Art. 17

Calcolo del valore economico del capitale proprio e delle variazioni del valore economico del capitale proprio

In vigore dal 1 dic 2023
Calcolo del valore economico del capitale proprio e delle variazioni del valore economico del capitale proprio 1.   Gli enti calcolano il valore economico del capitale proprio per lo scenario di riferimento e gli scenari di shock applicabili in ciascuna valuta conformemente ai paragrafi 2, 3 e 4. Essi calcolano le variazioni del valore economico del capitale proprio conformemente ai paragrafi 5 e 6. 2.   Gli enti attribuiscono i flussi di cassa con riprezzamento del nozionale di cui all’, all’, all’, all’, paragrafo 5, all’, paragrafo 7, all’, paragrafo 2, e all’ alle fasce temporali di riprezzamento di cui ai medesimi articoli nel modo seguente: a) tutti i flussi di cassa con riprezzamento del nozionale positivi e negativi all’interno di una fascia temporale di riprezzamento sono compensati, in modo da formare una posizione corta netta o lunga netta per ciascuna fascia temporale di riprezzamento; b) i flussi di cassa in entrata hanno segno positivo e quelli in uscita hanno segno negativo. 3.   Gli enti attualizzano i flussi di cassa netti con riprezzamento del nozionale, utilizzando un fattore di sconto, per ottenere un valore attualizzato. Calcolano tale fattore di sconto a partire dal tasso di interesse al tempo zero a pronti al punto intermedio della fascia per lo scenario corrispondente i e la valuta corrispondente c, moltiplicato per il punto intermedio t k della fascia come segue: 4.   Gli enti sommano i flussi di cassa netti con riprezzamento attualizzati in tutte le fasce temporali di riprezzamento al fine di determinare il valore economico del capitale proprio per lo scenario di riferimento e gli scenari applicabili, per ciascuna valuta. 5.   Gli enti calcolano la variazione del valore economico del capitale proprio sottraendo il valore economico del capitale proprio nello scenario di riferimento dal valore economico del capitale proprio nello scenario applicabile e aggiungendovi la variazione del valore dell’opzione automatica su tassi di interesse calcolata conformemente all’. 6.   Nel calcolare la variazione aggregata per ciascuno scenario, gli enti sommano eventuali variazioni negative e positive che si verificano in ciascuna valuta. In tale calcolo essi convertono le valute diverse da quella utilizzata per le segnalazioni nella valuta utilizzata per le segnalazioni al tasso di cambio a pronti della Banca centrale europea alla data di riferimento. Le variazioni positive sono ponderate con un fattore del 50 % o con un fattore dell’80 % per le valute del meccanismo di cambio ERM II con una banda di oscillazione formalmente convenuta più limitata della banda standard del ± 15 %. Gli enti rilevano gli utili ponderati fino al maggiore dei seguenti valori: a) il valore assoluto delle variazioni negative dell’EUR o delle valute dell’ERM II; b) il risultato dell’applicazione di un fattore del 50 % alle variazioni positive rispettivamente delle valute dell’ERM II o dell’EUR.
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