I limiti di valore indicati nell'articolo 25 della legge 22 dicembre 1957, n. 1293, modificati dall' della legge 5 febbraio 1968, n. 64 e dall' della legge 6 giugno 1973, n. 312, sono elevati da lire un milione a lire dieci milioni. Con decreto del Presidente della Repubblica, da emanare su proposta del Ministro delle finanze di concerto con il Ministro del tesoro, sentito il Consiglio dei Ministri, tali limiti di valore possono essere aggiornati ogni triennio.
Dopo il terzo comma dell'articolo 25 della legge 22 dicembre 1957, n. 1293, sono aggiunti i seguenti commi:
"È in facoltà dell'Amministrazione assegnare le rivendite ordinarie, vacanti del titolare e del coadiutore avente titolo, al coniuge, al parente entro il quarto grado o all'affine entro il terzo grado che abbia la disponibilità del locale ove è ubicata la rivendita.
Qualora non si verifichi quanto previsto al precedente comma si applicano le disposizioni di cui ai successivi commi".
Nota all':
Il testo dell'art. 25 della legge n. 1293/1957, per le modifiche apportate dalla presente legge è il seguente:
"Art. 25. (Classificazione delle rivendite ordinarie secondo il reddito). - Le rivendite ordinarie sono classificate in base al reddito prodotto nell'ultimo esercizio finanziario, nelle seguenti categorie:
1ª categoria: rivendite con reddito di L. 10.000.000 e superiore;
2ª categoria: rivendite con reddito inferiore a L. 10.000.000.
Il reddito è costituito soltanto dagli aggi sui tabacchi e sui prodotti derivati dal tabacco.
È in facoltà dell'Amministrazione assegnare le rivendite ordinarie, vacanti del titolare e del coadiutore avente titolo, al coniuge, al parente entro il quarto grado o all'affine entro il terzo grado che abbia la disponibilità del locale ove è ubicata la rivendita.
Qualora non si verifichi quanto previsto al precedente comma si applicano le disposizioni di cui ai successivi commi.
Le rivendite di 1ª categoria vacanti del titolare sono appaltate ad asta pubblica. L'appalto non può avere durata superiore ai nove anni; alla scadenza l'Amministrazione può rinnovarlo mediante trattativa privata.
Le rivendite di 2ª categoria vacanti del titolare sono date in gestione a seguito di concorso riservato agli invalidi di guerra, vedove di guerra e categorie equiparate per legge, decorati al valor militare, ciechi civili, profughi già in possesso di licenza per la vendita dei generi di monopolio nei territori di provenienza.
La gestione non può avere durata superiore ai nove anni e, alla scadenza, può essere rinnovata di novennio in novennio.
Il regolamento stabilisce le modalità per l'espletamento dell'asta e del concorso di cui innanzi, nonchè l'ordine di graduatoria tra le categorie di persone cui il concorso medesimo è riservato".
Fra il secondo ed i commi aggiunti (in corsivo) vi era un terzo comma del seguente tenore che, per effetto di quanto previsto nel secondo periodo del primo comma del presente articolo, deve intendersi tacitamente abrogato:
"Con decreto del Presidente della Repubblica, da emanare su proposta del Ministro per le finanze di concerto col Ministro per il tesoro, sentito il Consiglio dei Ministri, può essere variato entro il limite del venti per cento in più o in meno il reddito di L. 10.000.000".
Storico versioni
Questo articolo non ha mai subito modificazioni dalla sua pubblicazione.
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Pro
urn:nir:stato:legge:1986-01-29;25#art-7
In sintesi
La disposizione innalza la soglia di reddito per distinguere le rivendite di prima categoria (da 10 milioni di lire in su) da quelle di seconda categoria (sotto i 10 milioni di lire), calcolato solo sugli aggi di tabacchi e derivati. Tali limiti possono essere aggiornati ogni tre anni con decreto del Presidente della Repubblica. Se una rivendita ordinaria rimane vacante del titolare e del coadiutore avente titolo, l'Amministrazione può assegnarla prioritariamente a coniugi, parenti entro il quarto grado o affini entro il terzo grado che dispongano del locale. In mancanza di questa assegnazione familiare, le rivendite di prima categoria vanno ad asta pubblica e quelle di seconda a concorso riservato per specifiche categorie tutelate, entrambe per una durata massima di nove anni.
Perché esiste questa norma
La norma aggiorna i criteri economici per classificare le rivendite ordinarie di generi di monopolio e introduce una disciplina di favore per la continuità dell'assegnazione ai familiari in caso di vacanza del titolare.
A chi si applica
Si applica all'Amministrazione finanziaria, ai titolari di rivendite ordinarie di generi di monopolio e ai loro familiari (coniugi, parenti entro il quarto grado, affini entro il terzo grado), nonché ai partecipanti ad aste pubbliche e concorsi riservati.
Esempio pratico
In caso di cessazione del titolare di una rivendita priva di coadiutore, il coniuge che ha la disponibilità dell'immobile può ottenere dall'Amministrazione l'assegnazione diretta dell'attività. Qualora il coniuge non sia presente o non richieda l'assegnazione, la rivendita con reddito pari o superiore a dieci milioni di lire viene messa all'asta pubblica per un periodo massimo di nove anni.
Adempimenti e conseguenze
Per l'assegnazione diretta ai familiari è richiesto l'adempimento di avere la disponibilità del locale ove è ubicata la rivendita; l'assegnazione ordinaria impone il rispetto delle procedure di asta pubblica per la 1ª categoria e di concorso riservato per la 2ª categoria con durata massima di nove anni.
Cosa è cambiato
Il limite di reddito per la classificazione delle rivendite è stato elevato da uno a dieci milioni di lire, con possibilità di aggiornamento triennale tramite decreto del Presidente della Repubblica. Inoltre, è stata introdotta la facoltà per l'Amministrazione di assegnare le rivendite vacanti al coniuge, ai parenti entro il quarto grado o agli affini entro il terzo grado dotati della disponibilità del locale.
Domande frequenti
Come si calcola il reddito per la classificazione delle rivendite?Il reddito è costituito unicamente dagli aggi percepiti sui tabacchi e sui prodotti derivati dal tabacco nell'ultimo esercizio finanziario.
A quali familiari può essere assegnata direttamente una rivendita vacante?L'Amministrazione può assegnarla al coniuge, ai parenti entro il quarto grado o agli affini entro il terzo grado, purché abbiano la disponibilità del locale in cui si trova la rivendita.
Quanto durano l'appalto e la gestione delle rivendite vacanti assegnate tramite gara o concorso?Sia l'appalto ad asta pubblica sia la gestione a concorso riservato non possono superare i nove anni di durata, con possibilità di rinnovo alla scadenza secondo le modalità previste.