Art. 30

LEGGE 27 dicembre 2023, n. 206

In vigore dal 11 gen 2024
Piano nazionale strategico per la promozione e lo sviluppo delle imprese culturali e creative 1. Il Ministro della cultura, di concerto con il Ministro delle imprese e del made in Italy e con il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, adotta ogni tre anni, con proprio decreto, il «Piano nazionale strategico per la promozione e lo sviluppo delle imprese culturali e creative», di seguito denominato «Piano strategico». Il primo Piano strategico è adottato entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. 2. L'individuazione degli obiettivi del Piano strategico tiene in considerazione le seguenti finalità: a) definire modalità organizzative e di coordinamento delle attività delle amministrazioni competenti, fermi restando i poteri d'indirizzo e coordinamento in materia di internazionalizzazione delle imprese italiane stabiliti dall' del decreto-legge 21 settembre 2019, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 novembre 2019, n. 132, e dall', comma 18-bis, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111; b) favorire la sinergia dei programmi e degli strumenti finanziari destinati al settore; c) favorire lo sviluppo del settore, con particolare riguardo agli aspetti innovativi e di sperimentazione tecnologica; d) incentivare i percorsi di formazione finanziaria e gestionale dedicati alle competenze connesse alle attività del settore, in particolare mediante intese con il Ministero dell'istruzione e del merito e con le associazioni tra imprese, anche al fine di favorire l'integrazione con gli altri settori produttivi; e) favorire lo sviluppo delle opere dell'ingegno e la tutela della proprietà intellettuale; f) promuovere studi, ricerche ed eventi in ambito nazionale. 3. Le amministrazioni competenti provvedono all'attuazione del presente articolo nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
Storico versioni

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In sintesi

La disposizione prevede che il Ministro della cultura, insieme al Ministro delle imprese e del made in Italy e al Ministro degli affari esteri, adotti ogni tre anni il Piano nazionale strategico per le imprese culturali e creative, sentita la Conferenza Stato-Regioni. Il primo piano deve essere varato entro dodici mesi dall'entrata in vigore della legge. Questo documento definisce obiettivi precisi, tra cui il coordinamento tra amministrazioni, l'ottimizzazione degli strumenti finanziari, l'innovazione tecnologica e la formazione gestionale. Inoltre, punta a tutelare la proprietà intellettuale e a promuovere studi ed eventi nazionali, il tutto senza nuovi o maggiori costi per la finanza pubblica.

Perché esiste questa norma

La norma introduce uno strumento di programmazione periodica per promuovere, sviluppare e coordinare a livello nazionale le imprese operanti nel settore culturale e creativo.

A chi si applica

Si applica ai Ministeri competenti (Cultura, Imprese e Made in Italy, Affari Esteri), alla Conferenza Stato-Regioni e, come destinatari degli interventi, alle imprese culturali e creative.

Esempio pratico

Un'azienda che sviluppa contenuti digitali e videogiochi innovativi potrà beneficiare delle linee strategiche nazionali per accedere a programmi di formazione gestionale e a strumenti di supporto per la tutela delle proprie opere dell'ingegno.

Adempimenti e conseguenze

Adozione del Piano strategico ogni tre anni con decreto ministeriale (il primo entro dodici mesi) da parte delle amministrazioni competenti; non sono previste sanzioni.

Domande frequenti

Con quale frequenza viene adottato il Piano strategico?Viene adottato ogni tre anni con decreto ministeriale, mentre il primo piano deve essere emanato entro dodici mesi dall'entrata in vigore della legge.
Quali Ministeri sono coinvolti nell'adozione del Piano?L'adozione spetta al Ministro della cultura, di concerto con il Ministro delle imprese e del made in Italy e con il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, sentita la Conferenza Stato-Regioni e Province autonome.
L'attuazione della norma comporta nuovi costi per lo Stato?No, le amministrazioni competenti provvedono con le risorse umane, strumentali e finanziarie già disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Termini chiave

Scheda esplicativa redatta a partire dal testo della norma. Non sostituisce una consulenza legale; per gli effetti fa fede il testo ufficiale.

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