CODICE CIVILELibro SECONDOTitolo IVCapo II

Art. 737

Soggetti tenuti alla collazione.

In vigore dal 7 feb 2014
I figli... e i loro discendenti... ed il coniuge che concorrono alla successione devono conferire ai coeredi tutto ciò che hanno ricevuto dal defunto per donazione direttamente o indirettamente salvo che il defunto non li abbia da ciò dispensati. La dispensa da collazione non produce effetto se non nei limiti della quota disponibile.

Note all'articolo

  • La L. 10 dicembre 2012, n. 219 ha disposto (con l'art. 1, comma 11) che "Nel codice civile, le parole: «figli legittimi» e «figli naturali», ovunque ricorrono, sono sostituite dalla seguente: «figli»."

Le tue annotazioni

Pro

urn:nir:stato:regio.decreto:1942-03-16;262#art-737

In sintesi

I figli, i loro discendenti e il coniuge che accettano l'eredità insieme ad altri coeredi devono rimettere insieme tutto ciò che hanno ricevuto in vita dal defunto come donazione, sia diretta che indiretta. Questo obbligo non sussiste se il defunto ha espressamente esonerato (dispensato) l'erede da tale conferimento. Tuttavia, anche in presenza di una dispensa, questa è valida ed efficace solo nei limiti del valore della quota disponibile del patrimonio.

Perché esiste questa norma

La norma mira a considerare le donazioni ricevute in vita dal defunto come un anticipo sull'eredità, garantendo una divisione equa del patrimonio tra i familiari più stretti.

A chi si applica

Si applica ai figli, ai loro discendenti e al coniuge del defunto che concorrono insieme alla successione ereditaria.

Esempio pratico

Un genitore dona in vita una somma di denaro a uno dei suoi due figli senza alcuna dispensa. Al momento dell'apertura della successione, il figlio donatario deve conferire quanto ricevuto per calcolarlo nella divisione complessiva dell'eredità con il fratello coerede.

Adempimenti e conseguenze

I soggetti indicati hanno l'obbligo di conferire ai coeredi tutto ciò che hanno ricevuto dal defunto per donazione diretta o indiretta, salvo espressa dispensa valida nei limiti della quota disponibile.

Cosa è cambiato

L'articolo è stato modificato per la prima volta dalla Legge n. 151 del 19 maggio 1975 (art. 201, comma 1). Successivamente, il primo comma è stato aggiornato dalla Legge n. 219 del 10 dicembre 2012 (art. 1, comma 11) e dal Decreto Legislativo n. 154 del 28 dicembre 2013 (art. 87, comma 1).

Domande frequenti

Chi ha ricevuto una donazione dal defunto deve sempre restituirla all'eredità?Sì, i figli, i loro discendenti e il coniuge devono conferire quanto ricevuto per donazione diretta o indiretta, a meno che il defunto non li abbia espressamente dispensati.
Cosa accade se il defunto ha inserito una dispensa dalla collazione?L'erede non è tenuto a conferire la donazione ricevuta, ma la dispensa produce i suoi effetti solo entro i limiti della quota disponibile del patrimonio ereditario.
La collazione riguarda solo le donazioni dirette?No, l'obbligo di conferimento riguarda tutto ciò che è stato ricevuto dal defunto per donazione, sia in forma diretta che indiretta.

Termini chiave

Scheda esplicativa redatta a partire dal testo della norma. Non sostituisce una consulenza legale; per gli effetti fa fede il testo ufficiale.

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