Art. 14

In vigore dal 12 mag 1986
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva. Fatto a Bruxelles, addì 12 maggio 1986. Per il Consiglio Il Presidente W. F. van EEKELEN (1) GU n. C 289 del 5. 11. 1982, pag. 1, e GU n. C 214 del 14. 8. 1984, pag. 11. (2) GU n. C 46 del 20. 2. 1984, pag. 130, e GU n. C 117 del 30. 4. 1984, pag. 5. (3) GU n. C 23 del 30. 1. 1984, pag. 36. (4) GU n. C 165 dell'11. 7. 1978, pag. 1, e GU n. C 67 dell'8. 3. 1984, pag. 2. (5) GU n. L 327 del 3. 12. 1980, pag. 8. (1) 140 dB rispetto a 20 mPa. Quando il valore massimo del livello di pressione ponderata A, misurata con un fonometro che utilizza la caratteristica temporale I (in base a IEC 651), non supera 130 dB (AI) si può ammettere che il valore massimo della pressione acustica istantanea non ponderata non superi 200 Pa. ALLEGATO I INDICAZIONI PER LA MISURAZIONE DEL RUMORE A. 1. Generalità Le grandezze definite nell' sono: i) misurate direttamente con fonometri integratori, oppure ii) calcolate partendo da misure della pressione acustica e della durata dell'esposizione. Le misurazioni possono essere effettuate nei posti di lavoro occupati dai lavoratori o mediante strumenti fissati su una persona. La localizzazione e la durata delle misurazioni devono essere adeguate in modo da consentire la determinazione dell'esposizione al rumore nella durata giornaliera del lavoro. 2. Apparecchiatura 2.1. Se si utilizzano fonometri integratori-mediometri, essi dovranno essere conformi alle prescrizioni della norma IEC 804. Se si utilizzano fonometri, essi dovranno essere conformi alle prescrizioni della norma IEC 651. Si darà la preferenza ad apparecchi muniti di indicatore di sovraccarico. Se il metodo di misura comprende come tappa intermedia la registrazione di segnali su nastro, si terrà conto, nell'analisi dei dati, dei possibili errori connessi con i procedimenti di registrazione e lettura. 2.2. Lo strumento utilizzato per misurare direttamente il valore massimo (picco) della pressione acustica istantanea non ponderata avrà una costante di tempo di salita non superiore a 100 ms. 2.3. Tutta la strumentazione sarà tarata in laboratorio ad intervalli appropriati. 3. Misurazione 3.1. Si procederà ad una verifica in loco all'inizio e alla fine di ogni giornata di misurazione. 3.2. La misurazione della pressione acustica dovrebbe preferibilmente essere fatta in campo sonoro non perturbato sul posto di lavoro (cioè in assenza della persona interessata) e il microfono dovrebbe essere situato nei posti in cui si situa normalmente l'orecchio esposto al livello più elevato. Se la presenza della persona interessata è necessaria: i) il microfono dovrebbe essere situato ad una distanza dalla testa che riduca per quanto possibile gli effetti della diffrazione e della distanza sul valore misurato (0,1 m è una distanza adatta); ii) se il microfono deve essere situato vicinissimo al corpo si dovrebbero apportare adeguate modifiche per consentire di determinare un campo di pressione non perturbato equivalente. 3.3. In generale, le ponderazioni temporali « S » e « F » sono valide finché l'intervallo del tempo di misurazione resta grande rispetto alla costante di tempo della ponderazione prescelta, ma non sono appropriate per la determinazione di LAeq, Te quando il livello del rumore fluttua molto rapidamente. 3.4. Misurazione indiretta dell'esposizione Il risultato della misurazione diretta di LAeq, Te può essere ottenuto per approssimazione grazie alla conoscenza delle durate di esposizione ed alla misurazione dei gruppi di livelli di rumore nettamente identificabili; a tal fine possono rivelarsi utili un metodo di campionatura ed una distribuzione statistica. 4. Precisione di misurazione del rumore e della determinazione dell'esposizione Il tipo di apparecchiatura e lo scarto tipo dei risultati influiscono sulla precisione della misurazione. Nella comparazione con un limite di rumore, la precisione della misurazione fissa il campo dei valori rilevati entro il quale non è possibile prendere alcuna decisione quanto al superamento; se non è possibile prendere alcuna decisione, occorre riprendere la misurazione con una precisione maggiore. Le misurazioni più precise consentono di prendere una decisione in tutti i casi. B. Le misurazioni eseguite per brevi periodi con fonometri semplici sono del tutto soddisfacenti nel caso di lavoratori che, in un posto di lavoro fisso, svolgono attività ripetitive che producono in complessivo gli stessi livelli di rumore a banda larga nel corso dell'intera giornata. Ma quando la pressione acustica cui è esposto il lavoratore presenta fluttuazioni estese su un'ampia gamma di livelli e/o aventi caratteristiche temporali irregolari, diventa sempre più complessa la determinazione dell'esposizione individuale quotidiana di un lavoratore al rumore; in questo caso, il metodo più esatto è quello dell'osservazione dell'esposizione per tutta la durata del lavoro mediante un fonometro integratore-mediometro. Qualora un fonometro integratore-mediometro conforme alle norme IEC 804 (e quindi molto adatto alla misurazione del livello di pressione acustica continua equivalente a rumori impulsivi) rispetti almeno le specificazioni del tipo 1 e sia stato di recente tarato adeguatamente in laboratorio, e sempre che il microfono sia ben situato (vedi punto 3.2.), i risultati permettono, salvo eccezioni, di decidere se sia stata superata una determinata esposizione (vedi punto 4) anche in situazioni complesse; questo metodo è pertanto d'applicazione generale e si presta bene a servire di metodo di riferimento. ALLEGATO II INDICAZIONI PER IL CONTROLLO DELLA FUNZIONE UDITIVA DEI LAVORATORI Per il controllo della funzione uditiva dei lavoratori si prendono in considerazione i seguenti aspetti: 1. Il controllo dovrebbe essere effettuato conformemente alle prassi della medicina del lavoro e dovrebbe comprendere: - se necessario, un esame iniziale da effettuare prima o all'inizio dell'esposizione al rumore; - esami periodici, ad intervalli adatti alla gravità del rischio e stabiliti dal medico. 2. Ogni esame dovrebbe comprendere almeno un'otoscopia combinata con un controllo audiometrico che preveda un'audiometria liminare tonale in conduzione aerea conformemente al punto 6. 3. L'esame iniziale dovrebbe comprendere un'anamnesi: l'otoscopia iniziale e il controllo audiometrico dovrebbero essere ripetuti entro dodici mesi. 4. L'esame periodico dovrebbe essere effettuato almeno ogni cinque anni, se l'esposizione quotidiana personale del lavoratore al rumore si mantiene al di sotto di 90 dB (A). 5. Gli esami dovrebbero essere effettuati da persone competenti in materia, conformemente alle legislazioni e alle prassi nazionali, e possono essere organizzati in fasi successive (esame di individuazione, esame specialistico). 6. Il controllo audiometrico dovrebbe rispettare le disposizioni della norma ISO 6189 - 1983 integrate come segue: L'audiometria copre anche la frequenza di 8 000 Hz; il livello di rumore ambientale permette di misurare un livello di soglia di udibilità pari a 0 dB rispetto alla norma ISO 389 - 1975. Tuttavia, si possono utilizzare altri metodi che portino a risultati comparabili.
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