CODICE CIVILELibro QUARTOTitolo IICapo IV

Art. 1366

Interpretazione di buona fede.

In vigore dal 19 apr 1942
Il contratto deve essere interpretato secondo buona fede.
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Le tue annotazioni

Pro

urn:nir:stato:regio.decreto:1942-03-16;262#art-1366

In sintesi

La disposizione stabilisce una regola fondamentale per chiarire il significato degli accordi. Quando si legge o si applica un contratto, non bisogna fermarsi a interpretazioni capziose o di comodo, ma occorre attribuire alle parole il significato che persone corrette e leali gli darebbero. L'obiettivo è far prevalere un senso equilibrato e onesto dell'intesa raggiunta.

Perché esiste questa norma

La norma mira a garantire correttezza e lealtà nella comprensione delle clausole contrattuali, tutelando l'affidamento ragionevole delle parti.

A chi si applica

Si applica a chiunque sia parte di un contratto o a chi (come un giudice o un arbitro) sia chiamato a interpretarne le clausole.

Esempio pratico

Due persone stipulano un accordo con una frase formulata in modo ambiguo. In caso di dubbio sul significato, non si darà ragione a chi vuole sfruttare la svista per danneggiare l'altro, ma si interpreterà la frase secondo criteri di lealtà e correttezza.

Domande frequenti

Cosa significa interpretare un contratto secondo buona fede?Significa leggerne e applicarne le clausole con lealtà, correttezza e rispetto del reciproco affidamento.
La regola vale per tutti i contratti?Sì, la norma si applica in generale a ogni tipo di contratto che richieda un'attività di interpretazione.
Chi deve rispettare questo criterio di interpretazione?Devono rispettarlo sia le parti contraenti nella gestione del loro rapporto, sia chiunque sia incaricato di dirimere una controversia sul testo contrattuale.

Termini chiave

Scheda esplicativa redatta a partire dal testo della norma. Non sostituisce una consulenza legale; per gli effetti fa fede il testo ufficiale.

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