Art. 2 · Definizioni

Art. 2

Definizioni

In vigore dal 24 ott 2013
Definizioni Si applicano le definizioni di cui al regolamento (UE) n. 168/2013. Si applicano, inoltre, le seguenti definizioni: 1)   «dispositivo di segnalazione acustica»: dispositivo che segnala acusticamente la presenza, o la manovra, di un veicolo in una situazione pericolosa per la circolazione stradale, costituito da uno o più punti di emissione del suono eccitati da un’unica fonte di alimentazione o da più componenti, ciascuno dei quali emette un segnale sonoro e che funzionano simultaneamente in quanto azionati da un unico comando; 2)   «tipo di dispositivo di segnalazione acustica elettrico»: dispositivi di segnalazione acustica che non differiscono sostanzialmente tra loro, soprattutto per quanto segue: marchio di fabbrica o commerciale, principio di funzionamento, tipo di alimentazione elettrica (corrente continua, corrente alternata, aria compressa), forma esterna del suo involucro, forma e dimensioni delle membrane, forma o tipo dei punti di emissione del suono, frequenze nominali del suono, tensione nominale di alimentazione e, in caso di segnalatori alimentati direttamente da una fonte esterna di aria compressa, pressione nominale di funzionamento; 3)   «tipo di dispositivo di segnalazione acustica meccanico»: dispositivi di segnalazione acustica che non differiscono sostanzialmente tra loro, soprattutto per quanto segue: marchio di fabbrica o commerciale, principio di funzionamento, tipo di azionamento, forma esterna e dimensioni del campanello, costruzione interna; 4)   «tipo di veicolo riguardo al segnalatore acustico»: veicoli che non differiscono in aspetti essenziali come: numero di segnalatori acustici montati sul veicolo, tipo/tipi di segnalatori acustici montati sul veicolo, supporti impiegati per montare i segnalatori acustici sul veicolo, posizione e orientamento dei segnalatori acustici al volante, rigidità delle parti del telaio su cui i segnalatori acustici sono montati, forma e materiali delle parti di carrozzeria che possono influire sul livello del suono emesso dai segnalatori acustici e avere un effetto di mascheramento; 5)   «carrozzeria»: la struttura esterna del veicolo a motore che comprende paraurti, porte, montanti, pareti laterali, tetto, pavimento, paratia anteriore, divisorio posteriore e/o altri pannelli esterni; 6)   «tipo di veicolo riguardo all’impianto di frenatura»: veicoli che non differiscono in aspetti essenziali come: massa massima, distribuzione della massa tra gli assi, velocità massima di progetto del veicolo, dimensione degli pneumatici e dimensioni delle ruote nonché caratteristiche di progetto del sistema frenante e delle sue componenti; 7)   «tipo di veicolo riguardo alla sicurezza elettrica»: veicoli che non differiscono in aspetti essenziali come l’ubicazione di parti e componenti che conducono elettricità per l’intero impianto elettrico del veicolo, l’installazione del propulsore elettrico e del bus ad alta tensione collegato galvanicamente nonché la natura e il tipo del propulsore elettrico e delle componenti ad alta tensione collegate galvanicamente; 8)   «modo attivo di possibile messa in moto»: stato del veicolo quando, premendo il pedale dell’acceleratore (o un dispositivo di azionamento equivalente) o sbloccando il sistema frenante, il propulsore elettrico mette in moto il veicolo; 9)   «barriera»: parte che protegge da contatti diretti con parti sotto tensione, indipendentemente dalla direzione da cui provengono; 10)   «raccordo conduttore»: collegamento mediante connettori a una fonte di elettricità esterna quando il sistema ricaricabile di stoccaggio dell’energia (rechargeable energy storage system — REESS) viene ricaricato; 11)   «sistema ricaricabile di stoccaggio dell’energia (REESS)»: sistema ricaricabile di stoccaggio dell’energia che fornisce elettricità alla propulsione elettrica; 12)   «sistema di accoppiamento per ricaricare il REESS»: circuito elettrico usato per ricaricare il RESS da una fonte di elettricità esterna, comprendente l’ingresso