Art. 2
Definizioni
In vigore dal 26 giu 2013
Definizioni
Si applicano le definizioni seguenti:
1)
«computer», un apparecchio che esegue operazioni logiche ed elabora dati, in grado di utilizzare dispositivi per l’immissione dei dati e di visualizzare le informazioni su uno schermo e in genere comprende un’unità di elaborazione centrale (CPU) per eseguire tali operazioni. Se non è dotato di CPU, il dispositivo viene impiegato come client gateway (interfaccia e convertitore di protocolli) trasmettendo i dati ad un server informatico che agisce da unità di elaborazione di calcolo;
2)
«server informatico», un apparecchio informatico che fornisce servizi e gestisce risorse in rete per i dispositivi client, come ad esempio i computer da tavolo (desktop), i computer portatili, i desktop thin client, i telefoni IP, o altri server informatici. Un server informatico è generalmente immesso sul mercato per essere utilizzato nei centri di elaborazione dati e presso uffici e realtà aziendali; vi si accede principalmente tramite connessioni di rete, e non attraverso componenti per l’immissione dati direttamente dall’utente, quali una tastiera o un mouse.
Un server informatico presenta le seguenti caratteristiche:
a)
è progettato per supportare i sistemi operativi per server informatici e/o gli hypervisor, e per l’esecuzione di applicativi aziendali installati dall’utente;
b)
supporta il codice autocorrettore (ECC) e/o una memoria tampone [compresi i moduli di memoria DIMM (dual in-line memory modules) bufferizzati e le configurazioni con memoria BOB (buffered on board)];
c)
viene commercializzato con una o più alimentazioni CA-CC;
d)
tutti i processori hanno accesso a una memoria di sistema condivisa e sono visibili in maniera indipendente da un unico OS o hypervisor;
3)
«alimentatore esterno», un dispositivo che presenta le seguenti caratteristiche:
a)
è progettato per convertire la corrente alternata (CA) in ingresso dalla rete principale di alimentazione elettrica in alternata (CA) o corrente continua (CC) di tensione inferiore all’uscita;
b)
è in grado di convertire in una sola tensione di uscita CC o CA alla volta;
c)
è destinato all’uso con un dispositivo separato che costituisce il carico principale;
d)
è contenuto in un alloggiamento fisicamente separato dal dispositivo che costituisce il carico principale;
e)
è collegato al dispositivo che costituisce il carico principale mediante connessione elettrica, cavo, filo o altro collegamento di tipo maschio/femmina rimovibile o fisso; e
f)
ha una potenza di uscita nominale non superiore a 250 Watt;
4)
«alimentatore interno», una componente progettata per convertire la tensione alternata in ingresso in tensione(i) continua(e) ai fini dell’alimentazione del computer o server informatico; presenta le seguenti caratteristiche:
a)
si trova all’interno dell’alloggiamento del computer o del server informatico ma è separata dalla scheda principale del computer o del server informatico;
b)
l’alimentatore si collega alla rete elettrica mediante un singolo cavo senza circuiti intermedi fra l’alimentatore e la rete elettrica; e
c)
tutte le connessioni elettriche dall’alimentatore alle componenti del computer o del server informatico, ad eccezione di una connessione a corrente continua allo schermo di un computer da tavolo (desktop) integrato, si trovano all’interno dell’alloggiamento del computer.
I convertitori interni CC-CC utilizzati per convertire una singola tensione continua da un alimentatore esterno in tensioni multiple da utilizzare nel computer o nel server informatico non sono considerati alimentatori interni;
5)
«desktop» o «computer da tavolo», un computer la cui unità principale è progettata per essere collocata stabilmente in un luogo e non per la mobilità e per essere utilizzata con uno schermo esterno e periferiche esterne quali la tastiera e il mouse.
Ai fini del presente regolamento si definiscono le seguenti categorie di desktop:
a)
desktop «di categoria A», un computer da tavolo che non rientra nella definizione dei desktop delle categorie B, C o D;
b)
desktop «di categoria B», un computer da tavolo dotato di:
(i)
due nuclei fisici all’interno della CPU; e
(ii)
almeno due gigabyte (GB) di memoria di sistema;
c)
desktop «di categoria C», un computer da tavolo dotato di:
(i)
tre o più nuclei fisici all’interno della CPU; e
(ii)
una configurazione con almeno una delle due caratteristiche seguenti:
—
almeno due gigabyte (GB) di memoria di sistema, e/o
—
una scheda grafica discreta (dGfx);
d)
desktop «di categoria D», un computer da tavolo dotato di:
(i)
almeno quattro nuclei fisici all’interno della CPU; e
(ii)
una configurazione con almeno una delle due caratteristiche seguenti:
—
almeno quattro gigabyte (GB) di memoria di sistema, e/o
—
una scheda grafica discreta (dGfx) che rientri nella classe G3 (con larghezza di dati del frame buffer > 128-bit), G4, G5, G6 o G7;
6)
«desktop integrato» o «computer da tavolo integrato», un sistema desktop nel quale il computer e lo schermo funzionano come unità singola che riceve l’alimentazione CA tramite un singolo cavo. Esistono due forme di desktop integrati: 1) un prodotto in cui lo schermo e il computer sono fisicamente combinati in una singola unità; o 2) un prodotto in cui lo schermo è separato dal computer ma è collegato alla struttura principale mediante un cavo di alimentazione in corrente continua (CC). Un computer da tavolo integrato è predisposto per essere collocato stabilmente in un luogo e non per essere portatile. La destinazione d’uso principale dei computer da tavolo integrati non consiste nella visualizzazione e ricezione di segnali audiovisivi.
