Testo unico delle disposizioni sull'edilizia popolare ed economica›Capo 5
Art. 386
In vigore dal 20 ago 1938
Costituiscono motivo di risoluzione dei contratti di affitto:
a) il trasferimento;
b) l'uso irregolare dell'alloggio;
c) la destituzione o le dimissioni dall'impiego;
d) il collocamento a riposo, la cessazione comunque dal servizio attivo del personale militare per gli alloggi di cui agli (comma 2°), 345 lett. b) e la morte del locatario.
Il regolamento previsto dall' determinerà in quali casi e per quale periodo di tempo l'alloggio concesso potrà essere mantenuto dopo il collocamento a riposo del locatario o conservato, in caso di sua morte, in uso alla vedova od ai figli minorenni.
La risoluzione dei contratti di locazione è, con ordinanza motivata, dichiarata, secondo i casi, dal Presidente dell'Istituto sentito il Comitato centrale o dai presidenti delle rappresentanze di esso sentiti i rispettivi comitati ovvero dai rappresentanti di cui al 4° comma dell'. Allo stesso modo si procede in caso di morosità e di abusiva od irregolare occupazione di case o di locali dell'Istituto.
Per gli alloggi poi locati a soci del cessato Istituto romano cooperativo, i casi di risoluzione dei contratti sono quelli previsti dallo statuto.
Tali ordinanze hanno forza di titolo esecutivo a tutti gli effetti di legge e alla eventuale esecuzione dello sfratto si provvederà in via amministrativa a mezzo del personale stesso dell'Istituto il quale potrà richiedere direttamente l'assistenza della forza pubblica.
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