Art. 3

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In vigore dal 14 giu 2004
La presente decisione entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea in Kraft. Fatto a Lussemburgo, addì 14 giugno 2004. Per il Consiglio Il presidente B. COWEN (1)  GU L 86 del 24.3.2004, pag. 1. ALLEGATO 1.   INTRODUZIONE L’Agenda di Salonicco identifica modi e mezzi per intensificare il processo di stabilizzazione e associazione, tra i quali in particolare l’istituzione di partenariati europei. Sulla base della relazione annuale della Commissione, scopo del partenariato europeo per la Serbia e Montenegro incluso il Kosovo quale definito dalla risoluzione 1244 («Serbia e Montenegro incluso il Kosovo») del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite è di individuare le priorità di intervento al fine di sostenere le iniziative volte a favorire il ravvicinamento all'Unione europea nell'ambito di un quadro coerente. Le priorità sono adattate alle esigenze specifiche e allo stato di preparazione della Serbia e Montenegro incluso il Kosovo e, se necessario, saranno aggiornate. Il partenariato europeo inoltre fornisce orientamenti per l’assistenza finanziaria al paese. Da parte sua, la Serbia e Montenegro incluso il Kosovo dovrà adottare un piano che specifichi tempi e modi secondo cui intende affrontare le priorità del partenariato europeo. Tale piano inoltre dovrebbe indicare i metodi per attuare gli obiettivi dell’Agenda di Salonicco, le priorità relative alla lotta contro il crimine organizzato e la corruzione identificate nella Conferenza di Londra del 2002 e nella riunione ministeriale tenutasi a Bruxelles il 28 novembre 2003 nel quadro del Forum UE-Balcani occidentali, nonché le misure presentate da ciascuno dei paesi dei Balcani occidentali nella riunione tenutasi il 5 novembre 2003 a Belgrado, che faceva seguito alla Conferenza di Ohrid sulla gestione integrata delle frontiere. 2.   PRINCIPI Il processo di stabilizzazione e associazione rimane il quadro generale del cammino europeo dei paesi dei Balcani occidentali fino alla loro futura adesione. Le principali priorità identificate per la Serbia e Montenegro incluso il Kosovo riguardano la sua capacità di soddisfare i criteri stabiliti dal Consiglio europeo di Copenaghen del 1993 e le condizioni fissate per il processo di stabilizzazione e associazione, segnatamente quelle definite dal Consiglio nelle proprie conclusioni del 29 aprile 1997 e del 21-22 giugno 1999, il contenuto della dichiarazione finale del vertice di Zagabria del 24 novembre 2000 e l’Agenda di Salonicco. 3.   PRIORITÀ La relazione annuale della Commissione valuta i progressi compiuti e segnala i settori in cui il paese deve intensificare i propri sforzi. Le priorità elencate nel presente partenariato europeo sono state selezionate in funzione dell’effettiva probabilità che la Serbia e Montenegro incluso il Kosovo riesca ad attuarle o a portarle sostanzialmente avanti nei prossimi anni. Viene fatta una distinzione tra priorità a breve termine, che dovrebbero essere realizzate in uno o due anni, e priorità a medio termine, che dovrebbero essere realizzate in tre o quattro anni. Il partenariato europeo indica le principali priorità nel contesto dei preparativi della Serbia e Montenegro incluso il Kosovo alla futura integrazione nell'Unione europea, sulla base dell'analisi contenuta nella relazione annuale 2004. Occorre ricordare che, per quanto riguarda la legislazione, il recepimento dell’acquis nella normativa nazionale non è di per sé sufficiente; è altresì necessario predisporne la piena applicazione. Le priorità relative alla Serbia e Montenegro e le specifiche priorità relative al Kosovo sono indicate più avanti. 4.   PROGRAMMAZIONE L'assistenza comunitaria destinata ai paesi dei Balcani occidentali nel quadro del processo di stabilizzazione e associazione sarà fornita mediante gli appositi strumenti finanziari, in particolare il regolamento (CE) n. 2666/2000 (1) del 5 dicembre 2000, relativo all'assistenza all'Albania, alla Bosnia Erzegovina, alla Croazia, alla Repubblica federale di Iugoslavia e all'ex Repubblica di Macedonia; pertanto, la presente decisione è priva di implicazioni finanziarie. La Serbia e Montenegro incluso il Kosovo potrà inoltre accedere a finanziamenti nel quadro di programmi multinazionali e orizzontali. La Commissione collabora con la Banca europea per gli investimenti e con le istituzioni finanziarie internazionali, in particolare la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo e la Banca mondiale, per agevolare il cofinanziamento dei progetti connessi al processo di stabilizzazione e associazione. 5.   CONDIZIONI L'assistenza comunitaria ai paesi dei Balcani occidentali nel quadro del processo di stabilizzazione e associazione è subordinata alla realizzazione di ulteriori progressi in materia di conformità ai criteri politici di Copenaghen. Qualora tali condizioni generali non dovessero essere rispettate, il Consiglio potrebbe prendere le misure adeguate ai sensi dell'articolo 5 del regolamento (CE) n. 2666/2000. L'assistenza comunitaria è subordinata altresì alle condizioni definite dal Consiglio nelle conclusioni del 29 aprile 1997, in particolare per quanto riguarda l'impegno dei beneficiari ad attuare riforme democratiche, economiche e istituzionali, tenendo conto delle priorità stabilite nel partenariato europeo. 6.   CONTROLLO Il controllo del partenariato europeo è garantito tramite i meccanismi istituiti nell’ambito del processo di stabilizzazione e associazione, in particolare le relazioni annuali relative a tale processo. SERBIA E MONTENEGRO (2) PRIORITÀ A BREVE TERMINE Situazione politica Democrazia e stato di diritto Questioni costituzionali — Rispettare pienamente la carta costituzionale e garantire l'efficace funzionamento dell'Unione. In particolare, completare l'attuazione degli impegni previsti dalla carta, segnatamente l'istituzione del Tribunale dell'Unione con un accordo che ne definisca con precisione la sfera di competenza. Rivedere le costituzioni delle Repubbliche in linea con la carta costituzionale. Adottare il regolamento interno del Parlamento dell'Unione e istituire le sue commissioni. Garantire la sostenibilità finanziaria delle istituzioni dell'Unione, mediante un regolare finanziamento secondo i principi concordati e l'elaborazione di bilanci relativi alle singole istituzioni (per spese di personale e di funzionamento). Riforma dell'esercito — Adottare una strategia in materia di difesa e una dottrina militare conformi ai