Ai fini del presente regolamento si definiscono le seguenti categorie di desktop integrati:
a)
desktop integrato «di categoria A», un computer da tavolo integrato che non rientra nella definizione dei desktop integrati delle categorie B, C o D;
b)
desktop integrato «di categoria B», un computer da tavolo integrato dotato di:
(i)
due nuclei fisici all’interno della CPU; e
(ii)
almeno due gigabyte (GB) di memoria di sistema;
c)
desktop integrato «di categoria C», un computer da tavolo integrato dotato di:
(i)
tre o più nuclei fisici all’interno della CPU; e
(ii)
una configurazione con almeno una delle due caratteristiche seguenti:
—
almeno due gigabyte (GB) di memoria di sistema, e/o
—
una scheda grafica discreta (dGfx);
d)
desktop integrato «di categoria D», un computer da tavolo integrato dotato di:
(i)
almeno quattro nuclei fisici all’interno della CPU; e
(ii)
una configurazione con almeno una delle due caratteristiche seguenti:
—
almeno quattro gigabyte (GB) di memoria di sistema, e/o
—
una scheda grafica discreta (dGfx) che rientri nella classe G3 (con larghezza di dati del frame buffer > 128-bit), G4, G5, G6 o G7;
7)
«notebook» o «computer portatile», computer progettato specificatamente come apparecchiatura portatile e per funzionare per lunghi periodi con o senza connessione diretta a una fonte di alimentazione AC. I notebook sono dotati di schermo integrato, con una diagonale visibile dello schermo di almeno 22,86 cm (9 pollici), e sono in grado di funzionare mediante una batteria integrata o un’altra fonte di alimentazione portatile.
I notebook, inoltre, comprendono i seguenti sottotipi:
a)
«tablet», un tipo di computer portatile collegato sia ad uno schermo tattile che a una tastiera fisica;
b)
«slate», un tipo di computer portatile dotato di uno schermo tattile integrato, ma privo di una tastiera fisica permanente;
c)
«mobile thin client», un computer portatile la cui funzionalità primaria dipende da una connessione a risorse informatiche remote (ad esempio un server o un terminal remoto) e che non dispone di supporti di stoccaggio a rotazione integrati.
Ai fini del presente regolamento si definiscono le seguenti categorie di notebook:
a)
notebook «di categoria A», un computer portatile che non rientra nella definizione dei notebook delle categorie B o C;
b)
notebook «di categoria B», un computer portatile dotato di almeno una scheda grafica discreta (dGfx);
c)
notebook di «categoria C», un computer portatile dotato almeno delle seguenti caratteristiche:
a)
almeno due nuclei fisici all’interno della CPU;
b)
almeno due gigabyte (GB) di memoria di sistema;
c)
una scheda grafica discreta (dGfx) che rientri nella classe G3 (con larghezza di dati del frame buffer > 128-bit), G4, G5, G6 o G7.