nel veicolo; 13)   «contatto diretto»: contatto di persone con parti sotto tensione; 14)   «telaio elettrico»: serie di elementi conduttori, collegati elettricamente, il cui potenziale è preso come valore di riferimento; 15)   «circuito elettrico»: insieme di elementi interconnessi, destinato a essere messo sotto tensione in condizioni di funzionamento normali; 16)   «sistema di conversione dell’energia elettrica»: sistema che genera e fornisce energia elettrica per la propulsione elettrica; 17)   «motopropulsore elettrico»: circuito elettrico che comprende motore/i di trazione, REESS, sistema di conversione dell’energia elettrica, convertitori elettronici, relativi cablaggi e connettori e il sistema di accoppiamento per ricaricare il REESS; 18)   «convertitore elettronico»: dispositivo capace di controllare e/o convertire l’energia elettrica per la propulsione elettrica; 19)   «involucro»: parte che racchiude le unità interne e le protegge da contatti diretti indipendentemente dalla direzione da cui provengono; 20)   «parte conduttrice esposta»: parte conduttrice che può essere toccata se ricorre il grado di protezione IPXXB e che si carica elettricamente in condizioni di isolamento difettose; 21)   «fonte di energia elettrica esterna»: fonte di corrente elettrica alternata (AC) o continua (CC) all’esterno del veicolo; 22)   «alta tensione»: classificazione di una componente o di un circuito elettrico, se il valore quadratico medio (rms) della sua tensione di esercizio è > 60 V e ≤ 1 500 V (CC) o > 30 V e ≤ 1 000 V (CA); 23)   «bus ad alta tensione»: circuito elettrico comprendente il sistema d’accoppiamento per ricaricare il REESS e che funziona ad alta tensione; 24)   «contatto indiretto»: contatto di persone con parti conduttrici esposte; 25)   «parti sotto tensione»: parti conduttrici destinate a essere alimentate elettricamente in normali condizioni d’uso; 26)   «vano bagagli»: spazio del veicolo destinato ai bagagli, delimitato dal tetto, dal portellone, dal pavimento, da pareti laterali nonché dalla barriera e dall’involucro che proteggono l’apparato propulsore da contatti diretti con parti in tensione e separato dall’abitacolo da un pannello anteriore o posteriore; 27)   «sistema di bordo per il controllo della resistenza di isolamento»: dispositivo che controlla la resistenza di isolamento tra i bus ad alta tensione e i telai elettrici; 28)   «batteria di trazione di tipo aperto»: batteria di tipo liquido che richiede di essere riempita d’acqua e che genera idrogeno liberato nell’atmosfera; 29)   «abitacolo»: spazio destinato agli occupanti, limitato dal tetto, dal pavimento, da pareti laterali, da sportelli, dal vetro dei finestrini, dal pannello anteriore e posteriore, o dal portellone posteriore, nonché dalle barriere e dagli involucri che proteggono l’apparato propulsore da contatti diretti con parti sotto tensione; 30)   «grado di protezione»: protezione offerta da una barriera o da un involucro da contatti con parti sotto tensione, in una prova effettuata con un dito di prova (IPXXB) o un cavo per il calibro di accessibilità (IPXXD); 31)   «interruttore di servizio»: dispositivo di disattivazione del circuito elettrico a fini di manutenzione o controllo delle componenti elettriche quali il REESS e la pila a combustibile; 32)   «isolante solido»: strato isolante del cablaggio che isola parti sotto tensione da contatti diretti indipendentemente dalla direzione da cui provengono, rivestimenti che isolano parti sotto tensione dei connettori nonché vernici o pitture applicate a scopo isolante; 33)   «tensione d’esercizio»: valore quadratico medio (rms) più elevato della tensione di un circuito elettrico, stabilita dal fabbricante del veicolo per ciascun circuito indipendente e galvanicamente isolato, che può essere rilevato tra qualsiasi parte conduttrice in condizioni di circuito aperto o in condizioni di funzionamento normali; 34)   «tipo di veicolo riguardo alla durata»: veicoli che non differiscono sostanzialmente tra loro per caratteristiche generali di progetto, per