Art. 6

LEGGE 3 maggio 1982, n. 203

In vigore dal 6 mag 1982
(Definizione di coltivatore diretto) Ai fini della presente legge sono affittuari coltivatori diretti coloro che coltivano il fondo con il lavoro proprio e della propria famiglia, semprechè tale forza lavorativa costituisca almeno un terzo di quella occorrente per le normali necessità di coltivazione del fondo, tenuto conto, agli effetti del computo delle giornate necessarie per la coltivazione del fondo stesso, anche dell'impiego delle macchine agricole. Il lavoro della donna è considerato equivalente a quello dell'uomo.
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In sintesi

La disposizione stabilisce che è considerato affittuario coltivatore diretto chi coltiva il terreno impiegando il lavoro proprio e dei componenti della propria famiglia. Per ottenere questa qualifica, il lavoro del nucleo familiare deve coprire almeno un terzo della forza lavoro complessivamente necessaria per le ordinarie esigenze di coltivazione del fondo. Nel calcolo delle giornate di lavoro richieste si tiene conto anche dell'utilizzo dei macchinari agricoli. Infine, viene sancito che il lavoro svolto dalle donne è pienamente equiparato a quello degli uomini.

Perché esiste questa norma

La norma definisce con precisione i requisiti necessari per qualificare un soggetto come affittuario coltivatore diretto ai fini dell'applicazione della legge sui contratti agrari. Essa garantisce che tale qualifica sia riservata a chi apporta un contributo lavorativo personale e familiare significativo alla conduzione del fondo.

A chi si applica

Si applica a coloro che prendono in affitto e coltivano terreni agricoli avvalendosi del lavoro proprio e della propria famiglia.

Esempio pratico

Un agricoltore prende in affitto un terreno le cui necessità ordinarie di coltivazione richiedono 300 giornate lavorative all'anno, calcolate anche in base all'uso dei trattori. L'agricoltore e sua moglie svolgono personalmente 120 giornate di lavoro sul fondo. Poiché 120 giornate superano la soglia minima di un terzo (100 giornate), l'agricoltore è qualificato come affittuario coltivatore diretto ai fini di legge.

Domande frequenti

Quale quota minima di lavoro deve garantire la famiglia per essere considerata coltivatrice diretta?La forza lavorativa propria e della famiglia deve costituire almeno un terzo di quella complessivamente necessaria per le normali esigenze di coltivazione del fondo.
Come incide l'uso dei macchinari agricoli sul calcolo del lavoro necessario?L'impiego delle macchine agricole viene espressamente preso in considerazione per determinare il computo delle giornate di lavoro necessarie alla coltivazione del terreno.
Il lavoro svolto da una donna ha lo stesso valore di quello dell'uomo ai fini del calcolo?Sì, la norma stabilisce espressamente che il lavoro della donna è considerato equivalente a quello dell'uomo.

Termini chiave

Scheda esplicativa redatta a partire dal testo della norma. Non sostituisce una consulenza legale; per gli effetti fa fede il testo ufficiale.

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