Art. 1
1 / 1In vigore dal 13 nov 1895
UMBERTO I
per grazia di Dio e per volontà, della Nazione
RE D'ITALIA
Vista la deliberazione 16 aprile 1892 del Consiglio comunale di Porlezza, in provincia di Como, intesa ad ottenere la declassificazione di quel porto lacuale, parificato con R. decreto 12 febbraio 1888, n. 5304, ai porti marittimi di 3ª classe, 2ª categoria, agli effetti della vigente legge (testo unico) 2 aprile 1885, n. 3095;
Ritenuto che il Consiglio provinciale di Como ed i Comuni iscritti nell'elenco degli enti interessati nel commercio di detto porto, approvato col citato R. decreto, si sono concordemente associati all'istanza del Comune di Porlezza, e che dalle informazioni dell'Ufficio del Genio civile di Como e della Dogana di Porlezza risulta chiaramente che esso porto ha perduto gran parte della sua importanza, tanto che il suo movimento commerciale annuo ascende a duemila tonnellate, e ciò si deve a varie ragioni fra cui specialmente alla costruzione della strada provinciale che, sulla sponda del lago, da Porlezza va a Cima, occupando una parte del porto stesso;
Considerando che, essendo venute a mancare le ragioni per le quali fu disposta la parificazione del porto lacuale di Porlezza ai porti marittimi di 3ª classe della 2ª categoria, non si può prescindere dall'approvare la chiesta declassificazione a decorrere dall'esercizio finanziario posteriore alla data della domanda del Comune;
Sentito il Consiglio provinciale di Como e i Consigli dei Comuni interessati;
Uditi i pareri del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, del Consiglio del commercio e del Consiglio di Stato;
Vista la legge 2 aprile 1885, num. 3095 (testo unico);
Sulla proposta del Nostro Ministro Segretario di Stato per i Lavori Pubblici;
Abbiamo decretato e decretiamo:
Il porto lacuale di Porlezza, in provincia di Como, cessa, con effetto dal 1° luglio 1892, di essere parificato ai porti marittimi di 3ª classe della 2ª categoria.
Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
Dato a Monza, addì 10 settembre 1895.
UMBERTO.
G. Saracco.
Visto, Il Guardasigilli: V. Calenda Di Tavani.
Storico versioni
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Prourn:nir:stato:regio.decreto:1895-09-10;630#art-1