Art. 3

Condizioni favorevoli al conseguimento degli obiettivi prioritari

In vigore dal 6 apr 2022
Condizioni favorevoli al conseguimento degli obiettivi prioritari Il raggiungimento degli obiettivi prioritari dell’8o PAA di cui all’ richiede alla Commissione, agli Stati membri, alle autorità regionali e locali e ai portatori di interessi, a seconda dei casi, di: a) garantire un’attuazione efficace, rapida e completa della normativa e delle strategie dell’Unione in materia di ambiente e clima e puntare all’eccellenza nelle prestazioni ambientali a livello unionale, nazionale, regionale e locale, anche assicurando una sufficiente capacità amministrativa e di garanzia della conformità, come stabilito nel riesame periodico dell’attuazione delle politiche ambientali, sostenere e cooperare con reti di professionisti, come la rete dell’Unione europea per l’attuazione e il controllo del rispetto del diritto dell’ambiente, la rete europea dei procuratori per l’ambiente, il Forum europeo — Unione dei giudici per l’ambiente, e la rete europea di contrasto alla criminalità ambientale; b) dare priorità all’applicazione della legislazione dell’Unione in materia di ambiente in caso di carente attuazione, anche attraverso procedure di infrazione, nonché provvedendo affinché siano destinate risorse finanziarie e umane sufficienti a tal fine e affinché le informazioni su tali procedure siano complete e facilmente accessibili, nel rispetto del diritto dell’Unione; c) migliorare gli orientamenti e le raccomandazioni, anche in materia di sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive, al fine di ridurre i rischi di non conformità alla legislazione dell’Unione in materia di ambiente, nonché intensificare l’azione nel settore della responsabilità ambientale e le risposte ai casi di non conformità e rafforzare la cooperazione giudiziaria e l’attività di contrasto nel settore della criminalità ambientale come previsto dalla pertinente normativa dell’Unione, ad esempio la direttiva 2008/99/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (13); d) rafforzare l’approccio integrato all’elaborazione e all’attuazione delle politiche, in particolare: i) integrando gli obiettivi prioritari di cui all’ come pure, ove del caso, gli OSS in tutte le pertinenti strategie, iniziative legislative e di altro tipo, programmi, investimenti e progetti a livello unionale, nazionale, regionale e locale, così come nei pertinenti accordi internazionali conclusi dall’Unione dopo il 2 maggio 2022, al fine di garantire che tali strategie, iniziative legislative e non legislative, programmi, investimenti, progetti e accordi internazionali e la loro attuazione siano coerenti con il conseguimento degli obiettivi prioritari di cui all’, vi contribuiscano, ove del caso, e non lo compromettano; ii) massimizzando i benefici derivanti dall’attuazione delle direttive 2011/92/UE (14) e 2001/42/CE (15) del Parlamento europeo e del Consiglio; iii) controllando in modo sistematico e, se del caso, valutando le sinergie e i possibili compromessi tra obiettivi ambientali, sociali ed economici per tutte le iniziative, al fine di assicurare che il benessere delle persone, in particolare le loro esigenze di godere di un ambiente sano, aria pulita e prodotti alimentari accessibili, anche da un punto di vista economico, e di alta qualità, acqua, energia, alloggi, infrastrutture verdi e mobilità siano soddisfatte in modo sostenibile senza lasciare indietro nessuno; iv) adottando un approccio basato sul principio «privilegiare la sostenibilità», anche integrando, se del caso, gli OSS negli orientamenti e negli strumenti per legiferare meglio, nonché razionalizzando e rendendo operativo il principio del «non nuocere»; v) valutando regolarmente le politiche esistenti e proponendo, se del caso, nuove normative sulla base, ove pertinente, di valutazioni d’impatto che si fondino su ampie consultazioni trasparenti — che seguano procedure inclusive, informate, con responsabilità definite e semplici da attuare — e tengano in piena considerazione l’intera gamma degli effetti immediati e a lungo termine sull’ambiente e sul clima nell’ambito di un’analisi integrata degli impatti economici, sociali e ambientali, compresi gli effetti cumulativi nonché i costi degli interventi e dell’assenza di interventi; vi) presentando, entro otto settimane dalla chiusura di una consultazione