gli impianti di fabbricazione e di assemblaggio del veicolo e delle componenti e per procedure di controllo e di garanzia della qualità; 35)   «tipo di veicolo riguardo alla struttura di protezione anteriore e posteriore»: veicoli che non differiscono tra loro in aspetti essenziali come forma e ubicazione di strutture, parti e componenti anteriori e posteriori del veicolo; 36)   «protezione»: dimensione di un bordo, stabilita in conformità all’allegato 3, paragrafo 2, del regolamento UNECE n. 26 (5); 37)   «linea di base»: la linea definita al paragrafo 2.4. del regolamento UNECE n. 26; 38)   «struttura del veicolo»: parti del veicolo, come carrozzeria, componenti, paraurti, centine, collegamenti, pneumatici, ruote, parafanghi e vetrature, fatte di un materiale della durezza di almeno 60 Shore (A); 39)   «tipo di veicolo riguardo alla vetratura, ai tergicristalli e lavacristalli e ai dispositivi di sbrinamento e di disappannamento»: veicoli che essenzialmente non differiscono tra loro per la forma, le dimensioni, lo spessore e le caratteristiche del parabrezza e del suo montaggio, del tergicristallo e del lavacristallo e dei dispositivi di sbrinamento e disappannamento; 40)   «tergicristallo»: insieme costituito da un dispositivo atto a detergere la superficie esterna del parabrezza e dagli accessori e comandi necessari per azionare e fermare il dispositivo stesso; 41)   «raggio d’azione del tergicristallo»: superfici del parabrezza sulle quali agiscono le spazzole del tergicristallo in normali condizioni di funzionamento; 42)   «lavacristallo»: insieme di dispositivi atti a immagazzinare, convogliare e spruzzare un liquido sulla superficie esterna del parabrezza nonché dei comandi necessari per azionare e fermare il dispositivo stesso; 43)   «comando del lavacristallo»: dispositivo che serve all’attivazione e alla disattivazione manuali del lavacristallo; 44)   «pompa del lavacristallo»: dispositivo atto a convogliare il liquido dal serbatoio del lavacristallo alla superficie esterna del parabrezza; 45)   «ugello»: dispositivo che serve a dirigere il liquido sul parabrezza; 46)   «(sistema) del tutto approntato»: sistema che è stato attivato di solito per qualche tempo e nel quale, grazie alla pompa e ai raccordi tubolari, il liquido è stato convogliato e spruzzato dagli ugelli; 47)   «superficie detersa»: superficie precedentemente sporca che, una volta completamente asciutta, non presenta tracce di gocce e di sporco residuo; 48)   «zona di visibilità A»: zona di prova A, definita all’allegato 18, paragrafo 2.2, del regolamento UNECE n. 43 (6); 49)   «interruttore generale del veicolo»: dispositivo che attiva l’elettronica di bordo facendola passare dallo stato di spegnimento, proprio del veicolo parcheggiato senza conducente a bordo, a quello di normale operatività; 50)   «tipo di veicolo riguardo all’identificazione di comandi, spie e indicatori»: veicoli che non differiscono in aspetti essenziali come numero, ubicazione e caratteristiche costruttive di comandi, spie e indicatori, tolleranze del meccanismo di misura del tachimetro, costante tecnica del tachimetro, gamma delle velocità indicate, rapporto generale di trasmissione, riduttori compresi, al tachimetro e designazioni delle dimensione minime e massime degli pneumatici; 51)   «comando»: qualsiasi parte del veicolo o componente direttamente azionata dal conducente che provoca una modifica nello stato o nel funzionamento del veicolo o di una delle sue parti; 52)   «spia»: segnale ottico che attesta l’attivazione di un dispositivo, la regolarità o meno di un funzionamento o di una condizione o un mancato funzionamento; 53)   «indicatore»: dispositivo che dà un’informazione sul buon funzionamento o sullo stato di un sistema o di parte di esso, come il livello di un liquido; 54)   «tachimetro»: dispositivo che indica al conducente la velocità puntuale del veicolo; 55)   «contachilometri»: dispositivo che indica la distanza percorsa da un veicolo; 56)   «simbolo»: diagramma a partire dal quale si identifica un comando, una spia o