I prodotti che rientrano nella definizione di notebook, ma che allo stato inattivo (idle state) hanno un consumo energetico inferiore a 6 W non sono considerati notebook ai fini del presente regolamento;
8)
«desktop thin client», un computer la cui funzionalità primaria dipende da una connessione a risorse informatiche remote (ad esempio un server o un terminal remoto) e che non dispone di supporti di stoccaggio a rotazione integrati. L’unità principale di un desktop thin client deve essere progettata per essere collocata in una posizione permanente (per esempio su una scrivania) e non per essere trasportata. I desktop thin client possono trasmettere informazioni sia a uno schermo esterno o, se parte del prodotto, a uno schermo integrato;
9)
«stazione di lavoro», un computer monoutente ad elevate prestazioni, generalmente utilizzato per applicazioni di grafica, CAD (computer aided design), per lo sviluppo di software o per applicazioni finanziarie e scientifiche oltre che per altre funzionalità ad elevata intensità di calcolo, e che presenta le seguenti caratteristiche:
a)
ha un tempo medio tra due guasti (MTBF) di almeno 15 000 ore;
b)
ha un codice autocorrettore (EEC) e/o una memoria tampone;
c)
possiede tre delle cinque caratteristiche seguenti:
1)
dispone di un’alimentazione supplementare per grafica di elevata qualità (ossia un sistema di alimentazione supplementare PCI-E 6-pin con potenza 12 V);
2)
il sistema deve essere collegato alla scheda madre con slot superiori a PCI-E x4 in aggiunta allo/agli slot grafico/i e/o al supporto PCI-X;
3)
non deve supportare la grafica UMA (uniform memory access);
4)
deve includere cinque o più slot PCI, PCI-E o PCI-X;
5)
deve essere in grado di fornire un supporto multiprocessore per due o più CPU (deve supportare fisicamente pacchetti/socket di CPU separati, ossia non avere un supporto per una CPU singolo multicore);
10)
«stazione di lavoro mobile», un computer monoutente ad elevate prestazioni, generalmente utilizzato per applicazioni di grafica, CAD (computer aided design), per lo sviluppo di software o per applicazioni finanziarie e scientifiche oltre che per altre funzionalità ad elevata intensità di calcolo, esclusi i videogiochi, e che è progettato specificatamente come apparecchiatura portatile e per funzionare per lunghi periodi con o senza connessioni dirette a fonti di alimentazione AC. Tali dispositivi dispongono di uno schermo integrato e sono in grado di funzionare con una batteria integrata o altre fonti di energia portatili. La maggior parte delle stazioni di lavoro mobili utilizza una fonte di alimentazione esterna ed è dotata di tastiera e dispositivo di puntamento integrati.
Una stazione di lavoro portatile presenta le seguenti caratteristiche:
a)
ha un tempo medio tra due guasti (MTBF) di almeno 13 000 ore;
b)
è dotata di almeno una scheda grafica discreta (dGfx) che rientri nella classe G3 (con larghezza di dati del frame buffer > 128-bit), G4, G5, G6 o G7;
c)
supporta l’inserimento di tre o più dispositivi di memorizzazione interni;
d)
supporta almeno 32GB di memoria di sistema;
11)
«server di piccole dimensioni», un tipo di computer che normalmente utilizza componenti desktop in un computer desktop, ma è fondamentalmente progettato per servire da host per altri computer e per eseguire funzioni quali la fornitura di servizi nel contesto di un’infrastruttura di rete e hosting di dati/media; un server di piccole dimensioni presenta le seguenti caratteristiche:
a)
è progettato come impianto a piedistallo, a torre o di altro tipo simile a quello di un desktop in modo tale che tutte le attività di elaborazione dati, archiviazione e interfaccia di rete siano contenute in un unico contenitore;
b)
è progettato per essere operativo 24 ore al giorno, 7 giorni alla settimana;
c)
è essenzialmente progettato per operare in situazioni di multi-uso simultaneo, al servizio di vari utenti mediante unità client collegate in rete;
d)
quando viene immesso sul mercato con un sistema operativo, tale sistema operativo è progettato per applicazioni server destinate a uso domestico o di bassa gamma;
e)
non viene commercializzato con una scheda grafica discreta (dGfx) che non rientri nella classe G1;
12)
«sistema e componenti blade», un sistema costituito da un alloggiamento («blade chassis») in cui vengono inseriti vari tipi di unità di memoria blade e i server. L’alloggiamento fornisce le risorse condivise da cui dipendono i server e la memoria. I sistemi blade sono progettati come soluzione scalabile per contenere molteplici server e unità di memoria in un unico involucro e per consentire ai tecnici di aggiungere o sostituire facilmente durante il funzionamento (hot-swap) le unità di memoria (blade), ad esempio i blade server;
13)
«server appliance», un server informatico dotato di un sistema operativo pre-installato e di un software applicativo utilizzato per svolgere una funzione specifica o una serie di funzioni strettamente collegate. Un server appliance fornisce servizi tramite una o più reti ed è generalmente gestito attraverso un’interfaccia web o a linee di comando. Le configurazioni hardware e software per i server appliance sono personalizzate dal venditore per svolgere un compito specifico, comprese le funzionalità di rete o di stoccaggio, e non sono pensate per eseguire software fornito dall’utente;
14)