principi democratici; elaborare e adottare un quadro giuridico trasparente e adeguato per chiarire la questione non ancora risolta della proprietà militare. Riforma della legge elettorale — In Serbia: Completare la riforma elettorale (comprese le liste elettorali) in modo da adeguare il sistema elettorale alle norme internazionali, in particolare rivedendo la normativa elettorale, in linea con le raccomandazioni dell'Office for Democratic Institutions and Human Rights (ODIHR), e attuando pienamente la normativa in materia di finanziamento dei partiti. Riforma della pubblica amministrazione: Rafforzare e mantenere (in termini di personale, formazione, attrezzature) la capacità amministrativa delle istituzioni competenti per l'integrazione europea a livello dell'Unione e delle Repubbliche e migliorare la collaborazione tra loro. In Serbia: Adottare una strategia generale per la riforma della pubblica amministrazione con un calendario preciso delle azioni, in particolare per quanto riguarda la riforma del sistema retributivo della pubblica amministrazione e l'adozione delle pertinenti misure in materia di sviluppo delle risorse umane; istituire e mantenere le istituzioni e assegnare loro le risorse necessarie; elaborare la legislazione relativa al governo e alla pubblica amministrazione. In Montenegro: Attuare la strategia per la riforma della pubblica amministrazione, in particolare adottare e iniziare ad attuare la normativa intesa a garantirne la professionalità e responsabilità. Attuare la legge sulla retribuzione del pubblico impiego. Riforma del sistema giudiziario: Garantire un agevole trasferimento della giurisdizione militare ai tribunali civili in linea con la carta costituzionale. In Serbia: Modernizzare il sistema dei tribunali, in particolare quelli commerciali, accrescendone l'efficienza e l'autonomia; garantire l'indipendenza funzionale del procuratore competente per i crimini di guerra. Predisporre l'istituzione di tribunali amministrativi e corti d'appello. In Montenegro: Portare avanti i preparativi per l'attuazione del codice penale, del codice di procedura penale e delle norme relative agli organi di accusa, in particolare garantendo l'indipendenza funzionale del procuratore speciale per la criminalità organizzata. Istituire tribunali amministrativi e corti d'appello. Lotta contro la corruzione: In entrambe le Repubbliche: Elaborare una strategia generale di lotta contro la corruzione in linea con le norme del Consiglio d'Europa e adottare una normativa in materia di conflitto di interessi. Diritti umani e tutela delle minoranze Obblighi derivanti dall'adesione al Consiglio d'Europa — Adempiere tutti gli obblighi a breve termine derivanti dall'adesione al Consiglio d'Europa, compresa l'effettiva attuazione uniforme, a livello di Unione, della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e della Convenzione europea per la prevenzione della tortura. Difensore civico: In Serbia: Adottare la normativa per l'istituzione di un difensore civico. In Montenegro: Rafforzare la capacità amministrativa dell'ufficio del difensore civico. Eliminazione della tortura: In entrambe le Repubbliche: Prendere provvedimenti globali e trasparenti in tutti i casi di presunta tortura. Libertà di espressione e associazione: In Serbia: Depenalizzare la diffamazione. Assicurare l'applicazione della normativa sui media, in particolare della legge sulle trasmissioni radiotelevisive assicurando indipendenza politica del Consiglio audiovisivo, e adottare una normativa in materia di libero accesso all'informazione, in linea con le norme del Consiglio d'Europa. Creare condizioni (anche a livello finanziario) favorevoli allo sviluppo di ONG e di organizzazioni della società civile, comprese le parti sociali, in particolare adottando la legge sulle associazioni e una legge sullo status giuridico delle ONG straniere. In Montenegro: Adottare una normativa sull'accesso all'informazione pubblica in linea con le norme del Consiglio d'Europa. Adottare una strategia per la cooperazione tra ONG e organismi governativi. Diritti di proprietà: In entrambe le Repubbliche: Adottare una normativa in materia di restituzione delle proprietà. Rifugiati, sfollati e minoranze: Garantire un'adeguata cooperazione tra l'Unione e le Repubbliche per quanto riguarda la base legislativa e le modalità pratiche di tutela dei diritti dei rifugiati, degli sfollati e delle minoranze. Rafforzare la cooperazione con la Bosnia-Erzegovina e la Croazia per consentire i rientri. Avviare un dialogo con Pristina sul ritorno degli sfollati e su questioni connesse quali proprietà e diritti sociali. In entrambe le Repubbliche: modificare la legislazione per abrogare tutte le disposizioni discriminatorie. In Montenegro: abolire le norme che vietano ai rifugiati di lavorare e modificare le disposizioni restrittive in modo da consentire loro di chiedere la cittadinanza. Cooperazione e obblighi regionali e internazionali Garantire la piena collaborazione con il Tribunale penale internazionale per l'ex Iugoslavia. Rispettare pienamente la risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e portare avanti il dialogo con Pristina su questioni pratiche di comune interesse. Assicurare il riconoscimento dei documenti di viaggio e delle targhe automobilistiche dell'UNMIK. Rafforzare la stabilità e la cooperazione regionale. Conformarsi alle condizioni del processo di stabilizzazione e associazione e rispettare gli impegni di Salonicco in materia di cooperazione regionale. Ratificare e applicare pienamente tutti gli accordi di libero scambio conclusi dall'Unione. Iniziare ad attuare il memorandum di intesa sullo sviluppo della rete principale di trasporto regionale dell'Europa sudorientale e in particolare adottare misure per l'istituzione dei meccanismi di cooperazione, tra cui il comitato direttivo e l'osservatorio dei trasporti dell'Europa sudorientale. Compiere progressi nell'adempimento degli impegni del memorandum di intesa di Atene del 2003 sul mercato regionale dell'energia nell'Europa sudorientale. Situazione economica Economia di mercato e riforme strutturali Sostenere la stabilità macroeconomica. Attuare il bilancio 2004 in funzione dell'ulteriore adeguamento e consolidamento fiscale necessario. Continuare gli sforzi volti a raggiungere un accordo con i creditori commerciali (Club di Londra) sulla ristrutturazione del debito. In particolare, in Serbia: mantenere una politica monetaria prudente, sostenuta da un'appropriata politica del tasso di cambio, e istituire strumenti