pubblica da parte della Commissione, un resoconto dettagliato sulle risposte dei portatori di interessi alla consultazione, operando una distinzione tra i contributi provenienti dai diversi tipi di portatori di interessi; e) elaborare un quadro di valutazione sintetico e una serie di indicatori che misurino «andando oltre il PIL», sulla base, tra l’altro, di una consultazione mirata di tutti i portatori di interessi e di una relazione che individui le interconnessioni tra le serie di indicatori esistenti, i quadri di monitoraggio e i processi a livello dell’Unione di misurazione dei progressi sociali, economici e ambientali e che proponga azioni su come razionalizzare i quadri di controllo e le serie di indicatori esistenti; f) assicurare che le disuguaglianze sociali derivanti dagli impatti e dalle politiche in materia di clima e ambiente siano ridotte al minimo e che le misure adottate per proteggere l’ambiente e il clima siano attuate in modo socialmente equo e inclusivo; g) integrare la dimensione di genere in tutte le politiche in materia di clima e ambiente, anche attraverso l’inclusione di una prospettiva di genere in tutte le fasi del processo di elaborazione delle politiche; h) rafforzare gli incentivi a favore dell’ambiente nonché eliminare gradualmente e senza ritardo i sussidi nocivi per l’ambiente, in particolare i sussidi per i combustibili fossili, a livello dell’Unione, nazionale, regionale e locale, in particolare mediante: i) un quadro vincolante dell’Unione per monitorare e riferire in merito ai progressi compiuti dagli Stati membri nell’eliminazione graduale dei sussidi per i combustibili fossili sulla base di una metodologia concordata; ii) la fissazione di un termine per l’eliminazione graduale dei sussidi per i combustibili fossili, in linea con l’ambizione di limitare il riscaldamento globale a 1,5 °C; iii) una metodologia che sia elaborata dalla Commissione, in consultazione con gli Stati membri, entro il 2023, per individuare altri sussidi nocivi per l’ambiente; sulla base di tale metodologia, gli Stati membri individuano altri sussidi nocivi per l’ambiente e riferiscono periodicamente alla Commissione in merito ad essi, consentendo a quest’ultima di presentare una relazione sul livello e sul tipo di sussidio nell’Unione e sui progressi compiuti nella loro graduale eliminazione; i) integrare l’azione relativa alla biodiversità nelle politiche dell’Unione e contribuire a raggiungere l’ambizioso traguardo generale di destinare il 7,5 % della spesa annuale nell’ambito del quadro finanziario pluriennale 2021-2027 agli obiettivi relativi alla biodiversità nel 2024 e il 10 % di tale spesa annuale nel 2026 e nel 2027, con un monitoraggio di tali spese attraverso una metodologia efficace, trasparente ed esaustiva, tenendo conto delle sovrapposizioni esistenti tra gli obiettivi in materia di clima e biodiversità; j) assicurare un’efficace integrazione degli aspetti climatici e della biodiversità e la relativa verifica nel bilancio dell’Unione nonché la coerenza tra i finanziamenti per il clima e quelli per la biodiversità; k) promuovere la corretta gestione delle sostanze chimiche a livello internazionale, favorendo nel contempo la graduale eliminazione a livello mondiale delle sostanze che non sono autorizzate nell’Unione; l) sostituire rapidamente le sostanze che destano preoccupazione, tra cui le sostanze estremamente preoccupanti, gli interferenti endocrini, le sostanze chimiche molto persistenti, i neurotossici e gli immunotossici, nonché affrontare gli effetti combinati delle sostanze chimiche, delle nanoforme di sostanze e dell’esposizione alle sostanze chimiche pericolose derivanti dai prodotti, valutandone l’impatto sulla salute e sull’ambiente, compresi il clima e la biodiversità, promuovendo nel contempo sostanze chimiche e materiali sicuri e sostenibili fin dalla progettazione e intensificando e coordinando gli sforzi per promuovere lo sviluppo e la convalida di alternative alla sperimentazione animale; m) contrastare il degrado del suolo e garantirne la protezione e l’uso sostenibile, anche mediante un’apposita proposta legislativa sulla salute dei suoli entro il 2023; n) trasformare il sistema alimentare dell’Unione affinché contribuisca, tra l’altro, a proteggere e ripristinare la biodiversità all’interno e all’esterno dell’Unione e garantisca un elevato livello di benessere degli