essere promossa da un curatore speciale nominato dal giudice su richiesta del pubblico ministero, del tutore o dell'altro genitore. Per gli altri soggetti legittimati, la causa può essere avviata dal tutore o da un curatore speciale, previa apposita autorizzazione del giudice.
Perché esiste questa norma
La norma intende tutelare chi ha diritto di promuovere l'azione di disconoscimento di paternità ma non è in grado di provvedere ai propri interessi a causa di un'infermità mentale, evitando che la scadenza dei termini legali gli precluda l'esercizio del diritto.
A chi si applica
Si applica ai soggetti legittimati a promuovere l'azione di disconoscimento di paternità (incluso il figlio) che versino in stato di interdizione o di grave e abituale infermità mentale, nonché ai loro tutori, curatori speciali, all'altro genitore e al pubblico ministero.
Esempio pratico
Un uomo legalmente riconosciuto come padre scopre fatti rilevanti ma entra in uno stato di grave infermità mentale che lo rende del tutto incapace di gestire i propri interessi. Il termine previsto dalla legge per chiedere il disconoscimento non decorre e resta bloccato finché permane l'infermità, permettendo al suo tutore o a un curatore di agire previa autorizzazione del giudice.
Adempimenti e conseguenze
Per il figlio incapace occorre l'istanza del pubblico ministero, del tutore o dell'altro genitore e la nomina di un curatore speciale da parte del giudice assunte sommarie informazioni; per gli altri soggetti legittimati è richiesta la previa autorizzazione del giudice per l'azione proposta dal tutore o curatore speciale.
Cosa è cambiato
L'articolo 245 è stato inizialmente modificato dall'articolo 96, comma 1, della Legge 19 maggio 1975, n. 151. Successivamente, la Corte Costituzionale ne ha dichiarato l'illegittimità costituzionale con la sentenza n. 744/2011. Infine, il testo è stato ulteriormente modificato dall'articolo 19, comma 1, del Decreto Legislativo 28 dicembre 2013, n. 154.
Domande frequenti
Cosa accade ai termini per agire se chi vuole disconoscere la paternità è interdetto?La decorrenza del termine per promuovere l'azione è sospesa nei suoi confronti per tutta la durata dello stato di interdizione o di grave infermità mentale.
Chi può promuovere l'azione se è il figlio a trovarsi in stato di grave infermità di mente?L'azione può essere promossa da un curatore speciale nominato dal giudice (dopo aver assunto sommarie informazioni) su richiesta del pubblico ministero, del tutore o dell'altro genitore.
I soggetti legittimati diversi dal figlio possono far proporre l'azione da un loro rappresentante?Sì, per gli altri legittimati l'azione può essere proposta dal tutore o, in sua mancanza, da un curatore speciale, previa autorizzazione del giudice.
Termini chiave
Scheda esplicativa redatta a partire dal testo della norma. Non sostituisce una consulenza legale; per gli effetti fa fede il testo ufficiale.