un indicatore; 57)   «spazio comune»: settore specifico in cui possono essere esposti più spie, indicatori, simboli e altre informazioni; 58)   «tipo di veicolo riguardo all’installazione di dispositivi di illuminazione»: veicoli che non differiscono in aspetti essenziali come dimensioni e forma esterna del veicolo, nonché numero, ubicazione e caratteristiche costruttive dei dispositivi di illuminazione e di segnalazione luminosa installati; 59)   «dispositivo di illuminazione»: lampada o catadiottro, omologati; 60)   «dispositivo di segnalazione luminosa»: dispositivo di illuminazione che può essere usato per segnalazioni; 61)   «(dispositivo di illuminazione) singolo»: dispositivo di illuminazione, o parte di esso, avente una sola funzione, una sola superficie illuminante e una o più sorgenti luminose; può anche essere costituito da due dispositivi d’illuminazione, indipendenti o raggruppati, identici o meno, aventi la stessa funzione, se essi sono installati in modo che le proiezioni delle loro superfici di uscita della luce su un dato piano trasversale occupano almeno il 60 % della superficie del rettangolo più piccolo che circoscriva le proiezioni di tali superfici di uscita della luce; 62)   «superficie di uscita della luce» di un dispositivo di illuminazione: l’intera superficie esterna, o parte di essa, del materiale trasparente indicato nella documentazione di omologazione; può comprendere la superficie illuminante o coincidere del tutto con essa e comprendere anche l’area che il dispositivo di illuminazione delimita completamente; 63)   «superficie illuminante» di un dispositivo di illuminazione: la superficie definita al paragrafo 2.7 del regolamento UNECE n. 53 (7); 64)   «(dispositivo di illuminazione) indipendente»: dispositivo di illuminazione avente superficie illuminante, sorgente luminosa e contenitore distinti; 65)   «(dispositivi di illuminazione) raggruppati»: dispositivi di illuminazione aventi superfici illuminanti e sorgenti luminose distinte, ma un contenitore comune; 66)   «(dispositivi di illuminazione) combinati»: dispositivi di illuminazione aventi superfici illuminanti distinte ma sorgenti luminose e contenitore comuni; 67)   «(dispositivi di illuminazione) reciprocamente incorporati»: dispositivi aventi sorgenti luminose distinte o un’unica sorgente luminosa che funziona a diverse condizioni (differenze ottiche, meccaniche o elettriche), superfici illuminanti interamente o parzialmente comuni e un contenitore in comune; 68)   «proiettore abbagliante»: dispositivo usato per illuminare in profondità la strada davanti al veicolo (fascio abbagliante); 69)   «proiettore anabbagliante»: dispositivo usato per illuminare la strada davanti al veicolo senza abbagliare né disturbare indebitamente conducenti o altri utenti della strada provenienti dalla direzione opposta. 70)   «luce di posizione anteriore»: dispositivo usato per segnalare la presenza del veicolo quando viene visto dalla parte anteriore; 71)   «luce di marcia diurna»: luce rivolta verso l’avanti che rende il veicolo più facilmente visibile durante la circolazione diurna; 72)   «proiettore fendinebbia anteriore»: dispositivo usato per illuminare meglio la strada in caso di nebbia, neve, pioggia o nubi di polvere; 73)   «indicatore luminoso di direzione»: dispositivo per segnalare agli altri utenti della strada che il conducente intende cambiare direzione verso destra o verso sinistra; 74)   «segnale luminoso di pericolo»: funzionamento simultaneo di tutti gli indicatori luminosi di direzione per segnalare che il veicolo costituisce temporaneamente un particolare pericolo per gli altri utenti della strada; 75)   «luce di arresto»: dispositivo che segnala agli altri utenti della strada dietro al veicolo, che il conducente di quest’ultimo sta azionando il freno di servizio; 76)   «luce di posizione posteriore»: dispositivo usato per segnalare la presenza del veicolo quando viene visto dalla parte posteriore; 77)   «proiettore fendinebbia posteriore»: dispositivo usato per rendere il veicolo più facilmente