Art. 3

In vigore dal 6 feb 1987
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva. Fatto a Bruxelles, il 6 febbraio 1987. Per la Commissione Grigoris VARFIS Membro della Commissione (1) GU n. L 185 del 16. 8. 1971, pag. 16. (2) GU n. L 353 del 15. 12. 1983, pag. 8. (3) GU n. L 173 del 31. 7. 1972, pag. 1. (4) GU n. L 57 del 4. 3. 1981, pag. 23. ALLEGATO I Modifiche dell'allegato II, parte 2. « Metodi particolari » della direttiva 72/276/CEE Metodo N. 2 Il testo è sostituito dal seguente: « METODO N. 2 DETERMINATE FIBRE PROTEICHE E DETERMINATE ALTRE FIBRE (Procedimento all'ipoclorito) 1. CAMPO D'APPLICAZIONE Questo metodo si applica, dopo aver eliminato le materie non fibrose, alle mischie binarie di: 1. determinate fibre proteiche quali: lana (1), peli animali (2 e 3), seta (4), fibra proteica (21) con 2. cotone (5), cupro (19), modal (20), viscosa (23), acrilica (24), clorofibre (25), poliammidica o nylon (28), poliestere (29), polipropilenica (31), elastan (37) e vetro tessile (38). Se sono presenti differenti fibre proteiche, il metodo permette di determinare la quantità globale ma non le singole percentuali. 2. PRINCIPIO Partendo da una massa secca nota della mischia si sciolgono le fibre proteiche con una soluzione di ipoclorito. Il residuo è raccolto, lavato, seccato e pesato; la sua massa - eventualmente corretta - viene espressa in percentuali della massa secca della mischia. La percentuale delle fibre secche si ottiene per differenza. Per preparare la soluzione di ipoclorito si può usare l'ipoclorito di litio o l'ipoclorito di sodio. L'ipoclorito di litio è consigliabile se il numero di analisi è ridotto, oppure se le analisi vengono eseguite a intervalli di tempo alquanto lunghi. Ciò è dovuto al fatto che l'ipoclorito di litio solido, a differenza dell'ipoclorito di sodio, contiene un tenore di ipoclorito quasi costante nel tempo. Se questo tenore di ipoclorito è noto, non occorre controllarlo per via iodometrica prima di ogni analisi, anzi si può lavorare con una quantità costante di ipoclorito di litio. 3. APPARECCHIATURA E REATTIVI (oltre a quelli descritti nelle considerazioni generali) 3.1. Apparecchiatura (i) Beuta di 250 ml con tappo di vetro (ii) Termostato regolabile a 20 (± 2) °C 3.2. Reattivi (i) Reattivo all'ipoclorito a) Soluzione di ipoclorito di litio È costituita da una soluzione preparata di recente contenente 35 (± 2) g/l di cloro attivo (± 1 M), alla quale è stato aggiunto dell'idrato di sodio sciolto in precedenza in modo da avere una soluzione a 5 (± 0,5) g/l. A tale scopo si sciolgono 100 g di ipoclorito di litio contenente il 35 % di cloro attivo (oppure 115 g con il 30 % di cloro attivo) in circa 700 ml di acqua distillata. Si aggiungono 5 g di idrato di sodio sciolto in circa 200 ml di acqua distillata e si aggiunge ancora acqua distillata fino a 1 l. Non è necessario controllare per via iodometrica la soluzione preparata di recente. b) Soluzione di ipoclorito di sodio È costituita da una soluzione preparata di recente contenente 35 (± 2) g/l di cloro attivo (± 1 M) alla quale è stato aggiunto idrato di sodio, sciolto in precedenza, in ragione di 5 (± 0,5) g/l. Prima di ogni analisi il contenuto di cloro attivo della soluzione deve essere controllato per via iodometrica. (ii) Acido acetico diluito Portare 5 ml di acido acetico glaciale a 1 l con acqua. 4. PROCEDIMENTO DI ANALISI Seguire le istruzioni riportate nelle considerazioni generali e procedere come segue: aggiungere alla provetta di circa 1 g posta nella beuta di 250 ml, circa 100 ml della soluzione di ipoclorito (ipoclorito di sodio o di litio); agitare energicamente per bagnare bene la provetta. In seguito la beuta è sistemata in un termostato per 40 minuti ad una temperatura di 20 °C e agitata di continuo o ad intervalli ravvicinati. Poiché il processo di soluzione della lana è esotermico, il calore prodotto dalla reazione deve essere distribuito ed eliminato onde evitare notevoli errori per incipiente dissoluzione delle fibre insolubili. Dopo 40 minuti, filtrare il contenuto della beuta attraverso un crogiolo filtrante tarato e trasferire nel crogiolo le fibre eventualmente rimaste nella beuta lavandole con un po' di reattivo all'ipoclorito. Vuotare il crogiolo filtrante mediante aspirazione e lavare successivamente il residuo con acqua, con acido diluito e infine con acqua. Non applicare il vuoto prima che il liquido di lavaggio sia scolato per gravità. Vuotare infine il crogiolo mediante aspirazione, seccare il crogiolo con il residuo, raffreddare e pesare. 5. CALCOLO ED ESPRESSIONE DEI RISULTATI Calcolare i risultati come descritto nelle considerazioni generali. Il valore di « d » è 1,00. Per il cotone, la viscosa e il modal è 1,01 e per il cotone greggio è di 1,03. 