Art. 5

LEGGE 10 agosto 2000, n. 251

In vigore dal 21 set 2000
Formazione universitaria 1. Il Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica, di concerto con il Ministro della sanità, ai sensi e per gli effetti di cui all'articolo 17, comma 95, della legge 15 maggio 1997, n. 127, individua con uno o più decreti i criteri per la disciplina degli ordinamenti didattici di specifici corsi universitari ai quali possono accedere gli esercenti le professioni di cui agli della presente legge, in possesso di diploma universitario o di titolo equipollente per legge. 2. Le università nelle quali è attivata la scuola diretta a fini speciali per docenti e dirigenti di assistenza infermieristica sono autorizzate alla progressiva disattivazione della suddetta scuola contestualmente alla attivazione dei corsi universitari di cui al comma 1. Nota all': - Il testo dell'art. 17, comma 95, della legge 15 maggio 1997, n. 127 (Misure urgenti per lo snellimento dell'attività amministrativa e dei procedimenti di decisione e di controllo), come da ultimo modificato dalla legge 19 ottobre 1999, n. 370, è il seguente: "95. L'ordinamento degli studi dei corsi universitari, con esclusione del dottorato di ricerca, è disciplinato dagli atenei, con le modalità di cui all'art. 11, commi 1 e 2, della legge 19 novembre 1990, n. 341, in conformità a criteri generali definiti, nel rispetto della normativa comunitaria vigente in materia, sentiti il Consiglio universitario nazionale e le Commissioni parlamentari competenti, con uno o più decreti del Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica, di concerto con altri Ministri interessati, limitatamente ai criteri relativi agli ordinamenti per i quali il medesimo concerto è previsto alla data di entrata in vigore della presente legge, ovvero da disposizioni dei commi da 96 a 119 del presente articolo. I decreti di cui al presente comma determinano altresì: a) con riferimento ai corsi di cui al presente comma, accorpati per aree omogenee, la durata, anche eventualmente comprensiva del percorso formativo già svolto, l'eventuale serialità dei predetti corsi e dei relativi titoli, gli obiettivi formativi qualificanti, tenendo conto degli sbocchi occupazionali e della spendibilità a livello internazionale, nonchè la previsione di nuove tipologie di corsi e di titoli universitari, in aggiunta o in sostituzione a quelli determinati dagli , comma 1 e 4, comma 1, della legge 19 novembre 1990, n. 341, anche modificando gli ordinamenti e la durata di quelli di cui al decreto legislativo 8 maggio 1998, n. 178, in corrispondenza di attività didattiche di base, specialistiche, di perfezionamento scientifico, di alta formazione permanente e ricorrente; b) modalità e strumenti per l'orientamento e per favorire la mobilità degli studenti, nonchè la più ampia informazione sugli ordinamenti degli studi, anche attraverso l'utilizzo di strumenti informatici e telematici; c) modalità di attivazione da parte di università italiane, in collaborazione con atenei stranieri, dei corsi universitari di cui al presente comma, nonchè di dottorati di ricerca, anche in deroga alle disposizioni di cui al capo II del titolo III del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382".
Storico versioni

Questo articolo non ha mai subito modificazioni dalla sua pubblicazione.

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Pro

urn:nir:stato:legge:2000-08-10;251#art-5

In sintesi

L'articolo stabilisce che il Ministro dell'università, insieme al Ministro della sanità, definisca tramite decreti gli ordinamenti didattici di specifici corsi universitari per i professionisti sanitari. A questi percorsi possono accedere coloro che già possiedono un diploma universitario o un titolo equipollente per legge. Inoltre, le università che avevano attiva la scuola diretta a fini speciali per docenti e dirigenti di assistenza infermieristica sono autorizzate a chiuderla gradualmente man mano che vengono attivati i nuovi corsi universitari.

Perché esiste questa norma

La norma mira a definire i criteri per i nuovi percorsi formativi universitari dedicati ai professionisti sanitari già in possesso di diploma o titolo equipollente, riordinando al contempo le strutture didattiche preesistenti.

A chi si applica

Si applica ai Ministeri competenti (università e sanità), agli atenei universitari e agli esercenti le professioni sanitarie indicati nella legge in possesso di diploma universitario o titolo equipollente.

Esempio pratico

Un infermiere o un operatore sanitario con diploma universitario intende iscriversi a un nuovo corso universitario specialistico per la propria professione, istituito dall'ateneo secondo i criteri ministeriali, mentre la vecchia scuola a fini speciali viene progressivamente disattivata.

Domande frequenti

Chi stabilisce i criteri per gli ordinamenti didattici di questi corsi universitari?Sono individuati dal Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica, di concerto con il Ministro della sanità, mediante uno o più decreti.
Quali requisiti devono avere i professionisti per accedere a questi corsi universitari?Devono essere esercenti le professioni sanitarie indicate nella legge ed essere in possesso di un diploma universitario o di un titolo equipollente per legge.
Cosa accade alle scuole dirette a fini speciali per docenti e dirigenti di assistenza infermieristica?Le università sono autorizzate alla loro progressiva disattivazione contestualmente all'attivazione dei nuovi corsi universitari.

Termini chiave

Scheda esplicativa redatta a partire dal testo della norma. Non sostituisce una consulenza legale; per gli effetti fa fede il testo ufficiale.

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