animali, assicurando nel contempo una transizione giusta per i portatori di interessi; o) riconoscere in maniera olistica le interconnessioni tra la salute umana, la salute animale e l’ambiente attraverso l’integrazione dell’approccio «One Health» nell’elaborazione delle politiche; p) progredire verso il riconoscimento del diritto a un ambiente pulito, sano e sostenibile a livello internazionale; q) sfruttare appieno gli approcci ecosistemici e le infrastrutture verdi, comprese soluzioni basate sulla natura favorevoli alla biodiversità, garantendo nel contempo che la loro attuazione ripristini la biodiversità e rafforzi l’integrità e la connettività degli ecosistemi, presenti chiari benefici collaterali per la società, imponga il pieno coinvolgimento e il pieno consenso delle popolazioni autoctone e delle comunità locali e non sostituisca o comprometta le misure adottate per proteggere la biodiversità o ridurre le emissioni di gas a effetto serra all’interno dell’Unione; r) utilizzare gli strumenti e le metodologie esistenti e migliorare ulteriormente i metodi di monitoraggio, gli strumenti di valutazione e gli indicatori misurabili per le soluzioni basate sulla natura; s) ridurre in maniera significativa e il prima possibile l’impronta dei materiali e l’impronta dei consumi dell’Unione affinché non superino i limiti del pianeta, anche attraverso l’introduzione di obiettivi di riduzione dell’Unione per il 2030, se del caso; t) integrare efficacemente gli OSS nonché gli obiettivi climatici e ambientali nel semestre europeo di governance economica, fatto salvo il suo scopo originario, incluso nei programmi nazionali di riforma e nei piani nazionali per la ripresa e la resilienza; u) mobilitare risorse e garantire sufficienti investimenti sostenibili pubblici e privati, compresi i fondi e gli strumenti disponibili a titolo del bilancio dell’Unione, attraverso la Banca europea per gli investimenti e a livello nazionale, in linea con l’agenda politica per la finanza sostenibile dell’Unione; v) fare il miglior uso possibile della tassazione ambientale, degli strumenti di mercato e degli strumenti di finanziamento e di bilancio verdi, anche di quelli necessari a garantire una transizione socialmente equa, e sostenere le imprese e gli altri portatori di interessi nello sviluppo e nell’applicazione di pratiche contabili standardizzate per il capitale naturale; w) assicurare che le politiche e le azioni in campo ambientale a livello unionale, nazionale, regionale e locale si basino sulle migliori conoscenze scientifiche e tecnologie disponibili e rafforzare la base di conoscenze ambientali, comprese le conoscenze autoctone e locali, e la loro diffusione, anche attraverso la ricerca, l’innovazione, la promozione delle competenze verdi, la formazione e la riqualificazione e l’ulteriore sviluppo della contabilità ambientale e degli ecosistemi; x) sviluppare e consolidare la base di conoscenze, tra l’altro, sui requisiti per un cambiamento sistemico, su come passare da un approccio strategico compartimentato e settoriale a un approccio sistemico alla coerenza delle politiche, nonché sulla capacità dei diversi ecosistemi di fungere da pozzi e stock di gas a effetto serra; y) sfruttare il potenziale delle tecnologie digitali e fondate sui dati per sostenere le politiche ambientali, anche mediante la fornitura di dati in tempo reale, ove possibile, e informazioni sullo stato degli ecosistemi, intensificando gli sforzi atti a ridurre al minimo l’impronta ambientale di tali tecnologie, e garantire la trasparenza, l’autenticità, l’interoperabilità e l’accessibilità pubblica di tali dati e informazioni; z) colmare le lacune nelle serie di indicatori pertinenti e ottimizzarle, come quelle relative al cambiamento sistemico, ai limiti del pianeta e alle impronte di produzione e consumo dell’Unione, nonché quelle che riguardano l’interfaccia tra fattori ambientali e socioeconomici, come le disuguaglianze derivanti dai cambiamenti ambientali, garantendo nel contempo che le serie di indicatori siano comparabili a tutti i livelli dell’elaborazione delle politiche; aa) mobilitare un ampio sostegno da parte della società civile, collaborando con le imprese, in particolare le piccole e medie imprese, le parti sociali, i cittadini, le comunità e altri portatori di interessi; ab) sensibilizzare in merito all’importanza di conseguire gli