In sintesi
La disposizione stabilisce che gli atti compiuti da una persona che dimostri di essere stata incapace d'intendere o di volere al momento del compimento, anche in via transitoria e senza essere interdetta, possono essere annullati se le arrecano un grave pregiudizio. Nel caso specifico dei contratti, per ottenere l'annullamento è necessario che risulti anche la malafede dell'altro contraente, desumibile dal pregiudizio, dalla natura del contratto o da altre circostanze. La richiesta di annullamento può essere avanzata dall'interessato, dai suoi eredi o dai suoi aventi causa. L'azione legale deve essere esercitata entro il termine di prescrizione di cinque anni dal giorno del compimento dell'atto o del contratto.
Perché esiste questa norma
La norma intende tutelare chi compie atti giuridici o contratti in uno stato di incapacità naturale, evitando che subisca danni ingiusti ma proteggendo al contempo l'affidamento dei terzi se non in malafede.
A chi si applica
Si applica a qualsiasi persona che abbia compiuto atti o contratti in stato di temporanea o permanente incapacità d'intendere o di volere, ai suoi eredi, ai suoi aventi causa e ai contraenti coinvolti.
Esempio pratico
Una persona che si trova in uno stato di temporaneo e totale stordimento vende a terzi un proprio bene di valore a una cifra irrisoria. Se l'acquirente era consapevole delle condizioni alterate del venditore (malafede) e l'atto crea un grave danno economico, l'autore o i suoi eredi possono richiedere al giudice l'annullamento della vendita entro cinque anni.
Adempimenti e conseguenze
Come conseguenza è previsto l'annullamento degli atti (in presenza di grave pregiudizio) o dei contratti (in presenza di malafede dell'altro contraente); l'azione deve essere promossa entro il termine di cinque anni.
Cosa è cambiato
L'articolo è stato modificato dall'articolo 4, comma 1, della Legge 9 gennaio 2004, n. 6.
Domande frequenti
Entro quanto tempo si può richiedere l'annullamento dell'atto o del contratto?L'azione giudiziaria si prescrive nel termine di cinque anni a decorrere dal giorno esatto in cui l'atto o il contratto è stato compiuto.
Chi è legittimato a richiedere l'annullamento degli atti?L'annullamento può essere richiesto su istanza della persona stessa che ha compiuto l'atto, oppure dai suoi eredi o aventi causa.
Quali condizioni servono per annullare un contratto stipulato da un incapace?Oltre allo stato di incapacità al momento dell'atto, occorre che risulti la malafede dell'altro contraente, dimostrabile anche attraverso il pregiudizio economico o la qualità del contratto.
Termini chiave
Scheda esplicativa redatta a partire dal testo della norma. Non sostituisce una consulenza legale; per gli effetti fa fede il testo ufficiale.