Art. 127
Rifiuto dell’autorizzazione a utilizzare il porto
In vigore dal 4 ott 2023
Rifiuto dell’autorizzazione a utilizzare il porto
1. Gli Stati membri non consentono a una nave di paesi terzi di utilizzare i loro porti a fini di sbarco, trasbordo o trasformazione di prodotti della pesca catturati nella zona di applicazione dell’accordo CGPM, e le rifiutano l’accesso ai servizi portuali quali, tra l’altro, i servizi di rifornimento carburante e di riapprovvigionamento, se la nave:
a)
non è conforme alle disposizioni del presente regolamento;
b)
è compresa in un elenco di navi che hanno praticato o coadiuvato attività di pesca INN, adottato da un’organizzazione regionale di gestione della pesca; oppure
c)
non dispone di un’autorizzazione valida a praticare la pesca o attività inerenti alla pesca nella zona di applicazione dell’accordo CGPM.
In deroga al primo comma, nulla osta a che gli Stati membri consentano a una nave di un paese terzo, in situazioni di forza maggiore o pericolo ai sensi dell’ della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, di utilizzare i loro porti limitatamente ai servizi strettamente necessari per porre rimedio a tali situazioni.
2. Il paragrafo 1 si applica in aggiunta alle disposizioni relative al rifiuto dell’autorizzazione a utilizzare il porto di cui all’, paragrafo 2, e all’, paragrafi 5 e 6, del regolamento (CE) n. 1005/2008.
3. Uno Stato membro che abbia rifiutato a una nave di un paese terzo l’utilizzo dei propri porti in conformità dei paragrafi 1 o 2, ne informa tempestivamente il comandante della nave, lo Stato di bandiera, la Commissione e il segretariato della CGPM.
4. Ove i motivi del rifiuto di cui ai paragrafi 1 o 2 non siano più applicabili, lo Stato membro revoca il rifiuto e informa della revoca tutti i destinatari di cui al paragrafo 3.
Storico versioni
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