visibile dalla parte posteriore in caso di nebbia, neve, pioggia o nubi di polvere; 78)   «proiettore di retromarcia»: dispositivo usato per illuminare la strada dietro al veicolo e segnalare gli altri utenti della strada che il veicolo effettua, o sta per effettuare, una retromarcia; 79)   «proiettore della targa d’immatricolazione posteriore»: dispositivo per illuminare lo spazio riservato alla targa di immatricolazione posteriore; può essere composto da vari elementi ottici; 80)   «catadiottro»: dispositivo che, riflettendo la luce proveniente da una sorgente luminosa estranea al veicolo stesso, segnala la presenza di un veicolo a un osservatore situato in prossimità di tale sorgente luminosa; sono escluse targhe di immatricolazione o adesivi retroriflettenti di limitazione della velocità; 81)   «catadiottro posteriore»: dispositivo usato per segnalare la presenza del veicolo quando viene visto dalla parte posteriore; 82)   «catadiottro laterale»: dispositivo usato per segnalare la presenza del veicolo quando viene visto da una posizione laterale; 83)   «luce di posizione laterale»: dispositivo che segnala la presenza del veicolo visto da una posizione laterale; 84)   «asse di riferimento»: asse caratteristico di un dispositivo, indicato nella documentazione di omologazione della componente, che serve da direzione di riferimento (H = 0°, V = 0°) per angoli di campo nelle misure fotometriche e nel montaggio della luce sul veicolo; 85)   «centro di riferimento»: intersezione dell’asse di riferimento con la superficie di uscita della luce; il centro di riferimento è specificato dal fabbricante del dispositivo di illuminazione; 86)   «visibilità geometrica»: angoli che determinano il quadrato in cui la superficie di uscita della luce del dispositivo di illuminazione è completamente visibile quando i rispettivi angoli (α verticali e β orizzontali) sono misurati al bordo esterno della superficie apparente e la luce è osservata da lontano; se all’interno del quadrato si trovano ostacoli che oscurano in parte la superficie di uscita della luce, essi sono accettabili se è provato che, nonostante tali ostacoli, sono rispettati i valori fotometrici prescritti per omologare il dispositivo di illuminazione in quanto componente; 87)   «piano longitudinale mediano del veicolo»: piano di simmetria del veicolo oppure, se il veicolo non è simmetrico, piano verticale longitudinale che passa attraverso il centro degli assi del veicolo; 88)   «spia di funzionamento»: segnale ottico o acustico (o altro segnale equivalente) indicante l’attivazione di un dispositivo e se questo funzioni correttamente o no; 89)   «spia di innesto»: spia che indica l’attivazione di un dispositivo ma non se questo funzioni correttamente o no; 90)   «tipo di veicolo riguardo alla visibilità posteriore»: veicoli che non differiscono in aspetti essenziali come dimensioni e forma esterna del veicolo, nonché numero, ubicazione e caratteristiche costruttive dei dispositivi installati di visione indiretta; 91)   «tipo di veicolo riguardo alla struttura di protezione antiribaltamento»: veicoli che non differiscono in aspetti essenziali come la struttura del veicolo il cui scopo essenziale è quello di attenuare o evitare per gli occupanti del veicolo rischi di ferimento grave dovuti al ribaltamento del veicolo in condizioni d’impiego normali; 92)   «zona libera»: spazio occupato da un manichino maschile del 50o percentile rappresentato in tutte le posizioni a sedere dal dispositivo antropomorfo di prova Hybrid III in posizione seduta normale; 93)   «tipo di veicolo riguardo alle cinture di sicurezza e ai loro ancoraggi»: veicoli che non differiscono in aspetti essenziali come le principali caratteristiche di progettazione e costruzione dei veicoli nonché degli ancoraggi delle cinture di sicurezza e numero, ubicazione e configurazione delle cinture di sicurezza montate; 94)   «sistema di aggiustamento»: dispositivo che permette di aggiustare le parti del sedile per adeguare la posizione a sedere alla morfologia dell’occupante; ciò può