Obiettivi
1. La PCP garantisce che le attività di pesca e di acquacoltura siano sostenibili dal punto di vista ambientale nel lungo termine e siano gestite in modo coerente con gli obiettivi consistenti nel conseguire vantaggi a livello economico, sociale e occupazionale e nel contribuire alla disponibilità dell'approvvigionamento alimentare.
2. La PCP applica alla gestione della pesca l'approccio precauzionale ed è volta a garantire che lo sfruttamento delle risorse biologiche marine vive ricostituisca e mantenga le popolazioni delle specie pescate al di sopra di livelli in grado di produrre il rendimento massimo sostenibile.
Per conseguire l'obiettivo consistente nel ricostituire gradualmente e mantenere le popolazioni degli stock ittici al di sopra di livelli di biomassa in grado di produrre il rendimento massimo sostenibile, il tasso di sfruttamento del rendimento massimo sostenibile deve essere ottenuto entro il 2015, ove possibile, e progressivamente al più tardi entro il 2020 per tutti gli stock.
3. La PCP applica alla gestione della pesca l'approccio basato sugli ecosistemi al fine di garantire che le attività di pesca abbiano un impatto negativo ridotto al minimo sugli ecosistemi marini e provvede ad assicurare che le attività di acquacoltura e di pesca evitino il degrado dell'ambiente marino.
4. La PCP contribuisce alla raccolta di dati scientifici.
5. La PCP provvede in particolare a:
a)
eliminare gradualmente i rigetti caso per caso e tenendo conto dei migliori pareri scientifici disponibili, evitando e riducendo, per quanto possibile, le catture accidentali e facendo sì che, progressivamente, le catture vengano sbarcate;
b)
ove necessario, fare il miglior uso possibile delle catture accidentali, senza creare un mercato per tali catture che sono al di sotto della taglia minima di riferimento per la conservazione;
c)
creare le condizioni necessarie per rendere il settore delle catture e della trasformazione e le attività a terra connesse alle attività di pesca economicamente redditizi e competitivi;
d)
prevedere misure per adeguare la capacità di pesca delle flotte ai livelli delle possibilità di pesca conformemente al paragrafo 2, in modo da disporre di flotte economicamente redditizie senza sfruttare in modo eccessivo le risorse biologiche marine;
e)
promuovere lo sviluppo delle attività di acquacoltura sostenibile dell'Unione per contribuire all'approvvigionamento alimentare e alla sicurezza del medesimo nonché all'occupazione;
f)
contribuire ad offrire un equo tenore di vita a coloro che dipendono dalle attività di pesca, tenendo conto della pesca costiera e degli aspetti socioeconomici;
g)
contribuire ad un mercato interno dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura efficiente e trasparente e a garantire condizioni di parità per i prodotti della pesca e dell'acquacoltura commercializzati nell'Unione;
h)
tener conto degli interessi sia dei consumatori che dei produttori;
i)
promuovere le attività di pesca costiera, tenendo conto degli aspetti socioeconomici;
j)
essere coerente con la normativa ambientale dell'Unione, in particolare con l'obiettivo del conseguimento del buono stato ecologico entro il 2020 come stabilito all', paragrafo 1, della direttiva 2008/56/CE, nonché con le altre politiche dell'Unione.
Storico versioni
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In sintesi
L'articolo stabilisce che la gestione della pesca deve basarsi su un approccio precauzionale e sugli ecosistemi per ridurre al minimo l'impatto sull'ambiente marino ed evitarne il degrado. L'obiettivo principale è mantenere o ricostituire le popolazioni ittiche a livelli che garantiscano il rendimento massimo sostenibile. La norma prevede l'eliminazione graduale dei rigetti in mare con l'obbligo progressivo di sbarcare le catture, riducendo al contempo le catture accidentali. Inoltre, mira a promuovere la redditività economica del settore e dell'acquacoltura sostenibile, garantendo un equo tenore di vita per chi lavora nella pesca e tutelando sia i consumatori sia i produttori.
Perché esiste questa norma
La norma definisce gli obiettivi della Politica Comune della Pesca (PCP) per garantire che le attività di pesca e acquacoltura siano sostenibili a lungo termine dal punto di vista ambientale, economico, sociale e dell'approvvigionamento alimentare.
A chi si applica
Si applica a coloro che operano nelle attività di pesca marittima, di acquacoltura, di trasformazione e nelle connesse attività a terra all'interno dell'Unione europea.
Esempio pratico
Un peschereccio che opera in mare deve adottare modalità operative volte a ridurre le catture accidentali e, anziché rigettare in mare il pescato non desiderato, deve progressivamente sbarcarlo secondo le regole stabilite, evitando lo sfruttamento eccessivo degli stock ittici.
Adempimenti e conseguenze
Obbligo di sbarcare progressivamente le catture eliminando i rigetti, adeguamento della capacità di pesca delle flotte alle possibilità di pesca e divieto di creare un mercato per catture accidentali sotto la taglia minima di riferimento; nessuna sanzione specifica è indicata nel testo.
Domande frequenti
Cosa si intende per eliminazione graduale dei rigetti?Significa ridurre ed evitare per quanto possibile le catture accidentali, facendo in modo che le catture vengano progressivamente portate e sbarcate a terra invece di essere ributtate in mare.
Come viene gestito l'impatto della pesca sull'ambiente marino?Viene applicato l'approccio basato sugli ecosistemi e l'approccio precauzionale per ridurre al minimo l'impatto negativo ed evitare il degrado dell'ambiente marino.
È consentito commercializzare le catture accidentali sotto la taglia minima?La norma prevede di fare il miglior uso possibile di tali catture, ma senza creare un mercato per quelle che si trovano al di sotto della taglia minima di riferimento per la conservazione.