6. PRECISIONE DEL METODO Su mischia omogenea di materie tessili i limiti di fiducia dei risultati ottenuti con tale metodo non superano ± 1, per un livello di affidabilità del 95 %. » Metodo N. 8 Il testo è modificato come segue: Punto 4. PROCEDIMENTO D'ANALISI, 5 °, 6 ° e 7 ° comma, leggere: « Trasferire le fibre residue nel crogiolo lavando il matraccio con dimetilformammide. Applicare il vuoto per eliminare l'eccesso di liquido. Lavare il residuo con circa 1 l di acqua calda a 70° - 80°, riempiendo ogni volta il crogiolo con acqua. Dopo ogni aggiunta di acqua applicare brevemente il vuoto, ma soltanto dopo che l'acqua è drenata spontaneamente. Se il liquido di lavaggio drena troppo lentamente attraverso il crogiolo si può applicare un leggero vuoto. Seccare il crogiolo con il residuo, raffreddare e pesare. » Punto 5. CALCOLO DI ESPRESSIONE DEI RISULTATI, leggere: « Calcolare i risultati nel modo descritto nelle « Considerazioni generali ». Il valore di « d » è di 1,00 ad eccezione di: Lana: 1,01 Cotone: 1,01 Cupro: 1,01 Modal: 1,01 Poliestere: 1,01 » Metodo N. 12 Il metodo è soppresso. ALLEGATO II METODO N. 16 CLOROFIBRA, DETERMINATI TIPI DI MODACRILICA, DETERMINATI TIPI DI ELASTAN, ACETATO, TRIACETATO E DETERMINATE ALTRE FIBRE (Procedimento al cicloesanone) 1. CAMPO D'APPLICAZIONE Questo metodo si applica, previa eliminazione delle materie non fibrose, alle mischie binarie di: 1. acetato (17), triacetato (22), clorofibra (25), determinate modacriliche (27), determinati elastan (37) con 2. lana (1), peli animali (2 e 3), seta (4), cotone (5), cupro (19), modal (20), viscosa (23), poliammidica o nylon (28), acrilica (24), vetro tessile (38). Se si constata la presenza di una fibra modacrilica o di elastan occorre procedre ad una prova preliminare per accertare se la fibra è completamente solubile nel reattivo. Per l'analisi delle mischie contenenti clorofibre si possono applicare anche i metodi n. 9 o n. 15. 2. PRINCIPIO Partendo da una massa secca nota della mischia, le fibre di acetato, di triacetato, le clorofibre, determinate modacriliche, determinati elastan, vengono sciolti con cicloesanone a temperatura vicina a quella di ebollizione. Il residuo è raccolto, lavato, seccato e pesato; la sua massa, eventualmente corretta, viene espressa in percentuale della massa secca della mischia. Le percentuali secche di clorofibra, modacrilica, elastan, acetato, triacetato si ottengono per differenza. 3. APPARECCHIATURA E REATTIVI (oltre a quelli descritti nelle considerazioni generali) 3.1. Apparecchiatura (i) Apparecchio per estrazione a caldo che permette di operare secondo il procedimento di cui al punto 4 (vedere schizzo che è una variante dell'apparecchio descritto in Melliand Textilberichte 56 (1975), 643-645); (ii) Crogiolo filtrante per contenere la provetta; (iii) Setto poroso, di porosità 1; (iv) Refrigerante a ricadere che si adatta al pallone di distillazione; (v) Apparecchio di riscaldamento. 3.2. Reattivi (i) cicloesanone, punto di ebollizione 156 °C; (ii) alcool etilico, diluito al 50 % in volume. Nota: Il cicloesanone è infiammabile e tossico; durante l'uso è necessario prendere misure di protezione adeguate. 4. PROCEDIMENTO D'ANALISI Seguire le istruzioni indicate nelle considerazioni generali e procedere come segue: Versare nel pallone di distillazione 100 ml di cicloesanone per grammo di materiale, inserire il contenitore di estrazione, nel quale sono stati previamente inseriti il crogiolo filtrante contenente la provetta ed il setto poroso tenuto leggermente inclinato. Inserire il refrigerante a ricadere. Riscaldare all'ebollizione e continuare l'estrazione per 60 minuti ad una velocità minima di 12 cicli per ora. Dopo estrazione e raffreddamento si rimuove il contenitore di estrazione, si estrae il crogiolo filtrante e si toglie il setto poroso. Lavare per 3-4 volte il contenuto del crogiolo filtrante con alcool etilico al 50 % riscaldato a circa 60 °C e quindi con 1 l di acqua a 60 °C. Durante i lavaggi e tra i lavaggi non applicare il vuoto ma lasciar drenare il solvente per gravità ed alla fine applicare il vuoto. Seccare il crogiolo con il residuo, raffreddare e pesare. 5. CALCOLO ED ESPRESSIONE DEI RISULTATI Calcolare i risultati nel modo descritto nelle « Considerazioni generali ». Il valore di « d » è 1,00 ad eccezione di: Seta: 1,01 Acrilica: 0,98. 6. PRECISIONE NEI RISULTATI Su mischia omogenea di materie tessili i limiti di fiducia dei risultati ottenuti con tale metodo non superano ± 1 per un livello di confidenza del 95 %.
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