avvenire in senso longitudinale, verticale e/o angolare; 95)   «sistema di spostamento»: sistema di aggiustamento e bloccaggio che, facendo piegare lo schienale di sedili posti anteriormente ad altri sedili, permette ai passeggeri di accedere alla fila di sedili posteriore e di uscirne quando non esistono porte in corrispondenza di tale fila; 96)   «sella»: posto a sedere sul quale siede a cavalcioni il conducente del motociclo o il passeggero; 97)   «sedile»: posto a sedere diverso da una sella, munito di schienale cui può appoggiarsi la schiena del conducente o del passeggero; 98)   «schienale»: elemento strutturale collocato dietro il posto a sedere del punto R a un’altezza di almeno 450 mm sul piano verticale che attraversa il punto R al quale una persona seduta può appoggiare la schiena per rilassarsi; 99)   «manichino maschile del 50o percentile»: dispositivo antropomorfo per prove fisiche avente dimensioni e masse specificate oppure un modello virtuale, che rappresentano entrambi il corpo di un maschio medio; 100)   «ancoraggio effettivo della cintura di sicurezza»: punto della struttura del veicolo o della struttura del sedile o qualsiasi altra parte del veicolo cui deve essere montata fisicamente una cintura di sicurezza; 101)   «ancoraggio reale della cintura di sicurezza»: punto preciso nel veicolo, dotato di sufficiente rigidità da cambiare il percorso, l’orientamento e la direzione di una cintura di sicurezza indossata dall’occupante del veicolo e comprende il punto più vicino alla parte di cintura a contatto diretto ed effettivo con l’occupante; 102)   «posto a sedere anteriore»: posto a sedere singolo collocato anteriormente, che può essere raggruppato in una fila di vari altri posti a sedere; 103)   «posto a sedere posteriore»: posto a sedere singolo collocato posteriormente all’asse di un posto a sedere anteriore e che può essere raggruppato in una fila di più posti a sedere; 104)   «linea di riferimento del tronco»: asse del tronco definito dal fabbricante del veicolo per ogni posto a sedere e determinato in conformità all’allegato 3 del regolamento UNECE n. 17 (8); 105)   «inclinazione del tronco»: angolo compreso tra l’asse verticale e l’asse del tronco; 106)   «posizione teorica»: posizione in cui un dispositivo, come un sedile, può essere aggiustato in modo che tutte le relative impostazioni corrispondano per quanto possibile a una determinata posizione; 107)   «ISOFIX»: sistema che permette di fissare ai veicoli i sistemi di ritenuta per bambini (SRB), munito di due ancoraggi rigidi sul veicolo, cui corrispondono due fissaggi rigidi sull’SRB e di un sistema per limitare la rotazione longitudinale dell’SRB; 108)   «tipo di veicolo riguardo ai posti a sedere»: veicoli che non differiscono tra loro per aspetti essenziali come forma, ubicazione e numero di sedili o delle selle; 109)   «manichino femminile adulto del 50o percentile»: dispositivo antropomorfo per prove fisiche avente dimensioni e masse specificate oppure un modello virtuale, che rappresentano entrambi il corpo di una donna non molto grande; 110)   «tipo di veicolo riguardo alle capacità, caratteristiche e idoneità alla sterzata»: veicoli che non differiscono per aspetti essenziali come caratteristiche del meccanismo dello sterzo, dispositivi di retromarcia e differenziali bloccanti, se tali dispositivi sono montati sul veicolo; 111)   «raggio di sterzata»: cerchio, al cui interno si collocano le proiezioni al suolo di tutti i punti del veicolo, specchi retrovisori esclusi, quando il veicolo descrive una traiettoria circolare; 112)   «vibrazione anomala»: vibrazione notevolmente diversa da una vibrazione normale e costante, in cui si avvertono uno o più forti aumenti non intenzionali dell’ampiezza della vibrazione e che richiede un aumento delle forze sterzanti che sono incostanti e di natura imprevedibile; 113)   «tipo di veicolo riguardo al montaggio degli pneumatici»: veicoli che non differiscono in aspetti essenziali come tipo degli pneumatici, designazioni delle dimensione minime e massime degli