monetari più efficienti al fine di migliorare la destinazione degli aggregati monetari. Portare avanti la liberalizzazione dei prezzi e abolire i controlli amministrativi. In particolare portare i prezzi dell'energia a livelli che consentano il recupero dei costi, anche sostituendo gradualmente tutte le sovvenzioni sui prezzi concesse ai consumatori poveri con trasferimenti diretti. Accelerare la ristrutturazione, privatizzazione e/o liquidazione delle grandi imprese di proprietà sociale o statale. Accelerare anche la ristrutturazione delle grandi imprese di pubblici servizi (elettricità, petrolio, gas, trasporti ferroviari, trasporti aerei, telecomunicazioni ecc.). Portare avanti con maggiore impegno la riforma del settore bancario e in particolare la preparazione della privatizzazione in Serbia della maggior parte delle banche di proprietà statale. Garantire lo stanziamento di risorse di bilancio sufficienti per ammortizzatori sociali e spese di ristrutturazione. Promuovere un mercato fondiario/immobiliare stabile e funzionante. Elaborare la normativa catastale. Politica dell'occupazione: In entrambe le Repubbliche: Elaborare e attuare una strategia generale intesa a promuovere l'occupazione e a ridurre la disoccupazione, che preveda, in particolare, riforme in materia di formazione professionale e mercato del lavoro e la partecipazione di tutte le parti interessate; migliorare i servizi pubblici competenti e assegnare risorse umane e finanziarie sufficienti per l'attuazione di tale strategia. Elaborare statistiche attendibili. Rivedere e adottare il piano generale in materia di statistiche ai fini di una chiara ripartizione delle responsabilità tra i tre istituti statistici a livello statale e delle Repubbliche e di un efficace coordinamento tra loro. Adottare la normativa in materia di statistiche a livello statale e in entrambe le Repubbliche. Gestione delle finanze pubbliche Continuare a regolarizzare l'economia sommersa e ampliare la base imponibile mediante l'attuazione di un sistema di gestione della spesa pubblica (tesoro, controllo interno delle finanze pubbliche) e attraverso riforme fiscali generali, con meno esenzioni e aliquote più basse in particolare per i lavoratori e con una migliore attuazione della normativa fiscale. In particolare, in Serbia, adottare e attuare il pacchetto di riforme fiscali, compresa l'introduzione dell'IVA e dei sistemi informatici necessari. Continuare a rafforzare e modernizzare l'Agenzia delle entrate pubbliche, dedicando particolare attenzione alla riscossione e al controllo delle entrate al fine di ridurre le frodi fiscali. In Montenegro, iniziare il riesame della normativa fiscale vigente e delle procedure amministrative al fine di garantire un'applicazione efficace e non discriminatoria delle disposizioni fiscali. Rafforzare la capacità amministrativa prevista per assicurare in modo efficace la riscossione e il controllo delle entrate fiscali, in particolare dell'IVA. Per entrambe le Repubbliche, favorire l'armonizzazione della normativa sull'IVA e della sua applicazione a livello statale per evitare ostacoli al funzionamento del mercato interno. Norme UE Mercato interno e scambi commerciali Completare e attuare pienamente tutti gli elementi del piano d'azione relativo al mercato interno e agli scambi commerciali. In particolare, procedere urgentemente alla definizione di tariffe comuni per tutti i prodotti e armonizzare tutti i prelievi e oneri addizionali all'importazione, in linea con i relativi programmi di armonizzazione. Abolire tutti i prelievi all'importazione e gli oneri addizionali introdotti in violazione della clausola di standstill inclusa nelle preferenze commerciali autonome concesse dall'UE. Abolire il sistema delle licenze all'importazione per i prodotti siderurgici introdotto in violazione della clausola di standstill inclusa nelle preferenze commerciali autonome concesse dall'UE. Abolire i dazi all'esportazione sui metalli ferrosi e non ferrosi e sulle pelli. Garantire gli strumenti istituzionali necessari per consentire all'Unione di agire quale unico interlocutore a livello internazionale in materia di commercio/dogane, in particolare rafforzando l'Ufficio doganale comune, gli uffici veterinari/fitosanitari di collegamento e l'Istituto statistico, e attribuendo a tali istituzioni i poteri necessari. Continuare a modernizzare le amministrazioni doganali ai fini dello sviluppo di un'elevata capacità amministrativa. Rafforzare la cooperazione amministrativa e garantire il costante rispetto degli obblighi relativi all'attuazione delle misure commerciali preferenziali (origine). Eliminare gli attuali ostacoli al mercato interno dell'Unione ed evitarne di nuovi come previsto dalla carta costituzionale. Garantire agli operatori interni e stranieri l'accesso al mercato dell'Unione per beni, servizi, capitali e persone. Assicurare la consultazione normativa e applicare il principio del reciproco riconoscimento di tutte le decisioni adottate dalle Repubbliche in materia di accesso al mercato. Attuare in Serbia e Montenegro un regime in materia di appalti pubblici coerente ed efficace. Garantire procedure trasparenti, indipendentemente dal valore del contratto in questione, e la non discriminazione tra imprese serbe e montenegrine. Creare un collegamento diretto tra i registri delle imprese per salvaguardare la libertà di stabilimento nell'intera Unione. In Serbia, adottare la Legge sul trasferimento del registro delle imprese dai tribunali commerciali ad un'agenzia indipendente. Istituire un regime antitrust a livello dell'Unione, applicabile a tutti gli effetti anticoncorrenziali all'interno delle Repubbliche e tra queste, nonché agli effetti sugli scambi bilaterali con l'UE. Assicurare la capacità amministrativa necessaria per l'applicazione efficiente e indipendente di tali norme, in particolare rafforzando la commissione mista competente per la concorrenza a livello dell'Unione. Istituire punti di coordinamento per gli aiuti di Stato e garantire la piena trasparenza di tali aiuti come primo passo verso il loro controllo. Stabilire un approccio orizzontale coerente per promuovere la politica della concorrenza. Rafforzare la protezione dei diritti di proprietà intellettuale adottando una serie di leggi rivedute. Garantire l'armonizzazione delle disposizioni penali e accrescere la capacità esecutiva in materia, in particolare a livello dei servizi frontalieri. Mettere in atto un sistema di conti corrispondenti nelle banche commerciali per garantire la libera circolazione