Art. 41

In vigore dal 16 dic 1999
Il presente regolamento entra in vigore il 1o gennaio 2000. Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri. Fatto a Bruxelles, il 16 dicembre 1999. Per la Commissione Franz FISCHLER Membro della Commissione (1) GU L 160 del 26.6.1999, pag. 48. (2) GU L 148 del 28.6.1968, pag. 13. (3) GU L 206 del 16.8.1996, pag. 21. (4) GU L 78 del 20.3.1987, pag. 10. (5) GU L 150 del 15.6.1991, pag. 26. (6) GU L 261 del 25.9.1976, pag. 12. (7) GU L 260 del 23.9.1997, pag. 8. (8) GU L 144 del 4.6.1987, pag. 12. (9) GU L 174 del 26.7.1995, pag. 27. (10) GU L 146 del 6.6.1987, pag. 27. (11) GU L 16 del 21.1.1999, pag. 19. (12) GU L 46 dell'1.3.1995, pag. 1. (13) GU L 48 del 24.2.1999, pag. 3. (14) GU L 268 del 14.9.1992, pag. 1. (15) GU L 205 del 3.8.1985, pag. 5. (16) GU L 350 del 14.12.1990, pag. 43. (17) GU L 288 del 9.11.1996, pag. 6. (18) GU L 62 del 7.3.1980, pag. 5. (19) GU L 164 del 30.6.1999, pag. 10. ALLEGATO I ESIGENZE DI COMPOSIZIONE CARATTERISTICHE DI QUALITÀ E METODI D'ANALISI >SPAZIO PER TABELLA> ALLEGATO II METODO DI RIFERIMENTO PER LA RILEVAZIONE DI GRASSI ESTRANEI NEL GRASSO DEL LATTE MEDIANTE ANALISI CROMATOGRAFICA DEI TRIGLICERIDI - REVISIONE 1 1. Scopo e campo di applicazione La presente norma stabilisce un metodo per la rilevazione di grassi estranei, sia vegetali che animali come sego e lardo, nel grasso di latte e di prodotti lattiero-caseari con l'utilizzo dell'analisi gascromatografica dei trigliceridi. Mediante l'uso di formule trigliceridiche definite, i grassi vegetali e animali vengono rivelati qualitativamente e quantitativamente nel grasso di latte puro, indipendentemente dalle condizioni di alimentazione o lattazione. Nota 1: Benché l'acido butirrico (C 4), che è presente esclusivamente nel grasso di latte, permetta stime quantitative di quantità da piccole a medie di grasso di latte in grassi vegetali, difficilmente è possibile ottenere informazioni qualitative e quantitative per aggiunte fino ad almeno il 20 % (in peso) di grassi estranei al grasso di latte puro a causa delle ampie variazioni del C 4, che oscilla aprossimativamente tra il 3,5 e il 4,5 % (in peso). Nota 2: Risultati quantitativi possono venire ottenuti praticamente solo mediante l'analisi dei trigliceridi perché il contenuto di steroli nei grassi vegetali varia in funzione delle condizioni di produzione e di trattamento. 2. Definizione Per grassi estranei nel grasso di latte si intendono, ai fini della presente norma, tutti i grassi vegetali e animali, escluso il grasso di latte. 3. Principo del metodo Dopo estrazione del grasso di latte, viene preparata una soluzione madre. Su questa soluzione, vengono determinati i trigliceridi (secondo il numero di atomi di carbonio) per via gascromatografica su colonne impaccate. Inserendo la percentuale in peso delle molecole di grasso di differenti dimensioni (C 24-C 54 - solo numeri pari) nella formula dei trigliceridi, i grassi estranei vengono rilevati qualitativamente o determinati quantitativamente. Nota: Osservando la valutazione qui descritta, è possibile utilizzare la gascromatografia capillare purché venga garantito l'ottenimento di risultati equivalenti(1). 4. Reagenti Usare prodotti chimici per analisi. 4.1. Gas di trasporto: azoto, purezza >= 99,996 %. 4.2. Trigliceridi standard(2), saturi, nonché colesterolo per la standardizzazione di un grasso di latte standard secondo la sezione 6.5.4. 4.3. Metanolo anidro. 4.4. n-Esano. 4.5. n-Eptano. 4.6. Toluene. 4.7. Soluzione di dimetilclorosilano: 50 ml di dimetilclorosilano vengono sciolti in 283 ml di toluene. 4.8. Gas combustibile: idrogeno e aria sintetica. 4.9. Fase stazionaria, OV-I al 3 % su Gas ChromQ(3) da 125/150 μm (100/120 mesh). 4.10. Soluzione di burro di cacao al 10 %. 5. Strumenti Normali apparecchiature da laboratorio, in particolare le seguenti: 5.1. Gascromatografo ad alta temperatura adatto per temperature almeno da 400 a 450 °C, equipaggiato con un rivelatore a ionizzazione di fiamma (FID) e controllare di flusso a massa costante per il gas di trasporto. Gas di combustione: 30 ml/min di H2, 270 ml/min di aria sintetica. Data la notevole portata del gas di trasporto, l'ugello della fiamma dovrebbe essere particolarmente ampio. Nota: A motivo delle elevate temperature che si presentano durante l'analisi dei trigliceridi, gli inserti di vetro del FID o del sistema iniettore devono venire puliti frequentemente. Il gascromatografo deve essere equipaggiato di setti resistenti alle alte temperature che possano venire utilizzati frequentemente e presentino in generale un livello di cessione bassissimo. Nota: Sono adatti setti Chromblue (r) (Chrompack). I setti devono venire sostituiti a intervalli regolari, per esempio dopo circa 100 iniezioni oppure appena la risoluzione comincia a deteriorarsi (vedi figura 4). 5.2. Colonna cromatografica Colonna di vetro a U (diametro interno 2 mm, lunghezza 500 mm), preventivamente silanizzata (vedi sezione 6.1) con dimetilclorosilano allo scopo di disattivare la superficie di vetro. Nota: Sono adatte anche colonne impaccate leggeremente più lunghe (lunghezza 800-2000 mm). Con queste colonne è possibile ottenere una riproducibilità dei risultati leggermente migliore. D'altra parte, la fase stazionaria presenta talvolta fratture dopo l'uso che a loro volta possono portare a peggiori risultati quantitativi. Inoltre, facilmente la fiamma del FID si spegne in conseguenza della portata del gas di trasporto estremamente elevata necessaria, da 75 a 85 ml/min. 5.3. Apparecchiatura per il riempimento della colonna (vedi figura 1) Figura 1: Riempimento della colonna >PIC FILE= "L_1999333IT.002401.EPS"> 5.3.1. Colonna di plastica con tappi terminali a vite provvista di una tacca indicante il livello di riempimento per la quantità richiesta di fase stazionaria. 