Regolamento›Capo V
Art. 358
138 / 413Giuramento degli uffiziali.
In vigore dal 1 giu 1864
§ 1423. Coloro che entrano nell'Esercito col grado di uffiziale, o che vi provengono dalla bassa-forza, devono prestar giuramento nel modo seguente.
§ 1424. Nella prima domenica del loro arrivo al Corpo, essi si avvicinano, terminata la Messa, all'altare, col capo scoperto. Vi sarà lo stendardo ed una tavola od inginocchiatoio con sopra il libro dei vangeli, ed altrettante formole di giuramento scritte su fogli di carta libera quanti sono gli uffiziali che devono giurare.
§ 1425. Il comandante del Corpo sta ritto, col capo coperto, dalla parte dell'Epistola, il cappellano dall'altra parte, e là giunti ad uno ad uno, gli uffiziali sguainano la sciabola, la presentano al comandante, s'inginocchiano, mettono la mano destra stesa sul libro, leggono ad alta voce la formola del giuramento, e sottoscrivono in ultimo l'atto contenente la detta formola, il quale vorrà pure essere firmato dal cappellano e dal comandante del Corpo.
Gli uffiziali ricevono allora nuovamente la sciabola dal detto comandante del Corpo, e rientrano quindi in rango.
§ 1426. Gli uffiziali senza truppa presteranno il giuramento colle stesse formalità in presenza del comandante del Corpo e di un ecclesiastico espressamente delegato; gli uffiziali vi portano la sciarpa, quand'anche non siavi lo stendardo.
§ 1427. Il giuramento degli acattolici avrà luogo in una sala del quartiere in presenza degli uffiziali superiori del Corpo.
A tale scopo, terminato il rapporto, l'uffiziale che deve giurare, e che sarà in gran montura, sguainata la sciabola, la presenta al comandante del Corpo, mette la mano destra sulla formola del giuramento, che sarà posta sopra una tavola appositamente apparecchiata, e la ripete ad alta voce.
Sottoscrive quindi l'atto del giuramento, che sarà pure firmato dall'aiutante maggiore in 1.° e dal comandante del Corpo. Questi gli restituisce allora la sciabola, e l'uffiziale si ritira cogli altri uffiziali presenti.
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