Art. 6
Metodo semplificato per individuare il principale fattore di rischio di una posizione in derivati e per determinare se l’operazione in derivati rappresenta una posizione lunga o corta nel suo principale fattore di rischio
In vigore dal 1 lug 2025
Metodo semplificato per individuare il principale fattore di rischio di una posizione in derivati e per determinare se l’operazione in derivati rappresenta una posizione lunga o corta nel suo principale fattore di rischio
1. In deroga agli , gli enti possono individuare il principale fattore di rischio di una posizione in derivati di cui ai paragrafi da 2 a 17 del presente articolo e determinare se tale posizione rappresenta una posizione lunga o corta nel suo principale fattore di rischio applicando i metodi di cui a tali paragrafi.
2. Per i contratti future o forward su azioni o su indici azionari, gli enti identificano il principale fattore di rischio rispettivamente come il prezzo a pronti degli strumenti di capitale o il prezzo a pronti dell’indice.
La posizione nel suo principale fattore di rischio è una posizione lunga se i contratti future o forward sono acquistati e una posizione corta se i contratti future o forward sono venduti.
3. Per i contratti sui tassi a termine del tipo forward rate agreements (FRA) in cui una controparte riceve un tasso di interesse variabile e paga un tasso di interesse fisso, gli enti identificano il principale fattore di rischio come il tasso privo di rischio che corrisponde a quanto segue:
a)
la valuta di riferimento nel FRA;
b)
una delle scadenze di cui all’articolo 325 terdecies, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 575/2013, selezionata per corrispondere il più possibile alla scadenza del FRA.
La posizione nel suo principale fattore di rischio è una posizione lunga se l’ente paga un tasso di interesse fisso e una posizione corta se l’ente riceve un tasso di interesse fisso.
4. Per i contratti future o forward su obbligazioni che consistono in strumenti di debito a tasso fisso o a tasso variabile senza caratteristiche di opzionalità, gli enti determinano se l’obbligazione è acquistata o venduta nell’ambito di contratti future o forward e, su tale base, individuano il principale fattore di rischio e determinano se la posizione rappresenta una posizione lunga o corta nel suo principale fattore di rischio applicando allo strumento di debito a tasso fisso o a tasso variabile i metodi di cui all’, paragrafo 2 o 3, rispettivamente.
5. Per i contratti future o forward su cambi tra una valuta estera e la valuta utilizzata dall’ente per le segnalazioni, gli enti identificano il principale fattore di rischio come il tasso di cambio a vista tra la valuta estera e la valuta utilizzata dall’ente per le segnalazioni.
La posizione nel suo principale fattore di rischio è una posizione lunga se la valuta estera è acquistata e una posizione corta se la valuta estera è venduta.
6. Per i contratti future o forward su merci, gli enti identificano il principale fattore di rischio come il prezzo a pronti della merce corrispondente a quanto segue:
a)
il tipo di merce specificato nel contratto future o forward;
b)
una delle scadenze di cui all’articolo 325 septdecies, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 575/2013, selezionata per corrispondere il più possibile alla scadenza dei contratti future o forward.
La posizione nel suo principale fattore di rischio è una posizione lunga se le merci sono acquistate e una posizione corta se le merci sono vendute.
7. Per le opzioni call o put plain vanilla con un’unica azione sottostante o un unico indice azionario sottostante, gli enti identificano il principale fattore di rischio rispettivamente come il prezzo a pronti degli strumenti di capitale o il prezzo a pronti dell’indice.
La posizione nel suo principale fattore di rischio è una posizione lunga se l’opzione call è acquistata e una posizione corta se l’opzione call è venduta. La posizione è una posizione lunga se l’opzione put è venduta e una posizione corta se l’opzione put è acquistata.
8. Per le opzioni call o put plain vanilla con un’unica obbligazione sottostante che consiste in uno strumento di debito a tasso fisso, gli enti individuano il principale fattore di rischio applicando all’obbligazione sottostante il metodo di cui all’, paragrafo 2.
Se il principale fattore di rischio determinato conformemente all’, paragrafo 2, lettere a), b) e c), è il tasso privo di rischio o il tasso di differenziale creditizio dell’emittente, la posizione nel suo principale fattore di rischio è una posizione corta se l’opzione call è acquistata e una posizione lunga se l’opzione call è venduta, mentre è una posizione corta se l’opzione put è venduta e una posizione lunga se l’opzione put è acquistata.
Se il principale fattore di rischio determinato conformemente all’, paragrafo 2, lettere a), b) e c), è il tasso di inflazione, la posizione nel suo principale fattore di rischio è una posizione lunga se l’opzione call è acquistata e una posizione corta se l’opzione call è venduta, mentre è una posizione lunga se l’opzione put è venduta e una posizione corta se l’opzione put è acquistata.
9. Per le swaption plain vanilla, gli enti individuano il principale fattore di rischio applicando allo swap su tassi di interesse sottostante il metodo di cui al paragrafo 15.