5.3.2. Setaccio (maglia da circa 100 μm) con tappo a vite adatto per la chiusura della colonna di vetro secondo la figura 1. 5.3.3. Lana di vetro silanizzata disattivata. 5.3.4. Vibratore per distribuire in modo uniforme la fase stazionaria durante il riempimento. 5.4. Colonna Extrelut(4) da 1 a 3 ml con gel di silice. Questa colonna può venire utilizzata in via alternativa per l'estrazione, allo scopo di ottenere il grasso di latte. 5.5. Guarnizione di grafite da 6,4 mm (l/4") con foro da 6 mm. 5.6. Dispositivi per la silanizzazione della superficie di vetro della colonna secondo la sezione 6.1. 5.6.1. Bottiglia di Woulff. 5.6.2. Pompa di aspirazione ad acqua. 5.7. Bagnomaria regolabile su (50 +- 2) °C. 5.8. Stufa regolabile su (50 +- 2) °C e (100 +- 2) °C. 5.9. Pipetta con graduazione in microlitri. 5.10. Pipetta graduata da 5 ml per il dosaggio di 1,5 ml di metanolo. 5.11. Pallone a fondo rotondo da 50 ml. 5.12. Beuta, volume nominale 50 ml. 5.13. Imbuto. 5.14. Filtro a pori fini. 5.15. Evaporatore rotante. 5.16. Fiale, volume nominale 1 ml, sigillabili con un tappo d'alluminio, con setto all'interno. 5.17. Siringa di iniezione, lo stantuffo della siringa usata non deve raggiungere la punta dell'ago. Nota: Tali siringhe permettono di ottenere una migliore riproducibilità dei risultati. Allo scopo di evitare il deterioramento del setto, la punta dell'ago deve essere controllata a intervalli regolari (per esempio con uno stereomicroscopio). 6. Procedura 6.1. Preparazione della colonna (silanizzazione): Dopo avere collegato la bottiglia di Woulff, come mostrato nella figura 2, con la pompa di aspirazione ad acqua, il tubo 2 viene immerso nella soluzione secondo la sezione 4.7. Chiudendo il rubinetto, la colonna viene riempita; successivamente i 2 tubi vengono rimossi. Figura 2: apparecchiatura per la silanizzazione >PIC FILE= "L_1999333IT.002501.EPS"> La colonna viene fissata su uno stativo e riempita completamente con la soluzione di dimetilclorosilano mediante una pipetta. Dopo 20-30 minuti, la bottiglia Woulff viene sostituita con una beuta per filtrazione e la colonna viene svuotata collegandola alla pompa di aspirazione ad acqua (vedi figura 3). 6.2. Riempimento della colonna: Questa operazione è seguita da risciacqui successivi con 75 ml di toluene e 50 ml di metanolo; la colonna vuotata viene poi essiccata nell'essiccatore a 100 °C per circa 30 minuti. Figura 3: Apparecchiatura per il risciacquo >PIC FILE= "L_1999333IT.002601.EPS"> Per il riempimento della colonna, si utilizza il dispositivo rappresentato nella figura 1. La fase stazionaria di cui al punto 4.9 viene introdotta nella colonna di plastica fino alla tacca. L'estremità inferiore della colonna di vetro da riempire viene chiusa con un tappo della lunghezza di circa 1 cm di lana di vetro preventivamente silanizzata, che viene pressata dentro con un'asta di acciaio. Poi l'estremità della colonna viene chiusa con il setaccio descritto in 5.3.2. La colonna viene riempita sotto pressione (3 bar di N2) con la fase stazionaria. Per ottenere un riempimento uniforme, continuo e compatto, durante il riempimento muovere un vibratore su e giù lungo la colonna di vetro. Dopo il riempimento, un tappo compatto di lana di vetro silanizzata viene premuto nell'altra estremità della colonna riempita, le estremità sporgenti vengono tagliate via e il tappo viene pressato nella colonna per qualche millimetro con una spatola. 6.3. Preparazione dei campioni: Per la preparazione dei campioni si usa uno dei seguenti tre metodi: 6.3.1. Isolamento del grasso di latte dal burro. Fondere 5-10 g di burro in un recipiente adatto in un bagnomaria secondo la sezione 5.7 a 50 °C. Riscaldare a 50 °C una beuta da 50 ml e un imbuto con inserito un filtro secondo la sezione 5.14, nel vano di riscaldamento. Filtrare lo strato di grasso del campione di burro fuso utilizzando il dispositivo preriscaldato. Questo grasso di latte è pressoché esente da fosfolipidi. 6.3.2. Estrazione della frazione grassa con il metodo di Röse-Gottlieb. L'estrazione viene effettuata secondo la norma IDF 1C: 1987, 16C: 1987, 116A: 1987 o 22 B: 1987. Con un tale grasso di latte, i fosfolipidi permettono di ottenere un picco del colesterolo aumentato approssimativamente dello 0,1 %. Lo spettro dei trigliceridi standardizzato a 100 sul colesterolo ne risulta influenzato solo in misura trascurabile. 6.3.3. Estrazione dal latte con l'utilizzo di colonne a gel di silice. Un campione di latte da 0,7 ml termostato a 20 °C viene applicato ad una colonna Extrelut da 1 a 3 ml con una micropipetta secondo la sezione 5.9 e lasciato distribuire in maniera uniforme sul gel di silice per circa 5 minuti. Per denaturare i complessi proteo-lipidici, aggiungere 1,5 ml di metanolo con una pipetta. Successivamente il campione viene estratto con 20 ml di n-esano. L'n-esano viene aggiunto lentamente in piccole quantità e il solvente drenato viene raccolto in un pallone a fondo rotondo da 50 ml preventivamente essiccato a peso costante noto. Dopo l'estrazione drenare la colonna fino a quando è vuota. Allontanare dall'eluato i solventi per distillazione su un evaporatore rotante ad una temperatura del bagnomaria da 40 a 50 °C. Essiccare il pallone e determinare la resa di grasso mediante pesata. Nota: I metodi di estrazione dei grassi secondo Gerber, Weibull-Berntrop, Schmid-Bondzynski-Ratzlaff o l'isolamento del grasso di latte con l'utilizzo di detergenti (metodo BDI) non sono adatti per l'analisi dei trigliceridi perché con questi metodi quantità più o meno grandi di gliceridi parziali o fosfolipidi possono passare nella fase grassa. 