Art. 3 · Definizione delle zone di controllo e di monitoraggio

Art. 3

Definizione delle zone di controllo e di monitoraggio

In vigore dal 11 ago 2006
Definizione delle zone di controllo e di monitoraggio 1.   Lo Stato membro interessato definisce, intorno all’area in cui è confermata la presenza di HPAI causato dal virus A dell’influenza aviaria, del sottotipo H5 negli uccelli selvatici ed è sospettato o confermato il tipo di neuraminidasi N1: a) una zona di controllo con un raggio minimo di tre km («la zona di controllo»); e b) una zona di sorveglianza con un raggio iniziale minimo di 10 km, ivi compresa la zona di controllo («la zona di monitoraggio»). 2.   La definizione delle zone di controllo e di monitoraggio prende in considerazione fattori di natura geografica, limnologica, amministrativa, ecologica ed epizootica relativi agli uccelli selvatici, le caratteristiche dei virus dell’influenza aviaria e le capacità di esercitare la sorveglianza. 3.   Lo Stato membro interessato comunica alla Commissione e agli altri Stati membri i dati delle zone di controllo e di monitoraggio e, se del caso, informa il pubblico delle misure adottate. 4.   Qualora le zone di controllo o di monitoraggio coprano il territorio di più Stati membri, le autorità competenti degli Stati membri interessati collaborano per la definizione delle zone stesse. 5.   Qualora sia sospettato o confermato il contagio da HPAI H5N1 di uccelli selvatici in una zona di protezione o di sorveglianza definita conformemente all’, paragrafo 1, della decisione 2006/416/CE («le zone di protezione o di sorveglianza») a causa del contagio del pollame o di altri volatili in cattività, l’autorità competente: a) definisce zone di controllo e di monitoraggio; e b) procede ad una valutazione del rischio per stabilire se il raggio di estensione delle zone di controllo e di monitoraggio deve essere ampliato in modo da comprendere anche le zone di protezione e di sorveglianza. L’autorità competente può applicare le misure di protezione di cui ai paragrafi b), c) e d) dell’ in qualsiasi parte delle zone di protezione e di sorveglianza che non coincidono con le zone di controllo e di monitoraggio nei casi in cui la valutazione del rischio dimostri che in questi settori vi sia un rischio di diffusione di HPAI H5N1 al pollame o ad altri volatili in cattività.
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