Ritardati od omessi versamenti diretti e altre violazioni in materia di compensazione (articolo 13 del decreto legislativo n. 471 del 1997)
In vigore dal 29 nov 2024
Ritardati od omessi versamenti diretti e altre violazioni in materia di compensazione
( del decreto legislativo n. 471 del 1997)
1. Chi non esegue, in tutto o in parte, alle prescritte scadenze, i versamenti in acconto, i versamenti periodici, il versamento di conguaglio o a saldo dell'imposta risultante dalla dichiarazione, detratto in questi casi l'ammontare dei versamenti periodici e in acconto, ancorchè non effettuati, è soggetto a sanzione amministrativa pari al 25 per cento di ogni importo non versato, anche quando, in seguito alla correzione di errori materiali o di calcolo rilevati in sede di controllo della dichiarazione annuale, risulti una maggiore imposta o una minore eccedenza detraibile. Per i versamenti effettuati con un ritardo non superiore a novanta giorni, la sanzione di cui al primo periodo è ridotta alla metà. Salva l'applicazione dell', per i versamenti effettuati con un ritardo non superiore a quindici giorni, la sanzione di cui al secondo periodo è ulteriormente ridotta a un importo pari a un quindicesimo per ciascun giorno di ritardo.
2. La sanzione di cui al comma 1 si applica nei casi di liquidazione della maggior imposta ai sensi degli articoli 36-bis e 36-ter del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e ai sensi dell'articolo 54-bis del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.
3. Fuori dei casi di tributi iscritti a ruolo, la sanzione prevista al comma 1 si applica altresì in ogni ipotesi di mancato pagamento di un tributo o di una sua frazione nel termine previsto.
4. Salvo quanto previsto dal comma 6, si considerano inesistenti ovvero non spettanti i crediti rispettivamente previsti dall', comma 1, lettere l) e m).
5. Nel caso di utilizzo di un credito non spettante ai sensi dell', comma 1, lettera m), si applica, salvo diverse disposizioni speciali, la sanzione pari al 25 per cento del credito utilizzato in compensazione. La sanzione di cui al primo periodo si applica anche quando il credito è utilizzato in difetto dei prescritti adempimenti amministrativi non previsti a pena di decadenza e le relative violazioni non sono state rimosse, entro i termini stabiliti dal comma 6.
6. Si applica la sanzione di 250 euro quando il credito è utilizzato in compensazione in difetto dei prescritti adempimenti amministrativi di carattere strumentale, sempre che siano rispettante entrambe le seguenti condizioni:
a) gli adempimenti non siano previsti a pena di decadenza;
b) la violazione sia rimossa entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale ai fini delle imposte sui redditi relativa all'anno di commissione della violazione, ovvero, in assenza di una dichiarazione, entro un anno dalla commissione della violazione medesima.
7. Nel caso di utilizzo di un credito inesistente ai sensi dell', comma 1, lettera l), numero 1), si applica la sanzione pari al 70 per cento del credito utilizzato in compensazione.
8. Nel caso di utilizzo di un credito inesistente ai sensi dell', comma 1, lettera l), numero 2), la sanzione di cui al comma 7 è aumentata dalla metà al doppio.
9. Fuori dall'ipotesi di cui all', comma 12, sull'ammontare delle eccedenze di credito risultanti dalla dichiarazione annuale dell'ente o società controllante ovvero delle società controllate, compensate in tutto o in parte con somme che avrebbero dovuto essere versate dalle altre società controllate o dall'ente o società controllante, di cui all', terzo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, si applica la sanzione di cui al comma 1 quando la garanzia di cui all'articolo 38-bis del medesimo decreto è presentata oltre il termine di novanta giorni dalla scadenza del termine di presentazione della dichiarazione annuale.
10. Le sanzioni previste nel presente articolo non si applicano quando i versamenti sono stati tempestivamente eseguiti a ufficio o concessionario diverso da quello competente.
Storico versioni
Questo articolo non ha mai subito modificazioni dalla sua pubblicazione.
La norma stabilisce una sanzione amministrativa del 25 per cento per chi non versa le imposte dovute (acconti, versamenti periodici, conguagli o saldi) entro le scadenze. Se il pagamento avviene con un ritardo non superiore a 90 giorni, la sanzione è ridotta alla metà (12,5 per cento), e per ritardi fino a 15 giorni si applica un'ulteriore riduzione giornaliera di un quindicesimo. In materia di compensazioni, l'utilizzo di un credito non spettante è punito con il 25 per cento, mentre se mancano solo adempimenti formali/strumentali rimossi entro i termini previsti la sanzione è ridotta a 250 euro. L'utilizzo di crediti inesistenti è invece punito con sanzioni più severe, pari al 70 per cento o aumentate dalla metà al doppio a seconda dei casi specifici.
Perché esiste questa norma
La norma mira a garantire la tempestività e la correttezza dei versamenti fiscali e delle compensazioni, punendo l'omesso o ritardato pagamento delle imposte e l'uso indebito dei crediti tributari.
A chi si applica
Si applica a tutti i contribuenti che omettono, ritardano i versamenti delle imposte o utilizzano crediti tributari inesistenti o non spettanti in compensazione.
Esempio pratico
Un contribuente che effettua il versamento del saldo dell'imposta con 10 giorni di ritardo rispetto alla scadenza beneficia della riduzione della sanzione a un quindicesimo della metà per ogni giorno di ritardo. Se invece utilizza in compensazione un credito non spettante, subisce una sanzione ordinaria pari al 25 per cento dell'importo compensato.
Adempimenti e conseguenze
Obbligo di eseguire i versamenti alle prescritte scadenze; sanzione amministrativa del 25% per omessi versamenti (ridotta alla metà entro 90 giorni e a 1/15 al giorno entro 15 giorni); sanzione del 25% per crediti non spettanti o di 250 euro per sole violazioni strumentali rimosse nei termini; sanzione del 70% (aumentabile da metà al doppio) per crediti inesistenti.
Domande frequenti
Qual è la sanzione base per chi omette un versamento alle scadenze prescritte?La sanzione amministrativa ordinaria è pari al 25 per cento di ogni importo non versato.
Cosa succede se il versamento viene effettuato in ritardo ma entro 90 giorni?La sanzione ordinaria del 25 per cento viene ridotta alla metà; per ritardi inferiori a 15 giorni si riduce ulteriormente di un quindicesimo per ogni giorno di ritardo.
Quanto si paga in caso di utilizzo in compensazione di crediti inesistenti?Si applica una sanzione pari al 70 per cento del credito utilizzato, che può essere aumentata dalla metà al doppio nelle specifiche ipotesi previste dalla norma.
Termini chiave
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Scheda esplicativa redatta a partire dal testo della norma. Non sostituisce una consulenza legale; per gli effetti fa fede il testo ufficiale.