6.4. Preparazione della soluzione campione. Per la gascromatografia, si usa una soluzione al 5 % del grasso in n-eptano ottenuta secondo la sezione 6.3. Per la preparazione di questa soluzione campione, pesare le quantità corrispondenti del materiale campione ottenuto secondo le sezioni 6.3.1 e 6.3.2 e scioglierle in quantità corrispondenti di n-eptano. Con la preparazione del campione secondo la sezione 6.3.3, calcolare la quantità di n-eptano da aggiungere al campione nel pallone sulla base della pesata e sciogliere in esso il residuo. Introdurre circa 1 ml della soluzione campione in una fiala secondo la sezione 5.16. 6.5. Determinazione cromatografica dei trigliceridi. Con le temperature elevate (fino a 350 °C) usate per l'eluizione dei trigliceridi a catena lunga C52 - C56, si verifica sovente un innalzamento della linea di base, in particolare se le colonne non sono state adeguatamente condizionate all'inizio. Questo innalzamento della linea di base ad alte temperature può venire completamente evitato combinando due colonne o mediante sottrazione della linea di base. Operando con il sistema di compensazione oppure con colonne singole, come pure per gli inserti di vetro nell'iniettore e nel rivelatore, si devono usare le guarnizioni di grafite secondo la sezione 5.5. 6.5.1. Correzione della linea di base. Per evitare che la linea di base si alzi si usa uno dei seguenti quattro metodi: 6.5.1.1. Combinazione di colonne. Si usano 2 colonne impaccate nella modalità di compensazione. 6.5.1.2. Correzione della linea di base mediante il gascromatografo. Mediante una prova di funzionamento del gascromatografo senza iniezione della soluzione di grassi e successiva sottrazione della linea di base registrata, è possibile eliminare l'innalzamento della linea di base. 6.5.1.3. Correzione della linea di base tramite software di integrazione. Mediante una prova di funzionamento del sistema di integrazione senza iniezione della soluzione di grasso e successiva sottrazione della linea di base registrata, è possibile eliminare l'innalzamento della linea di base. 6.5.1.4. Correzione della linea di base mediante adeguato condizionamento. Con un adeguato condizionamento iniziale della colonna e approssimativamente 20 iniezioni di soluzioni di grasso di latte, l'aumento della linea di base ad alte temperature è generalmente così basso che non sono necessarie correzioni della linea di base. 6.5.2. Tecnica di iniezione. Allo scopo di evitare effetti di discriminazione, si applica la tecnica di iniezione a caldo per ottenere risultati quantitativi migliori con i componenti trigliceridici alto-bollenti. In questa tecnica, la soluzione di grasso viene aspirata in una siringa e l'ago freddo della siringa viene riscaldato per circa 3 secondi nella testa dell'iniettore prima dell'iniezione. Poi il contenuto della siringa viene iniettato rapidamente. Nota: Con questa tecnica di iniezione, si riduce il rischio di fenomeni di frazionamento all'interno della siringa o di arresto dell'iniezione. Non si applica l'iniezione diretta "in colonna" nella parte superiore estesa riscaldata della colonna perché i frammenti del setto che vi si accumulano nonché i contaminanti possono venire facilmente eliminati con la tecnica utilizzata cambiando con regolarità l'inserto dell'iniettore senza smontare la colonna. Evitare assolutamente che la punta dell'ago si pieghi a contatto con il fondo del beaker del campione (tale piegatura è difficilmente visibile a occhio nudo) per non danneggiare il setto. Figura 4: Cromatogramma dei trigliceridi di un campione di grasso di latte >PIC FILE= "L_1999333IT.002801.EPS"> 6.5.3. Condizionamento di una colonna impaccata. Durante gli stadi da a) a c), l'estremità della colonna non è collegata al rivelatore allo scopo di evitare contaminazioni. Le colonne riempite secondo la sezione 6.2 vengono condizionate come segue: a) 15 minuti a 40 ml/min N2 a 50 °C; b) riscaldamento a 1 K/min fino a 355 °C a 10 ml N2/min; c) mantenimento per 12-15 ore a 355 °C; d) 2 iniezioni di 1μl della soluzione di burro di cacao di cui alla sezione 4.10 e rispettivo programma di temperatura; e) 20 iniezioni di 0,5 μl di soluzione di grasso di latte per 2-3 giorni, secondo la sezione 6.4. Nota: Il burro di cacao è costituito pressoché esclusivamente da trigliceridi alto-bollenti C50-C56. L'iniezione di burro di cacao serve ad un condizionamento speciale in questo intervallo di catene lunghe. Con i trigliceridi altobollenti da C50 a C54, possono in parte aversi fattori di risposta fino a circa 1,20. Normalmente, con iniezioni ripetute di una soluzione di grasso di latte ci si deve attendere una riduzione dei fattori di risposta, inizialmente elevati, per C50-C54. Con trigliceridi con un basso numero di carboni acilici, i fattori si avvicinano ad 1. Preparare tre coppie, rispettivamente, delle colonne riempite secondo la sezione 6.2. Le coppie condizionate vengono controllate, rispettivamente, con un'analisi del grasso di latte per la prova di routine. Verrà utilizzata la coppia che fornisce i migliori risultati quantitativi (fattori di risposta pressoché uguali a 1). Con fattori di risposta maggiori di 1,20, la colonna non deve essere utilizzata. 6.5.4. Taratura. Per la taratura, determinare i fattori di riposta dei trigliceridi corrispondenti, nonché del colesterolo di un grasso di latte (grasso standardizzato) utilizzando i trigliceridi standardizzati (almeno i trigliceridi saturi C24, C30, C36, C42, C48 e C54 e il colesterolo; preferibilmente anche con C50 e C52). Fattori di risposta intermedi possono venire trovati mediante interpolazione matematica. Utilizzando il grasso standardizzato, eseguire da 2 a 3 tarature ogni giorno. Se si ottengono risultati pressoché identici, i risultati quantitativi dell'analisi dei trigliceridi dei campioni avranno una buona riproducibilità. Il grasso di latte standardizzato ha una conservabilità di parecchi mesi ad una temperatura di conservazione non superiore a -18 °C e può pertanto venire utilizzato come standard. 