pneumatici, dimensioni e offset del cerchione nonché velocità e capacità di carico sopportabili e caratteristiche dei parafanghi della ruota; 114)   «offset del cerchione»: distanza tra il piano d’ancoraggio del cerchione al mozzo della ruota e il piano centrale del cerchione stesso; 115)   «pneumatico di scorta a uso temporaneo»: pneumatico diverso da quelli che equipaggiano il veicolo in normali condizioni di guida e destinato solo a un uso temporaneo in condizioni di guida sottoposte a particolari restrizioni; 116)   «limite massimo di carico»: massa che uno pneumatico può sopportare se impiegato secondo i requisiti che ne regolano l’uso specificati dal fabbricante dello pneumatico, espressa come indice della capacità di carico; 117)   «indice della capacità di carico»: numero legato al limite massimo di carico dello pneumatico e relativo alla definizione di cui al paragrafo 2.26 del regolamento UNECE n. 75 (9), al paragrafo 2.28 del regolamento UNECE n. 30 (10), al paragrafo 2.27 del regolamento UNECE n. 54 (11), e al paragrafo 2.28 del regolamento UNECE n. 106 (12); 118)   «simbolo della categoria di velocità»: simbolo di cui al paragrafo 2.28 del regolamento UNECE n. 75, al paragrafo 2.29 del regolamento UNECE n. 30, al paragrafo 2.28 del regolamento UNECE n. 54 e al paragrafo 2.29 del regolamento UNECE n. 106; 119)   «tipo di veicolo riguardo alla targhetta di limitazione della velocità massima e alla sua ubicazione sul veicolo»: veicoli che non differiscono tra loro per aspetti essenziali come la velocità massima di progetto del veicolo e come il materiale, l’orientamento e le caratteristiche costruttive della targhetta di limitazione della velocità massima; 120)   «superficie virtualmente piana»: superficie di materiale solido, con un raggio di curvatura di almeno 5 000 mm; 121)   «tipo di veicolo riguardo alle finiture interne e alle porte»: veicoli che non differiscono tra loro per aspetti essenziali come le caratteristiche costruttive delle loro finiture interne, il numero e la posizione dei sedili e le porte; 122)   «livello del cruscotto»: linea definita dai punti di contatto di tangenti verticali al cruscotto o linea che si trova a livello del piano orizzontale che coincide con il punto R del posto a sedere del conducente nel caso in cui quest’ultimo si trovi a un’altezza superiore a uno dei punti di tangenza in questione; 123)   «bordi di contatto»: bordi che possono entrare in contatto con la superficie di un apparecchio di prova e che possono appartenere a strutture, elementi o componenti situati ovunque nel veicolo — come pavimento, pareti, porte, finestrini, tetto, montanti del tetto, centine, ante parasole, cruscotto, comando dello sterzo, sedili, poggiatesta, cinture di sicurezza, leve, pomelli, coperture, comparti e luci dell’abitacolo - senza doversi limitare ad essi; 124)   «porta»: qualsiasi struttura o materiale che deve essere aperto, spostato, piegato, separato, fatto scorrere o mosso in qualunque altro modo per permettere a una persona di entrare o uscire dal veicolo; 125)   «centro della porta»: ubicazione dimensionale, in un piano verticale parallelo al piano longitudinale centrale del veicolo, che coincide con il centro di gravità della porta; 126)   «tipo di veicolo riguardo alla potenza nominale continua o netta massima e/o alla limitazione di progetto della velocità del veicolo»: veicoli che non differiscono in aspetti essenziali come la potenza massima continua del motore elettrico e/o a scoppio, la velocità massima di progetto del veicolo e le caratteristiche costruttive di dispositivi e metodi usati per limitare efficacemente la velocità massima conseguibile dal veicolo e/o la sua potenza; 127)   «tipo di veicolo riguardo alla compattezza strutturale»: veicoli che non differiscono in aspetti essenziali come le caratteristiche costruttive delle giunture meccaniche come saldature e giunture filettate, del telaio, dell’autotelaio e/o della carrozzeria del veicolo e del modo in cui essa è irrigidita.
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