Art. 2 · Definizioni

Art. 2

Definizioni

In vigore dal 12 dic 2012
Definizioni Oltre alle definizioni di cui all’ della direttiva 2009/125/CE, ai fini del presente regolamento si applicano le seguenti definizioni: 1. «illuminazione», l’applicazione di luce a un ambiente, a oggetti o all’ambiente circostante, in modo da risultare visibile all’occhio umano; 2. «illuminazione di accento», una forma di illuminazione nella quale la luce è diretta in modo da mettere in risalto un oggetto o una parte di un ambiente; 3. «prodotto elettrico di illuminazione», un prodotto progettato per essere usato nell’illuminazione a base elettrica; 4. «prodotto per usi speciali», un prodotto che si avvale delle tecnologie disciplinate dal presente regolamento ma destinato a usi speciali a causa dei relativi parametri tecnici, come illustrato nella documentazione tecnica. Le applicazioni speciali sono quelle che richiedono parametri tecnici non necessari ai fini di illuminare ambienti o oggetti in circostanze normali. Esse sono dei tipi seguenti: a) applicazioni nelle quali il fine primario della luce non è l’illuminazione, quali i) l’emissione luminosa in qualità di agente in processi chimici o biologici (per es. polimerizzazione, luce ultravioletta utilizzata per curare/asciugare/indurire, terapia fotodinamica, orticoltura, cure veterinarie, prodotti insetticidi); ii) cattura e proiezione di immagini (per es. flash fotografici, fotocopiatrici, videoproiettori); iii) riscaldamento (per es. lampade a infrarossi); iv) segnalazione (per es. controllo del traffico o illuminazione aeroportuale); b) applicazioni luminose dove i) la distribuzione dello spettro luminoso serve a mutare l’aspetto dell’ambiente o dell’oggetto illuminato, oltre a renderlo visibile (per es. illuminazione di esposizioni alimentari o lampade colorate ai sensi dell’allegato I, punto 1), fatta eccezione per le variazioni della temperatura di colore correlata); o ii) la distribuzione dello spettro luminoso è calibrata sulle esigenze specifiche di una particolare attrezzatura tecnica, oltre a rendere l’ambiente o l’oggetto visibile all’occhio umano (per es. illuminazione da studio, illuminazione di effetto per usi spettacolistici o teatrali); o iii) l’ambiente o l’oggetto illuminato richiede una protezione speciale dagli effetti negativi della fonte luminosa (per es. illuminazione con filtri speciali per pazienti o reperti museali sensibili); o iv) l’illuminazione è richiesta solo in situazioni d’emergenza (per es. apparecchi di illuminazione d’emergenza o unità di alimentazione esterne per tale illuminazione); o v) i prodotti di illuminazione devono essere resistenti a condizioni fisiche estreme (per es. vibrazioni oppure temperature inferiori a – 20° C o superiori a 50° C); c) apparecchi che inglobano prodotti di illuminazione il cui fine primario non è l’illuminazione e nei quali il prodotto dipende dall’alimentazione energetica per espletare le sue funzioni durante l’utilizzo (per es. frigoriferi, macchine da cucire, endoscopi, analizzatori ematici); 5. «sorgente luminosa», superficie o oggetto progettati per emettere radiazioni ottiche per lo più visibili prodotte dalla trasformazione di energia. Il termine «visibile» si riferisce a una lunghezza d’onda di 380-780 nm; 6. «lampada», un’unità le cui prestazioni possono essere verificate in modo indipendente e che consiste in una o più sorgenti luminose. Essa può includere componenti aggiuntivi necessari per l’accensione, l’alimentazione elettrica o il funzionamento dell’unità in condizioni stabili o per distribuire, filtrare o trasformare la radiazione ottica nei casi in cui tali componenti non possano essere rimossi senza danneggiare l’unità in modo permanente; 7. «attacco della lampada», la parte della lampada che fornisce la connessione all’alimentazione elettrica mediante uno zoccolo o un connettore e che può inoltre servire per mantenere la lampada nello zoccolo; 8. «portalampada» o «zoccolo», un dispositivo che mantiene la lampada in posizione, di solito tramite l’attacco che viene inserito in esso; in questo caso costituisce anche lo strumento di connessione della lampada all’alimentazione elettrica; 9. «lampada direzionale», una lampada con almeno l’80 % di emissione luminosa all’interno di un angolo solido di π sr (corrispondente a un cono con angolo di 120°); 10. «lampada non direzionale», una lampada diversa da una lampada direzionale; 11. «lampada a filamento»: una lampada in cui la luce è prodotta mediante un conduttore filiforme riscaldato fino all’incandescenza per effetto del passaggio di corrente elettrica. La lampada può contenere gas che influenzano il processo di incandescenza; 12. «lampada a incandescenza»: una lampada a filamento in cui il filamento funziona in un bulbo sottovuoto o è circondato da gas inerte; 13. «lampada ad alogeni (tungsteno) »: una lampada a filamento in cui il