6.5.5. Programma di temperatura, gas di trasporto e altre condizioni per l'analisi dei trigliceridi. Programma di temperatura: temperatura iniziale della colonna 210 °C, mantenuta per 1 minuto, poi programma a 6 °C/min fino a 350 °C e mantenimento della temperatura finale per 5 minuti. Temperatura del rivelatore e dell'iniettore: 370 °C. Nota: Le temperature del rivelatore, dell'iniettore e del forno (temperatura iniziale) devono venire mantenute a livello costante (anche durante la notte, i fine settimana e le vacanze). Gas di trasporto: azoto, portata 40 ml/min. Nota: Se si utilizzano colonne da 80 cm, la portata deve essere di almeno 75 ml/min N2. Il flusso di gas di trasporto deve venire mantenuto costante (anche durante la notte, durante i fine settimana e le vacanze). La portata esatta del gas di trasporto dovrebbe essere regolata in modo che, indipendentemente dalla lunghezza della colonna, C54 venga eluito a 341 °C. Duranta dell'analisi: 29,3 minuti. Volume di iniezione: 0,5 μl. Nota: La siringa deve venire risciacquata diverse volte con eptano puro dopo ogni iniezione. Condizioni del FID: secondo la sezione 5.1. Nota: Accendere il rivelatore a ionizzazione di fiamma all'inizio di ogni giorno di lavoro. 7. Integrazione, valutazione e controllo delle condizioni di misura I trigliceridi con numero dispari C acilici (2n + 1) sono combinati con il trigliceride a numero pari precedente (2n). Non si tiene conto del basso contenuto di C56, meno riproducibile. I trigliceridi rimanenti (area dei picchi) nel cromatogramma, incluso il colesterolo (picco in prossimità di C24) vengono moltiplicati per i rispettivi fattori di risposta del grasso standard (ultima taratura) e normalizzati tutti insieme a 100. Oltre al colesterolo libero, vengono così valutati i trigliceridi C24, C26, C28, C30, C32, C34, C36, C38, C40, C42, C44, C46, C48, C50, C52 e C54. I risultati vengono forniti in % in peso (g/100 g). La valutazione dei picchi del cromatogramma deve essere effettuata con un integratore con il quale sia possibile tracciare la linea di base. Deve essere possibile operare la reintegrazione con parametri di integrazione ottimizzati. Le figure 5 e 6 presentano due esempi di cromatogrammi dei trigliceridi. La figura 5 mostra un cromatogramma che può venire valutato correttamente, mentre la figura 6 rappresenta un errore sporadico nell'intervallo da C50 a C54 in cui la linea di base ha un andamento scorretto in confronto con la figura 5. Tali errori tipici possono venire individuati con un elevato grado di certezza ed evitati solo mediante l'uso di un integratore con il quale venga tracciata la linea di base. Figura 5: Cromatogramma di trigliceridi facilmente valutabile di un grasso di latte con il tracciato della linea di base >PIC FILE= "L_1999333IT.003001.EPS"> Figura 6: Cromatogramma scorrettamente integrato del grasso di latte >PIC FILE= "L_1999333IT.003002.EPS"> Per il controllo delle condizioni di misura, la tabella 1 mostra i valori medi e le deviazioni standard (SD) di un tipico grasso di latte invernale per i differenti trigliceridi ottenuti da 19 analisi dello stesso grasso: Tabella 1: Composizione trigliceridica di un grasso di latte. Valori medi e SD di 19 analisi >SPAZIO PER TABELLA> Con valori della SD maggiori di quelli indicati nella tabella 1, i cromatogrammi non sono più accettabili e occorre controllare i setti o il flusso di gas. Inoltre, piccoli componenti del setto possono aver formato depositi sulla lana di vetro all'ingresso della colonna oppure la colonna non è più adatta per l'uso in conseguenza di invecchiamento, influenza della temperatura e così via (vedi figura 3). 8. Rilevazione qualitativa di grassi estranei Per la rilevazione dei grassi estranei, sono state sviluppate delle formule dei trigliceridi (tabella 2) con limiti S (tabella 3) in cui i valori di S dei grassi di latte puri possono fluttuare. Se si superano questi limiti, si può supporre la presenza di un grasso estraneo. La formula più sensibile per la rilevazione dell'aggiunta di lardo è per esempio: >SPAZIO PER TABELLA> Nota: Utilizzando 755 differenti campioni di grasso di latte, è stato calcolato un intervallo di confidenza al 99 % di S = 97,96 - 102,04 per campioni di grasso di latte puro con una deviazione standard SD = 0,39897 per tutti i valori di S. Partendo dalla composizione trigliceridica di un campione di grasso sconosciuto, tale formula permette di verificare, senza l'utilizzo di un computer e in maniera semplice, se la somma dei contenuti di trigliceridi qui definita con i fattori corrispondenti ricada al di fuori dell'intervallo 97,96 - 102,04 e che pertanto molto probabilmente siano stati aggiunti grassi estranei. Per la rilevazione di differenti grassi estranei, la tabella 2 mostra differenti formule trigliceridiche. Per la rilevazione dei grassi estranei olio di soia, olio di girasole, olio di oliva, olio di ravizzone, olio di semi di lino, olio di germi di frumento, olio di germi di mais, olio di semi di cotone e olio di pesce idrogenato, dei grassi vegetali di cocco e di palmisto e anche dell'olio di palma e il sego è possibile utilizzare rispettivamente una formula comune. Poiché la composizione trigliceridica dei grassi estranei è anch'essa soggetta a fluttuazioni, sono stati