dei capitali tra le Repubbliche. Politiche settoriali Agricoltura: In Serbia: Adottare una normativa in materia di sicurezza alimentare e potenziare i laboratori competenti in materia; adottare normative veterinarie e rafforzare i controlli. Istituire un'agenzia dei laboratori per la sicurezza della catena alimentare. In Montenegro: Adottare normative veterinarie (tra l'altro, in materia di prodotti della pesca) e creare laboratori veterinari e fitosanitari, anche per il pesce e il vino; rafforzare i controlli. Trasporti In Serbia: Adottare una normativa per il settore ferroviario. Avviare l'elaborazione di una strategia nazionale in materia di trasporti, volta tra l'altro a favorire la sostenibilità del settore. In Montenegro: Adottare e iniziare ad attuare la normativa in materia di trasporti stradali (compresa la creazione delle relative strutture esecutive) e adottare la Legge sul trasporto ferroviario. Energia: In Serbia: Adottare la Legge sull'energia e istituire l'agenzia indipendente per la regolamentazione del settore energetico, portare avanti i controlli ambientali sugli impianti energetici e affrontare il problema dei maggiori inquinatori. In Montenegro: Elaborare e adottare la strategia per lo sviluppo energetico, anche in funzione dell'efficienza energetica; accrescere la capacità amministrativa del ministero dell'Economia nel settore dell'energia; suddividere e ristrutturare l'ente per l'erogazione dell'energia elettrica. Industria e PMI: In entrambe le Repubbliche: Continuare ad attuare la Carta europea delle piccole imprese. In Serbia: Adottare la legge fallimentare riveduta; In Montenegro: Trasformare e razionalizzare le istituzioni coinvolte nella ristrutturazione e privatizzazione delle imprese, in particolare il Fondo di sviluppo. Istituire un'agenzia autonoma per la promozione degli investimenti. Portare avanti l'attuazione del fondo nazionale di garanzia recentemente istituito. Telecomunicazioni: In entrambe le Repubbliche: Realizzare l'effettiva liberalizzazione del settore delle comunicazioni elettroniche, compresi il rafforzamento degli organismi di regolamentazione e l'adozione di normative e politiche settoriali adeguate. Ambiente: In Serbia: Adottare una legge relativa alla protezione dell'ambiente; istituire e rendere operativa l'Agenzia per la protezione dell'ambiente. In Montenegro: Adozione della strategia relativa alle acque reflue e ai rifiuti solidi ai fini dell'allineamento all'acquis comunitario. Cooperazione in materia di giustizia e affari interni Riforma in materia di applicazione della legge: Migliorare la cooperazione in materia di amministrazione della giustizia e applicazione della legge sia all'interno delle singole Repubbliche che tra di esse. Dare piena attuazione al memorandum sulla cooperazione, firmato tra i ministeri degli Interni delle Repubbliche nel dicembre 2003. In Serbia: Adottare una normativa sulla polizia per migliorarne il grado di professionalità e responsabilità. Effettuare una revisione delle leggi relative all'organizzazione del sistema giudiziario (legge sui tribunali, legge sui giudici, legge sugli organi di accusa e legge sul Consiglio supremo della magistratura) e della legislazione penale (codice di procedura penale, codice penale e legge sull'applicazione delle sanzioni penali), come previsto nel protocollo relativo alla cooperazione con il Consiglio d'Europa.. In Montenegro: Adottare leggi in materia di polizia e sicurezza dello Stato per garantire la professionalità e responsabilità degli organi competenti. Gestione delle frontiere: Elaborare criteri e meccanismi a livello dell'Unione e assicurarne un'attuazione coerente a livello delle Repubbliche in linea con il memorandum d'intesa. Facendo seguito alla Conferenza regionale di Ohrid sulla sicurezza e la gestione delle frontiere del maggio 2003, avviare l'attuazione delle misure a breve termine adottate dal governo e presentate alla riunione dei ministri GAI nel quadro del forum UE-Balcani occidentali il 28 novembre 2003. In Serbia: Adottare ulteriori misure per l'attuazione delle migliori pratiche in materia di polizia di frontiera, in linea con le norme dell'UE; portare avanti, in coordinamento con le autorità dell'Unione, la smilitarizzazione del controllo delle frontiere. In Montenegro: Rafforzare il controllo civile delle frontiere (tra l'altro fornendo una formazione e un'attrezzatura compatibili con Schengen). Criminalità organizzata, traffici illeciti, sostanze stupefacenti, riciclaggio del denaro sporco e terrorismo: Rafforzare la cooperazione tra agenzie nell'ambito delle singole Repubbliche e formalizzare la cooperazione tra queste ultime. Sviluppare la capacità di sequestro dei beni. Potenziare i servizi informativi in ambito penale. Avviare l'attuazione delle specifiche misure mirate approvate nel corso della riunione ministeriale GAI del novembre 2003. Fare i passi necessari per preparare la conclusione di un accordo con Europol. Accrescere le capacità in fatto di lotta contro il traffico di stupefacenti e mettere a punto una strategia nazionale antidroga in linea con la strategia e con il piano d'azione dell'Unione europea in materia di droga. Rafforzare la lotta contro il traffico di esseri umani, tra l'altro garantendo alle vittime un'assistenza e una tutela adeguate. In particolare in Montenegro: Attuare le disposizioni antiriciclaggio specialmente istituendo un'unità competente per le indagini finanziarie. Intensificare la cooperazione internazionale e attuare le pertinenti convenzioni internazionali contro il terrorismo; migliorare la cooperazione e lo scambio di informazioni tra la polizia e i servizi informativi all'interno dell'Unione e con altri Stati; impedire il finanziamento e la preparazione di atti terroristici. Visti, asilo e migrazione: Elaborare in materia di visti, asilo e migrazione un approccio unitario a livello di Unione in linea con la carta costituzionale, che promuova in particolare la totale armonizzazione del regime in materia di visti applicato nelle Repubbliche, l'adozione della Legge in materia di asilo e l'ulteriore conclusione e attuazione di accordi di riammissione. Predisporre i meccanismi per monitorare l'attuazione delle politiche in materia di asilo, immigrazione e visti, elaborate a livello dell'Unione ma attuate a livello delle Repubbliche. In particolare per entrambe le Repubbliche, piena partecipazione ai meccanismi di coordinamento per l'adozione e attuazione delle pertinenti politiche confederali. PRIORITÀ A MEDIO TERMINE Situazione politica