filamento è di tungsteno ed è circondato da gas contenente alogeni o composti di alogeni. Tale lampada può essere fornita con alimentatore di corrente incorporato; 14. «lampada a scarica», lampada nella quale la luce è prodotta, direttamente o indirettamente, da una scarica elettrica attraverso un gas, un vapore metallico o una miscela di diversi gas e vapori; 15. «lampada fluorescente», lampada a scarica del tipo a mercurio a bassa pressione in cui la luce è emessa in larga misura da uno o più strati di fosforo eccitati dalla radiazione ultravioletta generata dalla scarica. Le lampade fluorescenti possono essere fornite con alimentatore integrato; 16. «lampada fluorescente senza alimentatore integrato» una lampada fluorescente ad attacco singolo o doppio senza alimentatore integrato; 17. «lampada a scarica ad alta intensità», una lampada a scarica elettrica in cui l’arco elettrico che genera la luce è stabilizzato per l’effetto termico della parete del bulbo e l’arco ha una carica superficiale superiore a 3 watt per centimetro quadrato; 18. «diodo a emissione luminosa (LED)», una sorgente luminosa che consiste in un dispositivo allo stato solido comprendente una giunzione p-n di materiale inorganico che emette una radiazione ottica quando eccitato da una corrente elettrica; 19. «pacchetto LED», un insieme di uno o più LED. L’insieme può comprendere un elemento ottico e interfacce termiche, meccaniche ed elettriche; 20. «modulo LED», un insieme privo di attacco che incorpora uno o più pacchetti di LED su una piastra a circuiti stampati. L’insieme può avere componenti elettrici, ottici, meccanici e termici, interfacce e un dispositivo di controllo; 21. «lampada a LED», una lampada che incorpora uno o più moduli LED. La lampada può essere munita di attacco; 22. «unità esterna di alimentazione della lampada», un dispositivo collocato tra l’alimentazione elettrica e una o più lampade che consente una serie di operazioni legate al funzionamento della lampada, come trasformare la tensione di alimentazione, limitare la corrente delle lampade al valore richiesto, fornire la tensione di innesco e la corrente di preriscaldamento, evitare l’innesco a freddo, correggere il fattore di potenza o ridurre l’interferenza radio. L’unità può essere progettata in modo da collegarsi a un’altra unità esterna di alimentazione di una lampada per svolgere tali funzioni. Il termine non include: — i dispositivi di controllo, — le fonti energetiche che rientrano nell’ambito di applicazione del regolamento (CE) n. 278/2009 della Commissione (9), 23. «dispositivo di controllo», un dispositivo elettronico o meccanico che effettua il controllo o il monitoraggio del flusso luminoso della lampada mediante mezzi diversi dalla conversione di potenza, quali interruttori timer, sensori di occupazione, fotosensori e dispositivi di regolazione della luce diurna. È inoltre possibile considerare dispositivi di controllo i regolatori d’intensità a taglio di fase (dimmer); 24. «unità esterna di alimentazione della lampada», un’unità esterna di alimentazione della lampada non integrata progettata per essere montata all’esterno dell’involucro di una lampada o apparecchio di illuminazione o per essere rimossa da tale involucro senza danneggiare in modo permanente la lampada o l’apparecchio di illuminazione. 25. «alimentatore», un’unità esterna di alimentazione della lampada inserita tra l’alimentazione e una o più lampade a scarica che, mediante induttanza, capacitanza o una combinazione di induttanza e capacitanza, ha la funzione principale di limitare la corrente della lampada o delle lampade al valore richiesto; 26. «unità esterna di alimentazione della lampada alogena», un’unità esterna di alimentazione della lampada che trasforma la tensione di rete in tensione bassissima per le lampade alogene; 27. «lampada fluorescente compatta», una lampada fluorescente che comprende tutti i componenti necessari per avviare e stabilizzare il funzionamento della lampada; 28. «apparecchio di illuminazione», un apparecchio che distribuisce, filtra o trasforma la luce trasmessa da una o più lampade e che include tutte le parti necessarie per sostenere, fissare e proteggere le lampade e, ove necessario, i circuiti ausiliari e gli strumenti per collegarli all’alimentazione elettrica; 29. «utilizzatore finale», una persona fisica che acquista o che ci si aspetta che acquisti una lampada elettrica o un apparecchio di illuminazione per scopi che non rientrano tra quelli di una sua attività commerciale, industriale, artigianale o professionale; 30. «detentore finale», la persona o entità che detiene il prodotto durante la fase d’uso del suo ciclo di vita, o qualsiasi persona o entità che opera per conto di tale persona o entità. Ai fini degli allegati da III a V si applicano anche le definizioni di cui all’allegato II.
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