utilizzati fino a quattro differenti dati sperimentali di trigliceridi di grassi estranei dello stesso tipo [con gli stessi tipi di grasso estraneo, è stato rispettivamente considerato il limite meno favorevole (vedi tabella 4)]. Con la seguente "formula totale" è possibile ottenere risultati anch'essi buoni per tutti i grassi estranei: >RIFERIMENTO A UN GRAFICO> Calcoli per la rilevazione di qualsiasi combinazione di grassi estranei nel grasso di latte hanno mostrato che, anche se con la formula per il lardo fornita in tabella 2 il limite per questo grasso estraneo è basso (2,7 %), altri grassi, come il grasso di cocco, l'olio di palpa o il grasso di palmisto, che hanno limiti di rilevazione del 26,8 12,5 e 19,3 %, rispettivamente, con questa formula possono venire rilevati solo se al grasso di latte ne sono state aggiunte quantità estremamente elevate. Questo vale anche per le altre formule della tabella 2. Tabella 2: Formule trigliceridiche per la rilevazione di vari grassi estranei nel grasso di latte, con l'indicazione delle deviazioni standard SD per S Formula per gli oli di soia, girasole, oliva, ravizzone, semi di lino, germe di grano, germe di granturco, semi di cotone e olio di pesce >RIFERIMENTO A UN GRAFICO> Formula per il grasso di cocco e di palmisto >RIFERIMENTO A UN GRAFICO> Formula per l'olio di palma e il sego >RIFERIMENTO A UN GRAFICO> Formula per il lardo >RIFERIMENTO A UN GRAFICO> Pertanto, allo scopo di controllare un campione di grasso sconosciuto occorre usare tutte le formule presentate nella tabella 2 e la formula totale (2), se è probabile che il campione sia una miscela di grasso di latte e di uno dei 14 differenti grassi estranei oppure una combinazione di questi grassi estranei. Se, inserendo i trigliceridi di un campione di grasso da analizzare, si ottiene un valore di S che cade al di fuori degli intervalli della tabella 3 di solo una delle cinque formule, allora è estremamente probabile che il campione sia un grasso di latte modificato. La rilevazione di un grasso estraneo nel grasso di latte mediante una delle quattro formule presentate nella tabella 2 non permette di trarre conclusioni sul tipo di grasso estraneo aggiunto. Tabella 3: Limiti di S per i grassi di latte >SPAZIO PER TABELLA> Nella tabella 4 sono presentati i limiti di rilevazione per i differenti grassi estranei con una confidenza del 99 %. La prima colonna mostra i limiti massimi di rilevazione per le migliori formule del grasso di latte della tabella 2. Nella seconda colonna sono forniti i limiti di rilevazione per la formula totale. Anche se i limiti sono alquanto più elevati, basta questa formula per rilevare quantità leggermente più elevate di grassi estranei. Con tutte le formule è possibile rilevare anche combinazioni dei differenti grassi estranei. Gli intervalli di variazione dei trigliceridi di differenti grassi estranei di un tipo non hanno un'influenza considerevole sui limiti di rilevazione. Tabella 4: Limite di rilevazione al 99 % per l'aggiunta di grasso estraneo al grasso di latte >SPAZIO PER TABELLA> 9. Determinazione quantitativa dei grassi estranei Allo scopo di ottenere informazioni quantitative riguardo la concentrazione dei grassi estranei in un campione di grasso di latte, si utilizza la formula seguente: >RIFERIMENTO A UN GRAFICO>, dove X è la quantità di grasso estraneo sconosciuto o di miscela di grassi estranei sconosciuta in un grasso di latte. S risulta dall'aggiunta di un grasso estraneo sconosciuto mediante inserimento dei trigliceridi della miscela grasso estraeno/grasso di latte nella formula trigliceridica totale vista sopra. Se viene aggiunto un grasso estraneo sconosciuto al grasso di latte, per SF si sceglie il valore medio di S dei differenti grassi estranei per la formula totale; questo valore medio di S viene ottenuto inserendo i dati dei trigliceridi dei grassi estranei puri in questa formula e calcolando un valore medio (SF = 7,46). Risultati quantitativi di buona qualità per qualsiasi aggiunta di grassi estranei vengono ottenuti anche utilizzando la formula dell'olio di palma/sego (tabella 2) e un valore medio SF = 10,57. Conoscendo i tipi di grasso estraneo, inserire i seguenti valori di SF nella formula vista sopra e scegliere la rispettiva formula del grasso estraneo dalla tabella 2: Tabella 5: Valore di SF di vari grassi estranei >SPAZIO PER TABELLA> 10. Campo di validità del metodo di rilevazione Il metodo descritto vale per latti di massa ed è basato sulla rappresentatività dei campioni di grasso di latte. Sarebbe possibile una rilevazione altamente specifica se, per un numero rappresentativo di grassi di latte, venissero derivate formule come quelle viste sopra, per differenti paesi. Possibilità di rilevazione particolarmente idonee sarebbero ottenibili se nei differenti paesi venissero definite formule come quelle descritte sopra basate su un numero rappresentativo di grassi di latte. In questo caso, senza usare complessi programmi per computer, basta applicare le combinazioni di trigliceridi usate nella tabella 2 e rideterminare i fattori utilizzando il metodo dei minimi quadrati. Applicando gli intervalli di S mostrati nella tabella 3, le formule sono in generale applicabili in condizioni particolari di alimentazione come, per esempio, sottoalimentazione o alimentazione delle mucche con lieviti o con saponi di Ca. Solo in caso di condizioni di alimentazione estreme (per esempio elevata assunzione di oli alimentari puri, elevata somministrazione di saponi di Ca combinati con grasso alimentare ecc.), le formule indicano in parte un grasso di latte modificato. Nota: I grassi di latte frazionati vengono in generale riconosciuti come grasso di latte non modificato se si assume che vi è modificazione solo quando vengono superati i limiti. Solo con grassi di latte frazionati aventi una composizione insolita, come per esempio nel caso di una frazione dura ottenuta per frazionamento con metodi fisici a temperature elevate di approssimativamente 30 °C con basse rese di pochi punti percentuali o per frazionamento con CO2 supercritica, le formule indicano una modificazione. Il frazionamento del grasso di latte può tuttavia venire rivelato utilizzando altri metodi, per esempio la calorimetria differenziale a scansione. 