«server multinodo», un sistema costituito da un alloggiamento in cui vengono inseriti due o più server informatici indipendenti (o nodi), che condividono uno o più alimentatori. La potenza combinata per tutti i nodi viene distribuita attraverso l’alimentatore/gli alimentatori condiviso/i. Un server multinodo è progettato e costruito come un unico apparecchio e non è pensato per essere collegato a caldo (hot-swappable);
15)
«server a doppio nodo», una comune configurazione di un server multinodo che consiste in due nodi server;
16)
«server informatico con più di quattro socket per processori», un server informatico contenente più di quattro interfacce progettate per l’installazione di un processore;
17)
«console per videogiochi», un dispositivo autonomo alimentato dalla rete elettrica concepito principalmente per giocare con i videogiochi. Una console per videogiochi è generalmente progettata per la trasmissione di dati su un display esterno che costituisce il principale schermo di gioco. Le console per videogiochi in genere comprendono una CPU, una memoria di sistema e una o più unità di elaborazione grafica (GPU), e possono contenere dischi rigidi o altri supporti interni di memorizzazione e lettori ottici. Solitamente, al posto di tastiera o mouse esterni, le console per videogiochi utilizzano dispositivi di comando manuali o altri dispositivi di comando interattivi per l’immissione dei dati. Le console per videogiochi, generalmente, non includono i sistemi operativi tipici dei personal computer ma utilizzano invece sistemi operativi sviluppati appositamente per questo tipo di apparecchi. I dispositivi di gioco palmari, con un display integrato che costituisce il principale schermo di gioco, e che funzionano principalmente grazie a una batteria integrata o a un’altra fonte di alimentazione portatile piuttosto che tramite una connessione diretta a una fonte di alimentazione CA, sono anch’essi considerati un tipo di console per videogiochi;
18)
«docking station», un prodotto autonomo progettato per essere connesso a un computer, con la finalità di eseguire determinate funzioni quali l’espansione della connettività o il consolidamento dei collegamenti ai dispositivi periferici. Le docking station possono anche facilitare la ricarica delle batterie interne nel computer connesso;
19)
«unità di elaborazione centrale (CPU)», una componente del computer adibita all’interpretazione e all’esecuzione di istruzioni. Le CPU possono contenere uno o più processori fisici denominati «unità di esecuzione», che sono appunto processori presenti fisicamente. Ulteriori processori «virtuali» o «logici» derivati da una o più unità di esecuzione non sono nuclei fisici. Un unico pacchetto del processore che occupa un singolo socket fisico nella CPU può contenere più di un’unità di esecuzione. Il numero totale di unità di esecuzione nella CPU è rappresentato dalla somma delle unità di esecuzione fornite dai dispositivi collegati a tutti i socket fisici della CPU;
20)
«scheda grafica discreta» (dGfx), una componente interna discreta contenente uno o più unità di elaborazione grafica (GPU) con un’interfaccia di controllo della memoria locale e una memoria locale specifica per la grafica. Rientra in una delle seguenti categorie:
a)
G1 (FB_BW ≤ 16);
b)
G2 (16< FB_BW ≤ 32);
c)
G3 (32 <FB_BW ≤ 64);
d)
G4 (64 <FB_BW ≤ 96);
e)
G5 (96 <FB_BW ≤ 128);
f)
G6 [FB_BW > 128 (con una larghezza di dati FB < 192-bit)];
g)
G7 [FB_BW > 128 (con una larghezza di dati FB ≥ 192-bit)];
«larghezza di banda del buffer di frame» (FB_BW), la quantità di dati processati al secondo da tutte le GPU su una dGfx, calcolata secondo la seguente formula:
in cui:
a)
la larghezza di banda del frame buffer è espressa in gigabyte al secondo (GB/s);
b)
la velocità di trasmissione dei dati è la frequenza effettiva dei dati di memoria espressa in MHz;
c)
la larghezza dei dati si riferisce al frame buffer della memoria, espressa in bit;
d)
la cifra «8» converte il calcolo in byte;
e)
la divisione per 1 000 converte i megabyte in gigabyte;
21)
«memoria interna», una componente interna al computer che consente la memorizzazione non volatile dei dati;
22)
«tipo di prodotto», desktop, desktop integrato, computer portatile, desktop thin client, stazione di lavoro, stazione di lavoro mobile, server di piccole dimensioni, server informatico, sistema e componenti blade, server multinodo, server appliance, console per videogiochi, docking station, alimentatore interno o alimentatore esterno.
23)
«modalità sospensione dello schermo», la modalità di consumo energetico a cui passa uno schermo a seguito della ricezione di un segnale proveniente da un dispositivo collegato o di uno stimolo interno (ad esempio un timer o un sensore di presenza). Lo schermo può passare in questa modalità anche a seguito di un segnale inviato dall’utente. Il prodotto deve riattivarsi al ricevimento di un segnale proveniente da un dispositivo collegato, una rete, un controllo a distanza e/o uno stimolo interno. Quando il prodotto si trova in questa modalità non produce immagini visibili: possibili eccezioni sono le funzioni protettive o dirette all’utente come informazioni sul prodotto, indicazione della modalità o funzioni basate su sensori.
Ai fini degli allegati, ulteriori definizioni figurano nell’allegato I.
Storico versioni
Questo articolo non ha mai subito modificazioni dalla sua pubblicazione.
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