obiettivi prioritari di cui all’ e rafforzare la capacità dei cittadini di agire promuovendo, tra l’altro, il dibattito e la comunicazione a tutti i livelli, l’educazione ambientale lungo tutto l’arco della vita, la partecipazione civica e l’azione di tipo partecipativo; ac) contribuire ad aiutare la società civile, le autorità pubbliche, i cittadini e le comunità, le parti sociali e il settore privato a individuare i rischi climatici e ambientali, valutarne l’impatto e adottare misure per prevenirli, mitigarli e adattarvisi, nonché promuovere il loro impegno a colmare le lacune in termini di conoscenze, incoraggiando tra l’altro l’osservazione e la comunicazione da parte dei cittadini delle questioni ambientali e delle lacune di conformità, compresa la promozione delle buone pratiche della scienza dei cittadini ricorrendo alle tecnologie digitali; ad) incoraggiare la cooperazione nell’elaborazione e nell’attuazione di strategie, politiche o normative connesse all’8o PAA e garantire la piena partecipazione delle autorità regionali e locali nelle aree urbane e rurali, comprese le regioni ultraperiferiche, in tutte le dimensioni della definizione delle politiche ambientali attraverso un approccio collaborativo e multilivello e assicurare che le comunità regionali e locali dispongano di risorse adeguate per l’attuazione sul campo; ae) rafforzare la cooperazione tra tutte le istituzioni dell’Unione nell’ambito della politica in materia di clima e ambiente, anche tra la Commissione e il Comitato delle regioni nel quadro della cooperazione rafforzata, ed esaminare come migliorare il dialogo e lo scambio di informazioni; af) applicare efficacemente norme rigorose in materia di trasparenza, partecipazione del pubblico e accesso alla giustizia, conformemente alla convenzione di Aarhus a livello sia dell’Unione che degli Stati membri; ag) rendere pubblici, facilmente accessibili e comprensibili i dati e gli elementi concreti connessi all’attuazione dell’8o PAA, fatte salve le disposizioni sulla riservatezza nella legislazione settoriale; ah) sostenere l’adozione a livello mondiale degli obiettivi prioritari di cui all’, garantendo coerenza tra l’approccio interno ed esterno e un’azione coordinata, in particolare: i) impegnandosi con i paesi terzi in materia di azione per il clima e l’ambiente, sostenendoli e incoraggiandoli ad adottare e attuare in tali settori norme ambiziose almeno quanto quelle dell’Unione, e assicurando che tutti i prodotti immessi sul mercato dell’Unione siano pienamente conformi ai requisiti dell’Unione applicabili, in linea con gli impegni internazionali dell’Unione, anche per quanto riguarda l’arresto della deforestazione e del degrado del suolo; ii) favorendo una governance societaria sostenibile, anche attraverso la fissazione di requisiti vincolanti in materia di dovere di diligenza a livello dell’Unione, e promuovendo l’adozione di un comportamento responsabile delle imprese nelle politiche esterne dell’Unione, anche nella politica commerciale; iii) consolidando la cooperazione con i governi, le imprese, le parti sociali e la società civile dei paesi terzi e le organizzazioni internazionali al fine di creare partenariati e alleanze per la tutela dell’ambiente e del clima e promuovendo la cooperazione in materia di ambiente e cambiamenti climatici, anche nell’ambito del G7 e del G20; iv) dimostrando la propria leadership nei consessi internazionali, anche attraverso la realizzazione, da parte dell’Unione, degli OSS e degli obiettivi dell’accordo di Parigi, della convenzione sulla diversità biologica, della convenzione sulla lotta contro la desertificazione e di altri accordi multilaterali in materia di ambiente, in particolare attraverso il rafforzamento della loro attuazione e il sostegno ai paesi terzi affinché facciano altrettanto, anche aumentando la trasparenza e l’assunzione di responsabilità per quanto riguarda i progressi verso il conseguimento degli impegni assunti nel quadro di tali accordi; v) rafforzando la governance ambientale internazionale colmando le lacune rimanenti e consolidando il rispetto e l’applicazione dei principi internazionali riconosciuti in materia di ambiente; vi) garantendo che l’assistenza finanziaria dell’Unione e degli Stati membri ai paesi terzi promuova l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.
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