11. Precisione del metodo Viene determinata utilizzando grasso di latte sulla base delle formule della tabella 2 e degli intervalli di S della tabella 3. 11.1. Ripetibilità Come differenza dei valori di S di due determinazioni eseguite nell'intervallo di tempo più breve possibile da parte di un operatore che utilizza la stessa procedura e materiale campione identico nelle stesse condizioni (stessa persona, stessi strumenti/stesso dispositivo, stesso laboratorio). Tabella 6: Limiti di ripetibilità (r) per le differenti formule >SPAZIO PER TABELLA> 11.2. Riproducibilità Come differenza dei valori di S di due determinazioni eseguite da operatori in differenti laboratori, secondo la stessa procedura utilizzando materiale campione identico in differenti condizioni (differente persona, differenti strumenti) in momenti differenti. Tabella 7: Limiti di riproducibilità (R) per le differenti formule >SPAZIO PER TABELLA> 11.3. Differenza critica Con i limiti di repetibilità (r) e riproducibilità (R), è possibile calcolare le differenze critiche per tutti gli intervalli di S della tabella 3 (analisi in doppio). I rispettivi valori sono presentati nella tabella 8. Tabella 8: Differenze critiche per tutte le formule dei trigliceridi >SPAZIO PER TABELLA> 11.4. Accettabilità dei risultati Tutti i contenuti di trigliceridi C24, C26, C28-C54 nonché colesterolo, tarati e calcolati con l'arrotondamento al secondo decimale, devono essere esattamente normalizzati a 100. I risultati dell'analasi in doppio vengono utilizzati come controllo della ripetibilità. Se le differenze assolute tra due risultati di S per tutte le cinque formule dei trigliceridi non superano i limiti di ripetibilità r della tabella 6, allora è soddisfatto il requisito di ripetibilità. Per il controllo delle condizioni gascromatografiche ottimali e in particolare della qualità della colonna, si dovrebbe garantire che su dieci prove ripetitive le differenze tra i valori massimi e minimi di S in tutte le cinque formule dei trigliceridi non superiono l'intervallo x · r con x = 1,58 (per 10 prove, vedi riferimento 16) e i limiti di ripetibilità r per le differenti formule di tabella 6. 12. Norme citate >SPAZIO PER TABELLA> 13. Riferimenti bibliografici 1. Commissione delle Comunità europee: Detection of foreign fats in milk fat by means of gas chromatographic triglyceride analysis; doc. n. VI/5202/90-EN, VI/2645/91. 2. Commissione delle Comunità europee: Control of butter fat purity of 100 different samples of different feeding periods from 11 EEC countries; doc. VI/4577/93. 3. Commissione delle Comunità europee: Consideration of results from the first, second, third, fourth, fifth and sixth EEC collaborative trial: Determination of triglycerides in milk fat, doc. n. VI/2644/91, VI/8.11.91, VI/1919/92, VI/3842/92, VI/5317/92, VI/4604/93. 4. Timms, R. E.: Detection and quantification of non-milk fat in mixtures of milk and non-milk fats. Dairy Research 47 295-303 (1980). 5. Precht, D., Heine, K.: Nachweis von modifiziertem Milchfett mit der Triglyceridanalyse. 2. Fremdfettnachweis im Milchfett mit Hilfe von Triglyceridkombinationen 41 406-410 (1986). 6. Luf, W., Stock, A., Brandl, E.: Zum Nachweis von Fremdfett in Milchfett über die Trigylceridanalyse. Österr. Milchwirtsch. Wissensch. Beilage 5, 42 20-35 (1987). 7. Precht, D.: Bestimmung von pflanzlichen Fetten oder tierischen Depotfetten in Milchfett. Kieler Milchwirtsch. Forschungsber. 42 143/157 (1989). 8. Precht D.: Schnelle Extraktion von Milchfett, Kieler Milchwirtsch. Forschungsber. 42 119-128 (1990). 9. Precht, D.: Schnelle gaschromatographische Triglyceridanalyse von Milchfett. Kieler Milchwirtsch. Forschungsber. 42 139-154 (1900). 10. Precht, D.: Control of milk fat purity by gas chromatographic triglyceride analysis. Kieler Milchtwirtsch. Forschungsber. 43 (3) 219-242 (1991). 11. Precht, D.: Detection of adulterated milk fat by fatty acid and triglyceride analysis. Fat Sci. Technol. 93 538-544 (1991). 12. Precht, D.: Detection for foreign fat in milk fat. I, Qualitative detection by triacylglycerol formulae. II, Quantitative evaluation of foreign fat mixtures. Z. Lebensm. Unters. Forsch. 194 1-8, 107-114 (1992). 13. Precht, D.: Gas chromatography of triacylglycerols and other lipids on packed columns in CRC Handbook of Chromatography: Analysis of Lipids, p. 123-138, ed. K.D. Mukherjee, N. Weber, J. Scherma, CRC Press, Boca Raton (1993). 14. Precht, D., Molkentin, J.: Quantitative triglyceride analysis using short capillary columns, Chrompack News 4 16-17 (1993). 15. Molkentin, J., Precht, D.: Comparison of packed and capillary columns for quantitative gas chromatography of triglycerides in milk fat. Chromatographia 39 (5/6) 265-270 (1994). 