CODICE CIVILELibro PRIMOTitolo VII

Art. 246

Trasmissibilità dell'azione

In vigore dal 7 feb 2014
Se il presunto padre o la madre titolari dell'azione di disconoscimento di paternità sono morti senza averla promossa, ma prima che sia decorso il termine previsto dall', sono ammessi ad esercitarla in loro vece i discendenti o gli ascendenti; il nuovo termine decorre dalla morte del presunto padre o della madre, o dalla nascita del figlio se si tratta di figlio postumo o dal raggiungimento della maggiore età da parte di ciascuno dei discendenti. Se il figlio titolare dell'azione di disconoscimento di paternità è morto senza averla promossa sono ammessi ad esercitarla in sua vece il coniuge o i discendenti nel termine di un anno che decorre dalla morte del figlio o dal raggiungimento della maggiore età da parte di ciascuno dei discendenti. Si applicano il sesto comma dell' e l'.

Le tue annotazioni

Pro

urn:nir:stato:regio.decreto:1942-03-16;262#art-246

In sintesi

Se il presunto padre o la madre muoiono prima della scadenza del termine per promuovere il disconoscimento di paternità e senza averlo fatto, l'azione può essere esercitata al loro posto dai loro discendenti o ascendenti. In tale ipotesi, un nuovo termine decorre dalla morte del genitore, dalla nascita del figlio postumo o dal compimento della maggiore età di ciascun discendente. Se invece muore il figlio senza aver intrapreso l'azione, possono agire in sua vece il coniuge o i suoi discendenti. Per questi ultimi, l'azione deve essere promossa entro il termine di un anno dalla morte del figlio o dal raggiungimento della maggiore età di ciascun discendente.

Perché esiste questa norma

La norma disciplina la possibilità di trasferire ad alcuni stretti familiari il diritto di avviare l'azione di disconoscimento di paternità qualora i soggetti originariamente legittimati siano deceduti prima di averla promossa. Ciò tutela l'interesse dei familiari a chiarire il reale rapporto di filiazione nel rispetto di precisi limiti temporali.

A chi si applica

Si applica ai discendenti, agli ascendenti e al coniuge dei soggetti titolari dell'azione di disconoscimento di paternità (presunto padre, madre o figlio) deceduti senza averla promossa.

Esempio pratico

Un uomo muore prima che sia scaduto il termine per promuovere il disconoscimento di paternità nei confronti di un figlio, senza aver mai avviato la causa. I suoi genitori (ascendenti) o gli altri suoi figli (discendenti) possono decidere di esercitare l'azione in sua vece a partire dalla data del suo decesso.

Cosa è cambiato

L'articolo è stato modificato prima dalla Legge 19 maggio 1975, n. 151 (articolo 97, comma 1) e successivamente dal Decreto Legislativo 28 dicembre 2013, n. 154 (articolo 19, comma 2).

Domande frequenti

Chi può promuovere l'azione se il presunto padre o la madre muoiono prima di averla avviata?Possono agire in loro vece i loro discendenti o i loro ascendenti, purché il genitore sia morto prima della scadenza del termine previsto dalla legge.
Chi è legittimato ad agire in caso di morte del figlio titolare dell'azione?Se il figlio muore senza aver promosso l'azione, possono esercitarla al suo posto il coniuge o i suoi discendenti.
Entro quanto tempo possono agire il coniuge o i discendenti del figlio deceduto?Devono esercitare l'azione entro il termine di un anno, che decorre dalla morte del figlio o dal raggiungimento della maggiore età da parte di ciascuno dei suoi discendenti.

Termini chiave

Scheda esplicativa redatta a partire dal testo della norma. Non sostituisce una consulenza legale; per gli effetti fa fede il testo ufficiale.

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