Democrazia e stato di diritto Portare avanti il processo di ristrutturazione delle forze armate, procedendo per quanto necessario alla loro riconversione e riduzione (tenendo conto dell'impatto sociale di tali misure). Portare avanti la riforma della pubblica amministrazione: Sviluppare ulteriormente le strutture per l'integrazione europea, in particolare rafforzando gli Uffici per l'integrazione europea, instaurando meccanismi intesi ad agevolare la cooperazione e creando unità per l'integrazione europea nel quadro dei ministeri dell'Unione e a livello delle Repubbliche. A livello confederale: Assicurare la capacità amministrativa necessaria all'espletamento delle competenze dell'Unione ed elaborare e attuare una strategia di riforma per la pubblica amministrazione dell'Unione, compresa la base giuridica necessaria. In Serbia: Adottare normative in materia di pubblico impiego e pubblica amministrazione. Attuare misure per lo sviluppo delle risorse umane. Rafforzare la capacità (elaborazione delle politiche e coordinamento interministeriale) della pubblica amministrazione a livello di governo e a livello locale, in particolare istituendo un sistema retributivo centralizzato. Rafforzare il processo di elaborazione delle politiche economiche, ad esempio continuando a fornire sostegno per il potenziamento dei servizi statistici e creando un'unità competente per la pianificazione economica a medio termine. In Montenegro: Attuare la legge sulla pubblica amministrazione e istituire l'agenzia per la gestione delle risorse umane (che deve diventare sostenibile). Elaborare una politica in materia di formazione e assunzione. Rafforzare il processo di elaborazione delle politiche, ad esempio continuando a fornire sostegno per il potenziamento dei servizi statistici e creando un'unità competente per la pianificazione economica a medio termine. Parlamento: In Serbia: Elaborare e attuare una strategia di riforma del Parlamento volta a portarne le modalità di lavoro e le risorse ad un livello che gli consenta di agire in modo efficace. Promuovere l'autonomia locale: In Serbia: Adottare e attuare la riforma relativa al decentramento e garantire capacità locali sufficienti per far fronte, tra l'altro, alle questioni amministrative e finanziarie e ai futuri programmi regionali. In Montenegro: Attuare una normativa in materia di autonomia locale, in particolare istituendo il fondo di perequazione. Portare avanti la riforma del settore giudiziario: In Serbia: Introdurre misure giuridiche e pratiche di salvaguardia dell'indipendenza ed efficienza dei tribunali, tra cui la riforma dell'attuale sistema in materia di procedure di nomina; attuare la normativa sulla formazione obbligatoria e garantire la sostenibilità di bilancio del Centro di formazione giudiziaria; creare una rete informatica per gli organi di accusa a tutti i livelli; garantire l'esecuzione delle sentenze. Sviluppare la capacità di giudicare i crimini di guerra in ambito nazionale nel pieno rispetto degli obblighi internazionali relativi alla cooperazione con il Tribunale penale internazionale per l'ex Iugoslavia. Istituire corti d'appello e tribunali amministrativi. In Montenegro: Assicurare la formazione obbligatoria dei giudici, mediante la revisione della legge sui tribunali e sulla sostenibilità di bilancio del Centro di formazione giudiziaria. Attuare la strategia di informatizzazione del settore giudiziario. Condizioni carcerarie: In Serbia: Migliorare le condizioni carcerarie in linea con le norme del Consiglio d'Europa, in particolare per quanto riguarda i gruppi vulnerabili, come gli imputati minorenni; assicurare l'ulteriore formazione del personale penitenziario e un miglioramento delle strutture. In Montenegro: Ulteriore formazione del personale penitenziario e miglioramento delle strutture. Lotta contro la corruzione e il crimine organizzato: In entrambe le Repubbliche: Adottare e attuare una strategia generale contro la corruzione, compresa l'adozione e l'attuazione degli strumenti anticorruzione disponibili. Assicurare il rispetto integrale della Convenzione ONU sulla lotta alla corruzione. Facilitare il collocamento di funzionari di collegamento, distaccati dagli Stati membri dell'UE nei rispettivi enti pubblici competenti per la lotta contro il crimine organizzato. Fornire relazioni semestrali all'UE sui risultati concreti ottenuti sulle attività collegate alla lotta giudiziaria al crimine organizzato sulla base della Convenzione delle Nazioni Unite sul crimine organizzato transnazionale, conosciuta come Convenzione di Palermo. Diritti umani e tutela delle minoranze Obblighi derivanti dall'adesione al Consiglio d'Europa. Predisporre i meccanismi necessari per verificare e garantire l'attuazione coerente e costante di tutti gli obblighi derivanti dall'adesione al Consiglio d'Europa in conformità agli impegni inerenti all'adesione. Uguaglianza: Adottare/attuare norme contro la discriminazione. Libertà di espressione: In Serbia: Trasformare Radio Televisione Serbia in un servizio pubblico. Sostenere lo sviluppo dei media in linea con le norme dell'UE. Incoraggiare la professionalità dei giornalisti e degli operatori dei media. In Montenegro: Portare avanti la trasformazione di Radio Televisione Montenegro in un servizio pubblico; sostenere lo sviluppo dei media in linea con le norme dell'UE. Incoraggiare la professionalità dei giornalisti e degli operatori dei media. Rifugiati, sfollati e minoranze: In entrambe le Repubbliche: assicurare il pieno rispetto dei loro diritti umani, compresi l'accesso all'assistenza sanitaria e un agevole accesso ai documenti personali; garantire il diritto di una scelta effettiva tra ritorno sostenibile e integrazione; facilitare l'integrazione di coloro che scelgono di non rientrare. In Serbia: Adottare una nuova normativa sui rifugiati; continuare ad attuare la strategia nazionale. Cooperazione regionale e internazionale Migliorare ulteriormente la cooperazione regionale. Portare avanti la liberalizzazione degli scambi a livello regionale sulla base degli accordi di libero scambio in vigore. Per quanto riguarda il processo di Atene relativo al mercato regionale dell'energia nell'Europa sudorientale, preparare la Serbia e Montenegro all'instaurazione nel 2005 di un mercato regionale integrato dell'energia. Continuare ad attuare il memorandum di intesa sullo sviluppo della rete principale di trasporto regionale dell'Europa sudorientale. Situazione economica Economia di mercato e riforme strutturali Continuare le politiche macroeconomiche