16. Stange, K.: Angewandte Statistik, Erster Teil, Eindimensionale Probleme, Springer-Verlag, Berlin, P. 378 (1970). (1) Metodi adatti sono già stati descritti, vedi D. Precht and J. Molkentin: Quantitative triglyceride analysis using short capillary columns, Chrompack News 4, 16-17 (1993). (2) Prodotti adatti sono disponibili in commercio. (3) I marchi, per esempio Extrelut, GasChromQ, Chrompack, sono esempi di prodotti adatti ottenibili da fornitori specializzati. Queste informazioni hanno lo scopo di facilitare l'applicazione della norma da parte dell'utilizzatore e non rappresentano un requisito vincolante per il prodotto. L'indicazione in grani è stata convertita in μm nel sistema SI secondo BS 410: 1988 "British Standard Specification for test sieves". (4) Vedi nota 3 di pagina 23. ALLEGATO III VALUTAZIONE ORGANOLETTICA DEL BURRO 1. Obiettivo La presente procedura per la valutazione organolettica del burro ha lo scopo di fornire un metodo uniforme applicabile in tutti gli Stati membri. 2. Definizioni Per valutazione organolettica si intende l'esame delle caratteristiche di un prodotto mediante gli organi di senso. Per gruppo di esperti si intende un gruppo di esperti selezionati per la valutazione che, durante le operazioni di valutazione, lavorano senza comunicare fra di loro e senza influenzarsi reciprocamente. Per punteggio si intende il risultato della valutazione organolettica effettivata da parte di un gruppo di esperti ed espressa mediante l'uso di una scala numerica. Si deve usare una nomenclatura dei difetti. Per classificazione si intende una classificazione di qualità eseguita sulla base del punteggio. Documenti di controllo: documenti utilizzati per registrare i punteggi singoli per ciascuna caratteristica e la classificazione finale del prodotto. (Questo documento può venire usato anche per registrare la composizione chimica). 3. Locale di prova 3.1. Prendere opportune precauzioni perché gli assaggiatori nella camera di prova non siano influenzati da fattori esterni. 3.2. La camera di prova deve essere esente da odori estranei e facilmente pulibile. Le pareti devono essere di colore chiaro. 3.3. La camera di prova e la sua illuminazione devono essere tali da non influire sulle proprietà del prodotto da valutare. La camera deve essere equipaggiata con un'appropriata strumentazione di controllo della temperatura. 4. Selezione degli assaggiatori L'assaggiatore deve avere familiarità con i prodotti a base di burro e avere la competenza necessaria per eseguire una valutazione organolettica. La sua competenza deve essere riesaminata periodicamente (almeno una volta all'anno) da parte dell'autorità competente. 5. Requisiti del gruppo di esperti Il numero di esperti nel gruppo deve essere dispari, al minimo tre. Essi devono essere, per la maggior parte, dipendenti dell'autorità competente o persone autorizzate non occupati presso l'industria lattiero-casearia. 6. Valutazione di ciascuna caratteristica 6.1. La valutazione organolettica viene eseguita in relazione alle seguenti tre caratteristiche: aspetto, consistenza e gusto. Aspetto comprende le caratteristiche seguenti: colore, purezza visibile, sviluppo di muffe e dispersione dell'acqua. La dispersione dell'acqua è valutata conformemente alla norma FIL 112/A/1989. Consistenza comprende le caratteristiche seguenti: compattezza e spalmabilità. Per la valuazione della consistenza del burro si possono utilizzare metodi fisici. La Commissione prevede di armonizzare in futuro questi metodi. Gusto implica le caratteristiche seguenti: sapore e odore. Uno scostamento significativo dalla temperatura raccomandata impedisce una valutazione corretta della consistenza, del gusto. La temperatura è della massima importanza. 6.2. Ciascuna caratteristica deve venire valutata, dal punto di vista organolettico, separatamente. Il punteggio deve essere assegnato secondo la tabella 1. 6.3. Può essere opportuno che, prima di iniziare la valutazione, gli assaggiatori assegnino insieme un punteggio ad uno o più campioni di riferimento per quanto riguarda aspetto, consistenza e gusto, al fine di raggiungere una maggiore uniformità. 6.4. Il punteggio per l'accettazione è il seguente: >SPAZIO PER TABELLA> Quando non si raggiunge il punteggio richiesto, deve essere fornita una descrizione del difetto. Il punteggio assegnato da ciascun assaggiatore per ciascuna caratteristica deve essere registrato nel documento di controllo. Il prodotto viene accettato o scartato sulla base di una decisione a maggioranza. Casi in cui le differenze tra i punteggi individuali per ciascuna caratteristica siano più ampie di un punto non devono verificarsi frequentemente (non più di una volta su venti campioni). In caso contrario il capogruppo deve riesaminare la competenza del gruppo di assaggiatori. 7. Supervisione In generale, il capogruppo, che deve essere un funzionario dell'autorità competente e che può essere membro del gruppo di assaggiatori, sarà responsabile dell'intera procedura. Il capogruppo deve registrare i punteggi individuali per ciascuna caratteristica nel documento di controllo e certificare se il prodotto è stato accettato o scartato. 8. Campionamento e preparazione del campione 8.1. - È opportuno che l'identità dei campioni sia tenuta celata durante la valutazione allo scopo di evitare qualsiasi influenza. - Di questo si deve occupare il capogruppo prima della valutazione, in assenza degli altri membri del gruppo. 8.2. Quando la valutazione organolettica viene eseguita presso il magazzino frigorifero, il campione di burro viene prelevato mediante un campionatore per burro. Se la valutazione organolettica viene eseguita in un luogo diverso dal magazzino frigorifero, prelevare un campione di almeno 500 g. 8.3. Durante la valutazione, il burro deve avere una temperatura di 10-12 °C. Evitare assolutamente grandi scostamenti da questo intervallo. 