Art. 4

LEGGE 19 ottobre 1999, n. 370

In vigore dal 26 nov 2002
Incentivazione dei professori e dei ricercatori universitari 1. È autorizzata la spesa nel limite massimo di lire 80 miliardi per l'anno 1999, di lire 81 miliardi per l'anno 2000 e di lire 91 miliardi a decorrere dall'anno 2001, per l'istituzione nello stato di previsione del Ministero dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica di un fondo integrativo per l'incentivazione dell'impegno didattico dei professori e dei ricercatori universitari, per obiettivi di adeguamento quantitativo e di miglioramento qualitativo dell'offerta formativa, con riferimento anche al rapporto tra studenti e docenti nelle diverse sedi e nelle strutture didattiche, all'orientamento e al tutorato , e per progetti sperimentali e innovativi sul diritto allo studio proposti dalle regioni mediante programmazione concordata con il Ministero dell'istruzione, dell'univesità e della ricerca . Il fondo è ripartito tra gli atenei secondo criteri determinati con decreto del Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica, sentiti la CRUI, il CUN, il CNSU, ove costituito, le organizzazioni sindacali e le associazioni professionali dei professori e dei ricercatori universitari comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. I contributi erogati alle università ai sensi del presente articolo afferiscono ai fondi di ateneo di cui all'articolo 24, comma 6, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 2. A valere sui fondi di ateneo di cui all'articolo 24, comma 6, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni, anche integrati con risorse proprie, le università, con proprie disposizioni, erogano a professori e ricercatori universitari compensi incentivanti l'impegno didattico sulla base dei seguenti principi e criteri direttivi: a) riserva delle incentivazioni ai professori e ricercatori che optano per il tempo pieno e, nel caso di personale universitario medico, per l'attività intramuraria e che non svolgono attività didattica comunque retribuita presso altre università o istituzioni pubbliche e private; b) assegnazione dei compensi: 1) ai professori e ricercatori universitari di cui alla lettera a) i quali, in conformità alla programmazione didattica finalizzata ad un più favorevole rapporto studenti-docente, dedicano, in ogni tipologia di corso di studio universitario, ivi compresi i corsi di dottorato di ricerca, nonchè in attività universitarie nel campo della formazione continua, permanente e ricorrente, almeno 120 ore annuali a lezioni, esercitazioni e seminari nonchè ulteriori e specifici impegni orari per l'orientamento, l'assistenza e il tutorato, la programmazione e l'organizzazione didattica, l'accertamento dell'apprendimento e comunque svolgono attività didattiche con continuità per tutto l'anno accademico; 2) a progetti di miglioramento qualitativo della didattica predisposti e realizzati da gruppi di docenti, con particolare riferimento all'innovazione metodologica e tecnologica e ad attività formative propedeutiche, integrate e di recupero; c) verifica del rispetto degli impegni didattici e monitoraggio dei progetti da parte di organismi in cui siano rappresentati anche gli studenti; d) pubblicità delle disposizioni e delle priorità adottate dagli atenei per l'erogazione dei compensi nonchè degli elenchi dei percettori. 3. Le disposizioni di cui al comma 2 sono emanate dagli atenei entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. Decorso inutilmente tale termine, a decorrere dell'anno 2000 le risorse finanziarie di cui al comma 1 possono essere erogate all'ateneo inadempiente solo successivamente alla comunicazione al Ministero dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica delle predette disposizioni. 4. Le incentivazioni sono erogate ai docenti di cui al comma 2, a condizione che le loro attività didattiche siano valutate positivamente nell'ambito dei programmi di valutazione della didattica adottati dagli atenei. Il Ministero dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica, avvalendosi del Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario, effettua il monitoraggio sull'attuazione delle disposizioni del presente articolo. Il Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica, a decorrere dall'anno 2001, determina le quote da attribuire ad ogni ateneo anche sulla base dei risultati conseguiti in relazione agli obiettivi di cui al comma 1. 5. La materia di cui all'articolo 66 del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, è rimessa all'autonoma determinazione degli atenei, che possono disapplicare la predetta norma dalla data di entrata in vigore di specifiche disposizioni da essi emanate.
Storico versioni

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In sintesi

La disposizione istituisce un apposito fondo integrativo statale ripartito tra le università per finanziare compensi incentivanti destinati a professori e ricercatori. Tali compensi vengono erogati dagli atenei a docenti a tempo pieno (o con attività intramuraria per i medici) che non svolgono attività didattica retribuita altrove. I docenti devono dedicare almeno 120 ore annue a lezioni, esercitazioni o seminari e svolgere ulteriori compiti continuativi come orientamento, tutorato e organizzazione didattica, oppure realizzare specifici progetti di miglioramento della didattica. È inoltre previsto il monitoraggio del rispetto degli impegni tramite organismi che includono la rappresentanza studentesca.

Perché esiste questa norma

La norma mira a incentivare e valorizzare l'impegno didattico dei professori e dei ricercatori universitari a tempo pieno, sostenendo al contempo il miglioramento qualitativo e quantitativo dell'offerta formativa, l'orientamento, il tutorato e i progetti sul diritto allo studio.

A chi si applica

Si applica alle università, al Ministero competente, alle Regioni e ai professori e ricercatori universitari che hanno optato per il regime di impegno a tempo pieno (o attività intramuraria per l'area medica).

Esempio pratico

Un ricercatore universitario a tempo pieno, che non percepisce altri compensi didattici esterni, svolge oltre 120 ore di lezione e attività continuative di tutorato e orientamento agli studenti; sulla base dei criteri di ateneo e a seguito della verifica degli impegni, l'università gli corrisponde un compenso incentivante attingendo al fondo dedicato.

Adempimenti e conseguenze

Le università devono adottare proprie disposizioni per l'erogazione dei compensi, garantire la pubblicità dei criteri/priorità e procedere alla verifica del rispetto degli impegni didattici e al monitoraggio dei progetti tramite appositi organismi con rappresentanza studentesca.

Domande frequenti

Quali requisiti di orario didattico devono rispettare i docenti per accedere ai compensi incentivanti?Devono dedicare almeno 120 ore annuali a lezioni, esercitazioni e seminari, oltre ad assumere ulteriori e specifici impegni per orientamento, assistenza, tutorato, organizzazione didattica e accertamento dell'apprendimento, con continuità per tutto l'anno accademico.
Chi è escluso dall'erogazione di questi compensi incentivanti?Sono esclusi i docenti e i ricercatori che non optano per il tempo pieno (o per l'attività intramuraria se personale medico) e coloro che svolgono attività didattica comunque retribuita presso altre università o enti pubblici e privati.
Chi controlla l'effettivo rispetto degli impegni didattici e l'andamento dei progetti?La verifica del rispetto degli impegni e il monitoraggio dei progetti didattici sono affidati a specifici organismi nei quali è prevista anche la rappresentanza degli studenti.

Termini chiave

Scheda esplicativa redatta a partire dal testo della norma. Non sostituisce una consulenza legale; per gli effetti fa fede il testo ufficiale.

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