sostenibili: Proseguire le misure di adeguamento e consolidamento fiscale per ridurre lo squilibrio fiscale e in particolare quello con l'estero relativamente elevati. Tenere conto degli inevitabili costi delle riforme strutturali e dell'aumento dei pagamenti di interessi; definire chiare priorità per la spesa pubblica nell'elaborazione del bilancio a breve e medio termine; in particolare ridurre le sovvenzioni, i trasferimenti e i costi salariali della pubblica amministrazione. Mirare costantemente a ridurre la spesa pubblica complessiva rispetto al PIL e integrare una prudente politica monetaria con accorte politiche del tasso di cambio. In Serbia: Effettuare la riforma del sistema sanitario, in particolare della cassa malattie, al fine di garantirne la sostenibilità finanziaria e di migliorare la tutela della salute della popolazione. Completare il processo di privatizzazione e di ristrutturazione finanziaria (bancaria). Rafforzare un contesto imprenditoriale favorevole allo sviluppo del settore privato e all'occupazione, con mercati competitivi, parità di condizioni e accesso al finanziamento grazie allo sviluppo del settore finanziario. Assicurare un mercato fondiario/immobiliare stabile e funzionante. Adottare e attuare una normativa catastale. Avviare la riforma fondiaria, la ristrutturazione e la privatizzazione delle grandi aziende agricole. Gestione delle finanze pubbliche Migliorare il processo di elaborazione del bilancio e la gestione finanziaria: Rafforzare lo sviluppo delle capacità necessarie per consentire l'elaborazione e l'esecuzione del bilancio in funzione delle priorità. Migliorare la gestione finanziaria a livello dell'amministrazione centrale e locale. Adottare la legge sulla Corte dei conti. Istituire procedure efficaci per l'individuazione, il trattamento e il controllo dei casi di sospette frodi e altre irregolarità che hanno ripercussioni sui fondi nazionali e internazionali. Continuare il riesame della normativa fiscale e delle procedure amministrative al fine di garantire l'applicazione efficace e non discriminatoria delle norme tributarie. Proseguire il rafforzamento della capacità amministrativa delle amministrazioni fiscali. Norme dell'UE Mercato interno e scambi commerciali Stabilire un regime unico in materia di commercio estero nel quadro del piano d'azione relativo al mercato interno e agli scambi commerciali. Applicare tariffe, prelievi e oneri comuni per tutti i prodotti dopo la fine dei periodi transitori previsti. Garantire la piena attuazione del piano di riforma doganale in modo da assicurare un elevato grado di capacità amministrativa. Politiche settoriali Industria e PMI: In Serbia: Attuare la Carta europea delle piccole imprese. Razionalizzare la complessa organizzazione della Camera di commercio. Adottare misure intese a facilitare la concessione di microcrediti alle ONG. In Montenegro: Attuare la Carta europea delle piccole imprese. Portare avanti la preparazione e l'istituzione di un fondo nazionale di garanzia. Sviluppare il dialogo tra il governo e il settore privato, anche tramite l'agenzia per le PMI, istituendo un forum formale di consultazione e di difesa delle imprese. Telecomunicazioni: Recepire e attuare il nuovo quadro comunitario in materia di comunicazioni elettroniche. Agricoltura: In Serbia: Sviluppare ulteriormente la capacità amministrativa per la formulazione e l'attuazione delle politiche. Elaborare e iniziare ad attuare una politica di sviluppo rurale. Continuare a rafforzare la legislazione e i controlli veterinari, sanitari, fitosanitari e in materia di sicurezza alimentare, anche per quanto riguarda i laboratori enologici. Migliorare la gestione dei rifiuti e ridurre l'inquinamento agricolo. In Montenegro: Adottare una strategia complessiva per agricoltura, sviluppo rurale, pesca e questioni fitoveterinarie. Accrescere lo sviluppo delle capacità del ministero dell'Agricoltura. Adottare la legge relativa al settore fitosanitario. Trasporti: In Serbia: Adottare e attuare una strategia politica dei trasporti (stradali, ferroviari, aerei e navali). Rafforzare lo sviluppo delle capacità, compresa la preparazione di progetti per grandi investimenti. Stanziare risorse sufficienti per la manutenzione delle infrastrutture e per il mantenimento delle istituzioni del settore. In Montenegro: Stanziare risorse sufficienti per la manutenzione delle infrastrutture e per il mantenimento delle istituzioni del settore. Energia: In entrambe le Repubbliche: adottare norme nel settore dell'energia che comprendano una strategia a lungo termine per una politica energetica ambientalmente sostenibile. In Serbia: Realizzare la divisione ai fini della ristrutturazione e della privatizzazione. Creare le strutture istituzionali necessarie: gestore della rete, operatore del mercato e agenzia per la regolamentazione del settore energetico. Fare passi in avanti verso un mercato regionale dell'energia (tra l'altro mediante studi di fattibilità in materia di interconnettività). In Montenegro: Rafforzare l'organismo di regolamentazione del settore energetico. Completare la ristrutturazione e la liberalizzazione del mercato interno dell'energia; privatizzare il settore e/o consentire la creazione di partenariati tra imprese pubbliche e private. Ambiente: In entrambe le Repubbliche: Adottare e attuare una normativa in materia di valutazione di impatto ambientale in linea con l'acquis comunitario. In Serbia: Adottare e iniziare ad attuare una strategia contro l'inquinamento dell'aria (in particolare prodotto dagli impianti energetici), dell'acqua (acque reflue) e del suolo (rifiuti solidi); rafforzare la capacità amministrativa in particolare per quanto riguarda pianificazione, autorizzazioni, ispezione, monitoraggio, nonché in materia di gestione dei progetti. Elaborare un piano pluriennale per il finanziamento degli investimenti, basato su preventivi e su fonti di finanziamento pubblico e privato realistiche. In Montenegro: Elaborare una strategia ambientale generale (acque, suolo, aria) al fine di adottare una normativa quadro in linea con l'acquis comunitario e istituire un'agenzia per la protezione dell'ambiente. Cooperazione in materia di giustizia e affari interni Continuare la ristrutturazione della polizia, in particolare in materia di responsabilità, formazione e cooperazione tra le agenzie preposte all'applicazione della legge. Gestione delle frontiere: In entrambe le Repubbliche: A livello di politica dell'Unione, sviluppare l'infrastruttura tecnica e le capacità in termini di risorse