Se la swaption dà il diritto di stipulare un contratto swap su tassi di interesse in cui il titolare dell’opzione riceve un tasso di interesse variabile e paga un tasso di interesse fisso, la posizione nel suo principale fattore di rischio è una posizione lunga se l’ente ha acquistato la swaption e una posizione corta se l’ente ha venduto la swaption.
Se la swaption dà il diritto di stipulare un contratto swap su tassi di interesse in cui il titolare dell’opzione paga un tasso di interesse variabile e riceve un tasso di interesse fisso, la posizione nel suo principale fattore di rischio è una posizione lunga se l’ente ha venduto la swaption e una posizione corta se l’ente ha acquistato la swaption.
10. Per le opzioni cap e le opzioni floor, gli enti identificano il principale fattore di rischio come il tasso privo di rischio che corrisponde a quanto segue:
a)
la valuta di riferimento nell’opzione cap o nell’opzione floor;
b)
una delle scadenze di cui all’articolo 325 terdecies, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 575/2013, selezionata per corrispondere il più possibile alla scadenza dell’opzione cap o dell’opzione floor.
La posizione nel suo principale fattore di rischio è una posizione lunga se l’opzione cap è acquistata e una posizione corta se l’opzione cap è venduta. La posizione nel suo principale fattore di rischio è una posizione lunga se l’opzione floor è venduta e una posizione corta se l’opzione floor è acquistata.
11. Per le opzioni call o put plain vanilla con un’unica merce sottostante, gli enti identificano il principale fattore di rischio come il prezzo a pronti della merce corrispondente a quanto segue:
a)
il tipo di merce specificato nel contratto di opzione;
b)
una delle scadenze di cui all’articolo 325 septdecies, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 575/2013, selezionata per corrispondere il più possibile alla scadenza dell’opzione.
La posizione nel suo principale fattore di rischio è una posizione lunga se l’opzione call è acquistata e una posizione corta se l’opzione call è venduta. La posizione nel suo principale fattore di rischio è una posizione lunga se l’opzione put è venduta e una posizione corta se l’opzione put è acquistata.
12. Per le opzioni su valute plain vanilla, gli enti identificano il principale fattore di rischio come il tasso di cambio a vista tra la valuta estera e la valuta utilizzata dall’ente per le segnalazioni.
La posizione nel suo principale fattore di rischio è una posizione lunga se la valuta estera è acquistata e una posizione corta se la valuta estera è venduta.
13. Per i credit default swap single-name, gli enti identificano il principale fattore di rischio come il tasso di differenziale creditizio dell’emittente che corrisponde a quanto segue:
a)
l’emittente di riferimento nel contratto swap;
b)
una delle scadenze di cui all’articolo 325 quaterdecies, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 575/2013, selezionata per corrispondere il più possibile alla scadenza dello swap.
La posizione nel suo principale fattore di rischio è una posizione lunga se la protezione è acquistata e una posizione corta se la protezione è venduta.
14. Per gli index credit default swap, gli enti identificano il principale fattore di rischio come il tasso di differenziale creditizio che corrisponde a quanto segue:
a)
l’indice di credito di riferimento nel contratto swap;
b)
una delle scadenze di cui all’articolo 325 quaterdecies, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 575/2013, selezionata per corrispondere il più possibile alla scadenza dello swap.
La posizione nel suo principale fattore di rischio è una posizione lunga se la protezione è acquistata e una posizione corta se la protezione è venduta.
15. Per gli swap su tassi di interesse in cui una controparte riceve un tasso di interesse variabile e paga un tasso di interesse fisso, gli enti identificano il principale fattore di rischio come il tasso privo di rischio che corrisponde a quanto segue:
a)
la valuta di riferimento nel contratto swap;
b)
una delle scadenze di cui all’articolo 325 terdecies, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 575/2013, selezionata per corrispondere il più possibile alla scadenza dello swap.
La posizione nel suo principale fattore di rischio è una posizione lunga se l’ente paga un tasso di interesse fisso e una posizione corta se l’ente riceve un tasso di interesse fisso.
16. Per gli swap su indici azionari in cui una controparte riceve il rendimento di un’azione o di un indice azionario e paga un tasso di interesse fisso o variabile, gli enti identificano il principale fattore di rischio rispettivamente come il prezzo a pronti degli strumenti di capitale o il prezzo a pronti dell’indice.
La posizione nel suo principale fattore di rischio è una posizione lunga se l’ente riceve il rendimento dell’azione o dell’indice azionario e una posizione corta se l’ente paga il rendimento di un’azione o di un indice azionario.
17. Per gli swap su merci in cui una controparte riceve flussi di cassa basati sul prezzo di una merce sottostante e paga un tasso di interesse fisso o variabile, gli enti identificano il principale fattore di rischio come il prezzo a pronti della merce corrispondente a quanto segue:
a)
il tipo di merce specificato nel contratto swap;
b)
una delle scadenze di cui all’articolo 325 septdecies, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 575/2013, selezionata per corrispondere il più possibile alla scadenza dello swap.
La posizione nel suo principale fattore di rischio è una posizione lunga se l’ente riceve i flussi di cassa basati sul prezzo di una merce sottostante e una posizione corta se l’ente paga i flussi di cassa basati sul prezzo di una merce sottostante.
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