9. Nomenclatura Fare riferimento all'allegata tabella 2. Tabella 1: Punteggio del burro >SPAZIO PER TABELLA> >SPAZIO PER TABELLA> >SPAZIO PER TABELLA> Tabella 2: Nomenclatura dei difetti del burro I. Aspetto 1. acquoso, goccioline d'acqua evidenti 2. colore non uniforme, due colori 3. striata 4. screziato, marezzato 5. chiazzato 6. separazione d'olio 7. colore eccessivo 8. poroso 9. granuloso 10. materiale estraneo 11. muffa 12. sale non disciolto II. Consistenza 14. corta, fragile, friabile 15. pastosa, untuosa, molle 16. appiccicosa 17. dura 18. molle III. Gusto e aroma 20. mancanza d'aroma, insipido 21. impuro(1) 22. gusto estraneo 23. stantio 24. sapore di formaggio, di formaggio acido 25. acido 26. sapore di lievito 27. a) sapore di cotto b) sapore di bruciato 28. sapore di muffa 29. rancido 30. oleoso, di pesce 31. sapore di sego 32. a) sapore di ossidato b) sapore metallico 33. sapore di foraggio 34. acre, amaro 35. eccessivamente salato 36. ammuffito, marcio 37. sapore di malto 38. sapore di prodotti chimici (1) Questa definizione deve venire usata il più raramente possibile e solo quando il difetto non può venire descritto in modo più accurato. ALLEGATO IV CAMPIONAMENTO PER L'ANALISI CHIMICA E MICROBIOLOGICA E PER LA VALUTAZIONE ORGANOLETTICA 1. Analisi chimica e microbiologica >SPAZIO PER TABELLA> Il campionamento per l'analisi microbiologica deve venire eseguito in condizioni asettiche. Possono venire combinati fino a 5 campioni da 100 g in modo da ottenere un unico campione che viene analizzato dopo accurata miscelazione. I campioni devono venire prelevati casualmente da punti differenti del lotto e controllati prima o al momento dell'ingresso nel magazzino frigorifero designato dall'organismo di intervento. Preparazione del campione composito di burro (analisi chimica) a) Utilizzando un campionatore per burro pulito e asciutto o uno strumento simile adatto, estrarre una carota di burro da almeno 30 g e introdurla in un portacampioni. Il campione composito può poi venire sigillato e inviato al laboratorio per l'analisi. b) Al laboratorio, il campione composito viene riscaldato a 30 °C nel contenitore originario non aperto, e viene frequentemente scosso fino ad ottenimento di un'emulsione fluida omogenea, esente da particelle non rammollite. Il contenitore va riempito in misura compresa tra metà e due terzi della capienza. Per ciascun produttore che offre burro all'intervento, analizzare due campioni all'anno per determinare i grassi estranei e un campione per determinare i traccianti. 2. Valutazione organolettica >SPAZIO PER TABELLA> I campioni devono venire prelevati casualmente, da punti differenti della quantità offerta, tra il trentesimo e il quarantacinquesimo giorno successivo alla presa in consegna e classificati. Ciascun campione deve venire valutato singolarmente conformemente a quanto prescritto nell'allegato III. Non sono ammesse ripetizioni del campionamento e della valutatione. 3. Linee guida da seguire quando un campione risulta inadeguato a) Analisi chimica e microbiologica - Nell'analisi di campioni singoli, sono tollerati un campione con un solo difetto ogni 5-10 campioni o, rispettivamente, due campioni con un solo difetto ogni 11-15 campioni. Nel caso di campione inadeguato, prelevare due nuovi campioni su ciascun lato del campione inadeguato e controllare il parametro fuori norma. Se i due campioni non sono conformi alla specifica, la quantità di burro compresa tra i due campioni originali su ciascun lato del campione non conforme deve essere respinta ed eliminata dalla quantità offerta. Quantità da respingere nel caso di nuova inidoneità del campione >PIC FILE= "L_1999333IT.004201.EPS"> - Nell'analisi di campioni compositi, se un campione composito è fuori norma per un parametro, la quantità rappresentata da quel campione composito è respinta ed eliminata dalla quantità offerta. La quantità rappresentata da un campione composito può essere determinata mediante suddivisione della quantità offerta, prima di sottoporre ogni singola parte separatamente ad un campionamento casuale. b) Valutazione organolettica Se un campione non supera la valutazione organolettica, la quantità di burro compresa tra due campioni adiacenti su ciascun lato del campione fuori norma è respinta ed eliminata dalla quantità offerta. c) In caso di inidoneità chimica o microbiologica e di inidoneità organolettica, l'intera quantità è respinta. ALLEGATO V CATEGORIA NAZIONALE DI QUALITÀ - "beurre de laiterie; qualité extra; qualité extra; /melkerijboter; extra kwaliteit" per quanto riguarda il burro belga, - "smør af første kvalitet" per quanto riguarda il burro danese, - "Markenbutter" per quanto riguarda il burro tedesco, - "Pasteurisé A" per quanto riguarda il burro francese, - "Irish creamery butter" per quanto riguarda il burro irlandese, - Prodotto esclusivamente con crema di latte sottoposta ad un trattamento di centrifugazione e pastorizzazione, - "Marque Rose" o "Beurre de première qualité" per quanto riguarda il burro lussemburghese, - "Extra kwaliteit" per quanto riguarda il burro olandese, - "Extra selected" per quanto riguarda il burro della Gran Bretagna e "premium" per quanto riguarda il burro dell'Irlanda del Nord, - Prodotto esclusivamente con crema di latte sottoposta ad un trattamento di centrifugazione e pastorizzazione, per quanto riguarda il burro greco, - Prodotto esclusivamente con latte di vaccino o crema di latte pastorizzati, per quanto riguarda il burro spagnolo, - Prodotto esclusivamente con latte o crema di latte vaccino pastorizzati, per quanto riguarda il burro portoghese, - "Teebutter" per quanto riguarda il burro di qualità austriaco, - "perinteinen meijerivoi/traditionellt mejerismör" per quanto riguarda il burro finlandese, - "svenskt smör" per quanto riguarda il burro svedese.
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