umane necessarie per attuare la politica di gestione integrata delle frontiere, compreso il rafforzamento della polizia di frontiera e dei servizi doganali. Migliorare i servizi transfrontalieri creando nuovi posti di frontiera. Criminalità organizzata, traffici illeciti, sostanze stupefacenti e riciclaggio del denaro sporco: In entrambe le Repubbliche: Mettere a punto un efficace sistema di protezione dei testimoni che preveda strumenti di competenza delle Repubbliche e strumenti regionali. Rafforzare la lotta contro la criminalità economica e finanziaria (compresi riciclaggio e falsificazione del denaro), la frode e la corruzione e migliorare la normativa dell'Unione in materia. In Serbia: Rafforzare lo sviluppo delle capacità del ministero degli Interni (in particolare nella direzione competente per la criminalità organizzata). Predisporre le procedure e le capacità per lo scambio di informazioni tra agenzie. Mettere a punto un efficace sistema di protezione dei testimoni che preveda strumenti di competenza delle Repubbliche e strumenti regionali. Rafforzare nell'ambito del ministero delle Finanze l'unità competente per le indagini finanziarie. In Montenegro: Accrescere la capacità amministrativa e giudiziaria di attuare il nuovo codice penale per quanto riguarda il crimine organizzato. Rafforzare l'unità del ministero degli Interni preposta alla lotta contro la criminalità organizzata e assicurare il coordinamento tra gli organi responsabili dell'applicazione della legge. KOSOVO QUALE DEFINITO DALLA RISOLUZIONE 1244 DEL CONSIGLIO DI SICUREZZA DELLE NAZIONI UNITE PRIORITÀ A BREVE TERMINE Priorità generale — Per assicurare un futuro stabile ad un Kosovo sicuro, democratico e multietnico, fare sostanziali progressi nel conseguimento degli standard per il Kosovo, presentati dal rappresentante speciale del segretario generale delle Nazioni Unite e dai rappresentanti delle istituzioni provvisorie di autogoverno nel dicembre 2003 e approvati dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. In particolare, realizzare le azioni concrete indicate nel piano di attuazione degli standard per il Kosovo in materia di: — funzionamento delle istituzioni democratiche, — Stato di diritto, — libertà di circolazione, — rientro sostenibile e diritti delle comunità e dei loro membri, — economia, — diritti di proprietà, — dialogo con Belgrado, — corpo di protezione del Kosovo. Oltre alla priorità generale sopra indicata, devono essere realizzate le seguenti priorità complementari: Situazione politica Democrazia e stato di diritto — Le istituzioni provvisorie di autogoverno devono prendere tutte le misure necessarie richieste dall'Amministrazione provvisoria delle Nazioni Unite in Kosovo per superare le conseguenze e far fronte alle cause dei fatti del marzo 2004. Le priorità immediate devono essere: la condanna esplicita dell'uso della violenza contro le comunità minoritarie, garantire il ritorno degli sfollati, restaurare e ricostruire le proprietà danneggiate e distrutte, compresi i siti storici e religiosi e cooperare pienamente con l'UNMIK-KFOR per consegnare i responsabili alla giustizia. Le istituzioni provvisorie di autogoverno devono dimostrare il loro impegno pieno e incondizionato per un Kosovo multietnico, in particolare rispetto alla tutela e alla promozione dei diritti degli appartenenti alle minoranze, alla pari sicurezza, alla libertà di movimento e ai rimpatri duraturi per tutti gli abitanti del Kosovo. — Compatibilità con l'UE: Sviluppare l'orientamento comunitario delle politiche del governo del Kosovo, istituzionalizzando nell'ambito dell'ufficio del primo ministro il meccanismo di effettiva verifica della compatibilità delle politiche governative e dei progetti di legge con l'UE, e accrescendo a livello ministeriale e nell'Assemblea del Kosovo la capacità di assicurare la compatibilità con l'UE. — Lotta contro la corruzione e il crimine organizzato: Migliorare la cooperazione tra l'UNMIK e le istituzioni provvisorie per attuare efficacemente la politica della «tolleranza zero» contro la corruzione, in particolare fornendo tutto il sostegno necessario alle indagini intraprese dall'OLAF e dall'OIOS (servizio di controllo interno delle Nazioni Unite). Cooperazione regionale e internazionale — Garantire una piena collaborazione con il Tribunale penale internazionale per l'ex Iugoslavia: — Promuovere la cooperazione regionale. Favorire l'integrazione nella rete regionale di accordi di libero scambio nel quadro del memorandum d'intesa del patto di stabilità sulla liberalizzazione e la facilitazione degli scambi nell'Europa sudorientale, in conformità alla risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Iniziare ad attuare il memorandum di intesa sullo sviluppo della rete principale di trasporto regionale dell'Europa sudorientale e in particolare adottare misure per l'istituzione dei meccanismi di cooperazione, tra cui il comitato direttivo e l'osservatorio dei trasporti dell'Europa sudorientale. Compiere progressi nell'adempimento degli impegni di cui ai memorandum del 2002 e del 2003 per il processo di Atene sul mercato regionale dell'energia nell'Europa sudorientale. Situazione economica Economia di mercato e riforme strutturali — Definire le priorità macroeconomiche per il Kosovo in stretta collaborazione con il FMI. — Rivitalizzare il processo di privatizzazione per sostenere lo sviluppo economico, attirare investimenti interni e sviluppare una strategia globale a tale scopo. Gestione delle finanze pubbliche — Elaborare sistemi e procedure di sostegno tecnico per garantire la trasparenza, l'efficienza, e un miglior controllo della spesa pubblica. — Istituire procedure efficaci per l'individuazione, il trattamento e il controllo di sospette frodi e altre irregolarità che abbiano ripercussioni sui fondi nazionali e internazionali. Norme UE Mercato interno e scambi commerciali — Portare avanti l'elaborazione di un quadro legislativo e politico per il commercio e le politiche connesse, compatibile con l'UE e con l'OMC. Attuare pienamente il nuovo codice doganale. Adottare una legge sul commercio interno e una legge sulle ispezioni commerciali. Politiche settoriali —   Ambiente: Elaborare un piano d'azione ambientale generale, relativo in particolare alle questioni di sanità pubblica, ai fini dell'allineamento all'acquis comunitario. Adottare e attuare una normativa in materia di valutazione di impatto ambientale in linea con l'acquis comunitario. —   Trasporti: Elaborare e adottare un quadro politico dei trasporti