CODICE CIVILELibro PRIMOTitolo VII

Art. 245

Sospensione del termine

In vigore dal 7 feb 2014
Se la parte interessata a promuovere l'azione di disconoscimento di paternità si trova in stato di interdizione per infermità di mente ovvero versa in condizioni di abituale grave infermità di mente, che lo renda incapace di provvedere ai propri interessi, la decorrenza del termine indicato nell' è sospesa nei suoi confronti, sino a che duri lo stato di interdizione o durino le condizioni di abituale grave infermità di mente. Quando il figlio si trova in stato di interdizione ovvero versa in condizioni di abituale grave infermità di mente, che lo renda incapace di provvedere ai propri interessi, l'azione può essere altresì promossa da un curatore speciale nominato dal giudice, assunte sommarie informazioni, su istanza del pubblico ministero, del tutore, o dell'altro genitore. Per gli altri legittimati l'azione può essere proposta dal tutore o, in mancanza di questo, da un curatore speciale, previa autorizzazione del giudice.

Note all'articolo

  • La Corte Costituzionale, con sentenza 21-25 novembre 2011, n. 322 (in G.U. 1a s.s. 30/11/2011, n. 50) ha dichiarato "l'illegittimita' costituzionale dell'articolo 245 del codice civile, nella parte in cui non prevede che la decorrenza del termine indicato nell'art. 244 cod. civ. e' sospesa anche nei confronti del soggetto che, sebbene non interdetto, versi in condizione di abituale grave infermita' di mente, che lo renda incapace di provvedere ai propri interessi, sino a che duri tale stato di incapacita' naturale".

Le tue annotazioni

Pro

urn:nir:stato:regio.decreto:1942-03-16;262#art-245

In sintesi

Se la persona interessata a disconoscere la paternità è interdetta o soffre di un'abituale e grave infermità di mente, il termine per avviare l'azione resta sospeso per tutto il periodo di incapacità. Se l'incapace è il figlio, l'azione può comunque essere promossa da un curatore speciale nominato dal giudice su richiesta del pubblico ministero, del tutore o dell'altro genitore. Per gli altri soggetti legittimati, la causa può essere avviata dal tutore o da un curatore speciale, previa apposita autorizzazione del giudice.

Perché esiste questa norma

La norma intende tutelare chi ha diritto di promuovere l'azione di disconoscimento di paternità ma non è in grado di provvedere ai propri interessi a causa di un'infermità mentale, evitando che la scadenza dei termini legali gli precluda l'esercizio del diritto.

A chi si applica

Si applica ai soggetti legittimati a promuovere l'azione di disconoscimento di paternità (incluso il figlio) che versino in stato di interdizione o di grave e abituale infermità mentale, nonché ai loro tutori, curatori speciali, all'altro genitore e al pubblico ministero.

Esempio pratico

Un uomo legalmente riconosciuto come padre scopre fatti rilevanti ma entra in uno stato di grave infermità mentale che lo rende del tutto incapace di gestire i propri interessi. Il termine previsto dalla legge per chiedere il disconoscimento non decorre e resta bloccato finché permane l'infermità, permettendo al suo tutore o a un curatore di agire previa autorizzazione del giudice.

Adempimenti e conseguenze

Per il figlio incapace occorre l'istanza del pubblico ministero, del tutore o dell'altro genitore e la nomina di un curatore speciale da parte del giudice assunte sommarie informazioni; per gli altri soggetti legittimati è richiesta la previa autorizzazione del giudice per l'azione proposta dal tutore o curatore speciale.

Cosa è cambiato

L'articolo 245 è stato inizialmente modificato dall'articolo 96, comma 1, della Legge 19 maggio 1975, n. 151. Successivamente, la Corte Costituzionale ne ha dichiarato l'illegittimità costituzionale con la sentenza n. 744/2011. Infine, il testo è stato ulteriormente modificato dall'articolo 19, comma 1, del Decreto Legislativo 28 dicembre 2013, n. 154.

Domande frequenti

Cosa accade ai termini per agire se chi vuole disconoscere la paternità è interdetto?La decorrenza del termine per promuovere l'azione è sospesa nei suoi confronti per tutta la durata dello stato di interdizione o di grave infermità mentale.
Chi può promuovere l'azione se è il figlio a trovarsi in stato di grave infermità di mente?L'azione può essere promossa da un curatore speciale nominato dal giudice (dopo aver assunto sommarie informazioni) su richiesta del pubblico ministero, del tutore o dell'altro genitore.
I soggetti legittimati diversi dal figlio possono far proporre l'azione da un loro rappresentante?Sì, per gli altri legittimati l'azione può essere proposta dal tutore o, in sua mancanza, da un curatore speciale, previa autorizzazione del giudice.

Termini chiave

Scheda esplicativa redatta a partire dal testo della norma. Non sostituisce una consulenza legale; per gli effetti fa fede il testo ufficiale.

Home
Cerca
Mie
Shop
Profilo