Art. 4
In vigore dal 22 lug 1985
Il presente regolamento entra in vigore il 1o settembre 1985.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 22 luglio 1985.
Per la Commissione
Frans ANDRIESSEN
Vicepresidente
(1) GU n. L 73 del 21. 3. 1977, pag. 1.
(2) GU n. L 81 del 23. 3. 1985, pag. 10.
(3) GU n. L 152 dell'8. 6. 1984, pag. 16.
(4) GU n. L 144 dell'1. 6. 1985, pag. 69.
ALLEGATO I
REQUISITI QUALITATIVI MINIMI PER LE PRUGNE D'ENTE ESSICCATE
DEFINIZIONE DEL PRODOTTO
Le prugne d'Ente essiccate devono essere ottenute, per disidratazione, da prugne fresche fisiologicamente mature della varietà « prugne d'Ente », specie « Prunus Domestica L ».
I. CARATTERISTICHE MINIME
1. I frutti essiccati devono essere sani, schietti, commerciali e idonei alla trasformazione.
2. I frutti essiccati devono essere:
a) accuratamente essiccati, con un tenore d'acqua compreso tra il 21 e il 23 %;
b) sani, vale a dire privi di muffe, di marciume, di insetti vivi o morti e di escrementi di insetti;
c) carnosi, puliti e non imbrattati;
d) privi di odori o sapori estranei;
e) praticamente privi di frutti difettosi e di scarti.
3. Sono ammesse le seguenti tolleranze:
a) Prugne d'Ente essiccate destinate ad usi industriali
i) Queste prugne possono presentare lievi e/o gravi difetti senza limite, ma i frutti con difetti molto gravi non devono superare il 10 %;
ii) lo 0,3 % al massimo in pesi di scarti.
b) Altre
i) il 15 % al massimo in peso di frutti che presentino difetti, di cui il 7,5 % al massimo in peso di frutti con difetti gravi e molto gravi, limitatamente allo 0,5 % in peso di frutti che presentino difetti molto gravi.
ii) lo 0,2 % al massimo in peso di scarti.
II. DIFETTI
I difetti si suddividono in tre categorie:
- difetti lievi, riguardanti l'epidermide,
- difetti gravi, riguardanti soprattutto l'epidermide,
- difetti molto gravi, riguardanti soprattutto la polpa.
A. Difetti lievi
1. Spaccature o screpolature terminali
Spaccature dell'epidermide all'estremità opposta al punto di inserimento del peduncolo. La loro dimensione è compresa tra 10 e 15 mm; oltre i 15 mm il difetto è aggravato e giustifica la classificazione nella categoria « difetti gravi ».
2. Lievi lacerazioni dell'epidermide
Lacerazioni, alterazione o scomparsa dell'epidermide su una lunghezza non superiore a 7 mm, senza fuoriuscita della polpa dalla ferita. Tali ferite possono essere state provocate dalla caduta del frutto su corpi duri, da manipolazioni brutali o dagli attacchi di insetti.
3. Callosità provocate dall'impatto della grandine di oltre 3 mm di diametro cumulato
Cicatrici provocate dall'impatto della grandine. I diametri cumulati non devono però superare i 10 mm; oltre tale misura il difetto viene classificato come difetto grave. 4. Macchie grigie, rugginosità o pelle di rospo di oltre 6 mm di diametro cumulato
Questa alterazione provoca un ispessimento sugheroso dell'epidermide, che dà origine a macchie di forme diverse. I diametri cumulati non devono però superare i 20 mm; oltre tale misura il difetto viene classificato come difetto grave.
B. Difetti gravi
1. Difetto di grana
Tara provocata il più delle volte da una carenza di maturità e che si manifesta con un colore difettoso e una polpa poco consistente, ricoperta da un'epidermide con pieghe molto numerose e poco profonde.
2. Screpolature da rottura
Screpolature causate da rottura, diverse da quelle terminali, cicatrizzate con calli sugherosi e di lunghezza non superiore a 10 mm.
3. Screpolature terminali
Screpolature all'apice lunghe oltre 15 mm.
4. Lacerazioni
Lacerazioni dell'epidermide che lasciano scoperta la polpa su una superficie di oltre 7 mm di diametro.
5. Frutti parzialmente schiacciati
Frutti parzialmente schiacciati, incompleti o assai deformati e di cui è visibile la polpa.
6. Callosità provocate dalla grandine
Ferite provocate dalla grandine con cicatrici di oltre 10 mm di diametri cumulati.