comprendente il graduale sviluppo di una strategia in materia di trasporto multimodale. Adeguare il gestore civile dell'aeroporto di Pristina, il suo personale e le sue strutture, per garantire un appropriato livello di sicurezza e una gestione sana e responsabile. —   Energia: Istituire nel settore energetico strutture di governance efficaci e funzionanti al fine di garantire l'efficienza e la sostenibilità della società elettrica del Kosovo, in particolare aumentando in misura sostanziale la riscossione delle entrate. Cooperazione in materia di giustizia e affari interni — Attuare il nuovo codice penale e il nuovo codice di procedura penale. PRIORITÀ A MEDIO TERMINE Situazione politica Democrazia e stato di diritto — Migliorare la compatibilità con l'UE: Rafforzare la capacità di tutte le istituzioni del Kosovo di adottare e applicare efficacemente politiche e normative compatibili con l'UE, in particolare rafforzando le strutture competenti per l'integrazione europea nel contesto del piano di stabilizzazione e associazione. — Consolidare la riforma della pubblica amministrazione: Attuare una riforma della pubblica amministrazione intesa a modernizzarla e a conferirle un livello di professionalità e responsabilità tale da attrarre e trattenere personale qualificato. Migliorare la capacità delle amministrazioni locali di fornire servizi alle loro circoscrizioni in modo equo ed efficace. — Consolidare la riforma del settore giudiziario: Rafforzare gli organi giudiziari e gli organismi preposti all'applicazione della legge, in particolare migliorando l'infrastruttura, l'attrezzatura e la formazione. Trasformare l'Istituto giudiziario del Kosovo in un'efficiente istituzione per la formazione giudiziaria. Assicurare l'efficienza di un sistema generale di assistenza legale per il Kosovo. Migliorare il sistema penitenziario dedicando particolare attenzione alla gestione, alla formazione professionale e ai piani di reinserimento. — Lotta contro la corruzione: Attuare una strategia generale anticorruzione comprendente misure di prevenzione ed efficaci interventi a livello di indagine e di azione penale, in particolare rafforzando la capacità locale, in linea con le norme del Consiglio d'Europa. Diritti umani e tutela delle minoranze — Difensore civico: Garantire l'efficienza e l'indipendenza dell'ufficio del difensore civico in Kosovo. — Rafforzare la libertà di espressione: Garantire l'efficienza a lungo termine dell'emittente pubblica e la sua capacità di svolgere il suo ruolo di servizio pubblico per tutte le comunità. — Migliorare la tutela delle minoranze: Garantire l'efficienza delle comunità minoritarie e la loro partecipazione su basi non discriminatorie alla società del Kosovo, in particolare creando il quadro necessario per assicurare l'equa erogazione dei pubblici servizi e dei servizi universali. Situazione economica Economia di mercato e riforme strutturali — Garantire l'efficienza di un sistema di gestione del prestito e del debito. — Creare meccanismi di garanzia contro il rischio politico per attirare investimenti esteri. — Sviluppare ulteriormente il quadro normativo per i pubblici servizi in relazione alle norme comunitarie e internazionali, in particolare adottando e attuando disposizioni complementari, procedure e orientamenti. Rafforzare la capacità amministrativa degli organi di regolamentazione. Assicurare che questi ultimi abbiano il personale locale necessario e adeguare la loro competenza professionale e le loro attrezzature tecniche alle funzioni che devono svolgere. — Sviluppare la capacità del settore bancario di fornire all'economia finanziamenti a lungo termine. — Elaborare una politica sociale volta a promuovere l'occupazione e la coesione sociale, a ridurre la povertà e l'esclusione sociale, a migliorare ulteriormente le condizioni sociali e a creare efficaci sistemi previdenziali. — Accrescere gli sforzi intesi a garantire la compatibilità del sistema statistico con le norme comunitarie. Gestione delle finanze pubbliche — Sviluppare la capacità dell'amministrazione fiscale al fine di accrescere le entrate non doganali (imposizione diretta e indiretta) mediante la progressiva introduzione di un sistema fiscale basato sulle norme comunitarie. Iniziare il riesame della normativa fiscale vigente ed elaborare e attuare un piano d'azione realistico volto a rafforzare gradualmente la capacità amministrativa dell'amministrazione fiscale. — Garantire l'efficienza del ciclo di bilancio in particolare mediante lo sviluppo delle capacità per l'elaborazione e l'esecuzione del bilancio. Sviluppare la capacità dell'Assemblea del Kosovo di partecipare efficacemente al processo di gestione delle finanze pubbliche. Assicurare una regolare effettuazione delle spese nell'arco dell'esercizio finanziario e l'applicazione del criterio del «riporto» per i fondi non utilizzati. Norme UE Mercato interno e scambi commerciali — Continuare il graduale allineamento della legislazione del Kosovo a tutti gli aspetti dell'acquis comunitario in materia societaria. Politiche settoriali —   Agricoltura: Elaborare un quadro normativo e meccanismi appropriati per garantire la sicurezza alimentare e migliori controlli fitosanitari in linea con le pertinenti norme comunitarie, anche al fine di migliorare le opportunità di esportazione del Kosovo. Elaborare una politica e un quadro normativo intesi a sostenere una riforma fondiaria efficiente. Sostenere la protezione dei terreni agricoli contro uno sviluppo urbano non pianificato. —   Ambiente: Adottare e attuare il piano d'azione ambientale ai fini dell'allineamento all'acquis comunitario. —   Trasporti: Attuare un quadro politico dei trasporti comprendente il graduale sviluppo di una strategia in materia di trasporto multimodale. —   Energia: Elaborare un quadro politico in materia di partenariati tra imprese pubbliche e private e investimenti misti nel settore energetico. Cooperazione in materia di giustizia e affari interni — Rafforzare la cooperazione tra gli organi competenti per la gestione delle frontiere/linee di confine e rafforzare le capacità per l'attuazione delle norme veterinarie, sanitarie e fitosanitarie nel quadro del sistema di gestione integrata delle frontiere. (1)  GU L 306 del 7.12.2000, pag. 1. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 2415/2001 (GU L 327 del 12.12.2001, pag. 3). (2)  Escluso il Kosovo quale definito dalla risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite del 10 giugno 1999.
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