CODICE CIVILELibro TERZOTitolo VCapo ISez. II

Art. 986

Addizioni.

In vigore dal 19 apr 1942
L'usufruttuario può eseguire addizioni che non alterino la destinazione economica della cosa. Egli ha diritto di toglierle alla fine dell'usufrutto, qualora ciò possa farsi senza nocumento della cosa, salvo che il proprietario preferisca ritenere le addizioni stesse. In questo caso deve essere corrisposta all'usufruttuario un'indennità pari alla minor somma tra l'importo della spesa e il valore delle addizioni al tempo della riconsegna. Se le addizioni non possono separarsi senza nocumento della cosa e costituiscono miglioramento di essa, si applicano le disposizioni relative ai miglioramenti.
Storico versioni

Questo articolo non ha mai subito modificazioni dalla sua pubblicazione.

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urn:nir:stato:regio.decreto:1942-03-16;262#art-986

In sintesi

L'usufruttuario ha la facoltà di apportare aggiunte (addizioni) al bene, a patto di non modificarne la destinazione economica. Al termine dell'usufrutto, egli può portarle via se la rimozione non danneggia la cosa principale. Tuttavia, il proprietario può scegliere di tenerle pagando all'usufruttuario un'indennità pari al valore più basso tra la spesa sostenuta e il valore dei beni al momento della riconsegna. Se invece le aggiunte non si possono togliere senza arrecare danno e rendono migliore il bene, si applicano le regole stabilite per i miglioramenti.

Perché esiste questa norma

La norma disciplina la sorte delle opere o installazioni aggiunte dall'usufruttuario sul bene, bilanciando il suo diritto a recuperarle con la tutela dell'integrità del bene e la facoltà del proprietario di trattenerle.

A chi si applica

La norma si applica all'usufruttuario che compie addizioni sul bene e al proprietario del bene stesso.

Esempio pratico

Un usufruttuario installa delle tende da sole su misura nella casa che ha in usufrutto, senza danneggiare l'immobile. Alla scadenza del contratto, l'usufruttuario può smontarle e portarle via, a meno che il proprietario non decida di tenerle pagandogli la minor somma tra il costo sostenuto all'epoca e il loro valore attuale.

Adempimenti e conseguenze

L'usufruttuario deve evitare di alterare la destinazione economica della cosa; se il proprietario trattiene le addizioni separabili, sorge l'obbligo di corrispondere un'indennità all'usufruttuario calcolata come minor somma tra spesa e valore alla riconsegna.

Domande frequenti

L'usufruttuario può sempre togliere le addizioni al termine dell'usufrutto?Sì, purché la rimozione avvenga senza nocumento (danno) per la cosa e salvo che il proprietario scelga di trattenerle.
A quanto ammonta l'indennità se il proprietario decide di tenere le addizioni?L'indennità corrisponde alla minor somma tra la spesa sostenuta dall'usufruttuario e il valore effettivo delle addizioni al momento della riconsegna.
Cosa succede se le addizioni non possono essere rimosse senza danneggiare la cosa?Se non possono essere separate senza danno e rappresentano un miglioramento del bene, si applicano le disposizioni previste per i miglioramenti.

Termini chiave

Scheda esplicativa redatta a partire dal testo della norma. Non sostituisce una consulenza legale; per gli effetti fa fede il testo ufficiale.

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