7. Macchie grigie o rugginosità
Macchie sugherose con superficie superiore a 20 mm di diametri cumulati.
8. Spaccature
Spaccature profonde che mettono in evidenza il nocciolo.
9. Deformazione da colpo di sole
Deformazione importante causata da un colpo di sole sul frutto, con assenza quasi completa di polpa su una parte di una delle due facce del frutto e con l'epidermide che aderisce senza rughe al nocciolo.
C. Difetti molto gravi
1. Frutti caramellati
Frutti caramellati da calore eccessivo e sui quali è possibile osservare un forte imbrunimento della polpa o vuoti che separano la polpa dal nocciolo o un caratteristico rigonfiamento che conferisce loro la forma del frutto fresco.
2. Frutti affetti da Monilia
Frutti che presentano macchie chiare causate da un attacco di Monilia arrestato dall'essiccazione, ma la cui polpa, pur danneggiata, è solo lievemente alterata.
3. Frutti imbrattati
Frutti imbrattati dalla presenza di corpi estranei (soprattutto terra) che possono però essere eliminati.
4. Frutti interamenente schiacciati
Frutti o parti di frutti interamente schiacciati. D. Scarti
Per « scarti » si intendono tutti gli elementi che potrebbero trovarsi in una partita di prugne d'Ente essiccate, ma che non possono in alcun caso, data la loro natura o il loro stato, essere destinati al consumo umano o che, qualora restassero mescolati a partite di frutti, potrebbero, indipendentemente dallo loro destinazione:
- comprometterne la conservazione,
- alterarne la presentazione,
- trasmettere all'insieme gusti, odori o altri difetti inaccettabili.
In particolare, si considerano come scarti i seguenti:
1. Frutti con muffe attive
Frutti che presentano muffe attive in fase evolutiva.
2. Frutti affetti da Monilia-mummificati
Frutti singoli o agglomerati e congiunti ad altri, i cui tessuti della polpa sono stati distrutti o mummificati dal completo sviluppo della Monilia.
3. Frutti marci
Frutti la cui commestibilità è alterata o distrutta dall'azione di microorganismi: lieviti, muffe, batteri.
4. Frutti infestati da insetti e acari
Frutti infestati dalla presenza di animali vivi o morti (insetti e acari nelle diverse forme del loro ciclo biologico) o da escrementi di insetti.
5. Frutti incrostati di terra o di altri elementi del suolo
6. Frutti carbonizzati
Frutti carbonizzati da eccessivo calore sui quali si possono osservare dei vuoti che separano la polpa dal nocciolo o un caratteristico rigonfiamento che conferisce loro la forma del frutto fresco.
7. Sostanze estranee
Gli elementi isolati e non commestibili provenienti dai frutti, in particolare peduncoli, noccioli e pezzi di epidermide, nonché i corpi e le sostanze estranee quali foglie, brindilli ed altri elementi vegetali o elementi del suolo quali terra, sassi.
ALLEGATO II
NORME MINIME DI QUALITÀ PER LE PRUGNE SECCHE
DEFINIZIONE
Le prugne secche devono essere ottenute da prugne d'Ente essiccate conformi alle caratteristiche di cui all'allegato I.
CARATTERISTICHE MINIME
1. Le prugne secche devono essere selezionate e calibrate, a meno che siano destinate ad usi industriali. I frutti devono avere un tenore d'acqua compreso tra il 21 e il 23 % e devono essere:
- interi, sani, carnosi, puliti, privi di muffe, di marcescenze e di scarti;
- praticamente privi di qualsiasi altra alterazione che possa nuocere alla qualità o alla presentazione del prodotto;
- privi di insetti vivi o morti;
- privi di residui di qualsiasi sostanza di trattamento;
- privi di odore e gusto anormali.
2. Sono ammesse le seguenti tolleranze:
a) Prugne d'Ente essiccate destinate ad usi industriali
Queste prugne possono presentare lievi e/o gravi difetti senza limite, ma i frutti con difetti molto gravi non devono superare il 10 %.
b) Altre
Il 15 % al massimo in peso di frutti che presentino difetti, di cui il 7,5 % al massimo in peso di frutti con difetti gravi e molto gravi, limitatamente allo 0,5 % in peso di frutta che presentino difetti molto gravi.
3. Per determinare la gravita dei difetti si applicano le disposizioni di cui all'allegato I.
Storico versioni
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