Art. 3

Mandato

In vigore dal 18 nov 2024
Mandato 1.   Al fine di realizzare gli obiettivi politici dell’Unione, l’RSUE ha il mandato di: a) contribuire attivamente all’attuazione della strategia, e ai lavori relativi a un approccio rinnovato alla regione del Sahel, se del caso, e coordinare e sviluppare ulteriormente l’approccio integrato dell’Unione nella regione, con l’obiettivo di rafforzare la coerenza e l’efficienza globali delle attività dell’Unione nel Sahel nonché di sostenere una comunicazione strategica efficace; b) avviare un dialogo, anche attraverso la diplomazia navetta, nonché gli accordi di pace e le iniziative internazionali di mediazione e risoluzione dei conflitti, con tutti i pertinenti portatori di interesse nella regione, compresi i governi, le organizzazioni regionali le organizzazioni internazionali, i giovani, la società civile e le diaspore, come anche i paesi del Maghreb, dell’Africa occidentale e del bacino del lago Ciad, nell’intento di promuovere gli obiettivi e gli interessi dell’Unione e contribuire così a una migliore comprensione e a un’immagine positiva del ruolo dell’Unione nel Sahel e nelle sue vicinanze; c) rappresentare e promuovere gli interessi e la visibilità dell’Unione nelle pertinenti sedi regionali e internazionali e in qualsiasi altro processo nazionale rilevante ai fini della stabilità della regione; d) agevolare un’azione dell’Unione pienamente coordinata e integrata nella regione, avvalendosi di tutti gli strumenti pertinenti, compresi la cooperazione allo sviluppo, lo strumento europeo per la pace nonché le attività degli Stati membri e il sostegno dell’Unione alla gestione delle crisi e alla prevenzione dei conflitti attraverso le azioni della politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC) dell’Unione e gli sforzi di stabilizzazione a livello regionale e nazionale, compresi quelli relativi alla riforma del settore della sicurezza nonché al disarmo, alla smobilitazione e al reinserimento degli ex combattenti e al patrimonio culturale nelle situazioni di conflitto e di crisi; e) mantenere una stretta cooperazione con le Nazioni Unite, in particolare con il rappresentante speciale del segretario generale per l’Africa occidentale e il Sahel, il coordinatore speciale per lo sviluppo nel Sahel, l’UA, l’ECOWAS e gli altri primari portatori di interesse nazionali, regionali e internazionali, inclusi altri inviati speciali per il Sahel; f) seguire da vicino, analizzare e riferire sull’impatto delle cause profonde dell’instabilità e le tendenze a lungo termine nella regione, compresi i cambiamenti climatici, la perdita di biodiversità, la pastorizia, l’insicurezza alimentare, l’accesso alle risorse naturali, in particolare la terra e l’acqua, nonché promuovere la gestione sostenibile delle risorse naturali e la cooperazione su di esse al fine di rafforzare la stabilità, e sostenere gli sforzi volti a limitare la diffusione dell’instabilità prestando particolare attenzione alle regioni più vulnerabili; g) seguire da vicino le altre dimensioni regionali e transfrontaliere delle sfide che la regione si trova ad affrontare, tra cui le pandemie, il terrorismo, la radicalizzazione, l’estremismo violento, la criminalità organizzata, la violenza intracomunitaria, le minacce ibride e informatiche, il contrabbando di armi, il traffico e la tratta degli esseri umani, il traffico di stupefacenti, l’insicurezza marittima, i flussi di rifugiati e migratori e i correlati flussi finanziari illeciti; h) seguire da vicino le conseguenze umanitarie, politiche e in termini di sicurezza e sviluppo dei flussi su larga scala di rifugiati e migratori, compresi gli sfollati interni, e, se del caso, impegnarsi in dialoghi sulle migrazioni con le pertinenti autorità e i portatori di interesse e contribuire più in generale alla politica dell’Unione in materia di migrazione e di rifugiati con riguardo alla regione, in linea con gli obiettivi, gli interessi e i valori dell’Unione, al fine di promuovere una proficua cooperazione in questi ambiti sulla base di un approccio che prende in considerazione l’intero tragitto; i) in stretta cooperazione con il SEAE, il coordinatore antiterrorismo dell’UE e la Commissione, contribuire all’attuazione delle pertinenti conclusioni del Consiglio per la prevenzione e la lotta contro il terrorismo e l’estremismo violento, mantenere contatti politici regolari ad alto livello con i paesi interessati da terrorismo e criminalità organizzata internazionale e assicurare il ruolo chiave dell’Unione negli sforzi volti a combattere il terrorismo, l’estremismo violento e la criminalità organizzata internazionale; j) seguire da vicino le conseguenze politiche e in termini di sicurezza e sviluppo delle crisi umanitarie nella regione, tenendo conto del nesso tra azione umanitaria, sviluppo e pace, e promuovendo soluzioni regionali a lungo termine alle crisi e ai conflitti; k) contribuire, in cooperazione con l’RSUE per i diritti umani, all’attuazione nella regione della politica dell’Unione in materia di diritti umani, in linea con il piano d’azione dell’Unione per i diritti umani e la democrazia, gli orientamenti dell’Unione sui diritti umani, in particolare gli orientamenti dell’Unione sui bambini e i conflitti armati, nonché in materia di violenza contro le donne e le ragazze e di lotta contro tutte le forme di discriminazione nei loro confronti, così come all’attuazione della politica dell’Unione in materia di donne, pace e sicurezza, in linea con il piano d’azione dell’Unione per le donne, la pace e la sicurezza per il periodo 2019-2024; promuovere l’inclusività e la parità di genere nel processo di costruzione dello Stato, in linea con la risoluzione del Consiglio di sicurezza della Nazioni Unite (UNSCR) 1325 (2000) e le successive UNSCR sulle donne, la pace e la sicurezza, tra cui l’UNSCR 2242 (2015), e sostenere l’attuazione dell’UNSCR 2250 (2015) sui giovani, la pace e la sicurezza; l) continuare a monitorare il settore della giustizia nel suo complesso e i meccanismi di responsabilità volti a combattere l’impunità, inclusa la formulazione di raccomandazioni e il mantenimento di contatti regolari con le autorità pertinenti nella regione, l’ufficio del procuratore della Corte penale internazionale e l’ufficio dell’alto commissario per i diritti umani e avviare un dialogo con i difensori dei diritti umani e gli osservatori nella regione; m) approfondire la conoscenza delle aspettative e dei contesti locali da parte dell’Unione attraverso contatti frequenti nella regione, anche con gli attori locali. Sulla base di una continua analisi approfondita della situazione, facilitare la riflessione e contribuire alla risposta tempestiva, all’adattamento e alla visione strategica e a lungo termine dell’Unione nel Sahel. 2.   Ai fini dell’espletamento del suo mandato, l’RSUE tra l’altro: a) fornisce consulenza e riferisce, se del caso, in merito alla formulazione delle posizioni dell’Unione nei consessi regionali e internazionali al fine di promuovere in modo proattivo contatti diplomatici e azioni che rafforzino l’approccio integrato dell’Unione al Sahel; b) concorre a mantenere una visione globale di tutte le attività dell’Unione e collabora strettamente con le pertinenti delegazioni dell’Unione e con gli Stati membri.
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Mandato (Art. 3 Decisione (UE) 2024/2905) — Testo vigente | Portale Normativo