Art. 3

Mandato

In vigore dal 21 giu 2021
Mandato 1.   Al fine di realizzare gli obiettivi politici nel Sahel, l’RSUE ha il mandato di: a) contribuire attivamente all’attuazione della strategia nonché coordinare e sviluppare ulteriormente l’approccio integrato dell’Unione alle crisi nella regione, con l’obiettivo di rafforzare la coerenza e l’efficienza globali delle attività dell’Unione nel Sahel; b) avviare un dialogo, anche attraverso la diplomazia navetta, con tutti i pertinenti portatori di interesse nella regione, i governi, le organizzazioni regionali, in particolare il G5 Sahel e la sua forza congiunta, i firmatari dell’accordo di pace e riconciliazione in Mali scaturito dal processo di Algeri («accordo di pace del Mali»), le organizzazioni internazionali, la società civile e le diaspore, nonché con i paesi del Maghreb, del Golfo di Guinea e del bacino del lago Ciad, nell’intento di promuovere gli obiettivi dell’Unione e contribuire a una migliore comprensione del ruolo dell’Unione nel Sahel. Insieme al G5 Sahel, particolare attenzione è riservata, tra l’altro, alla promozione del rispetto dei diritti umani e agli elementi non militari della sua forza congiunta, come la componente di polizia; c) rappresentare e promuovere gli interessi e la visibilità dell’Unione nei pertinenti consessi regionali e internazionali nonché attraverso la partecipazione al Comité de Suivi dell’accordo di pace del Mali e ad altri processi nazionali rilevanti ai fini della stabilità della regione; d) facilitare un’azione dell’Unione pienamente coordinata e globale nella regione avvalendosi di tutti gli strumenti pertinenti, compresi lo strumento europeo per la pace, la cooperazione allo sviluppo, le attività degli Stati membri e il sostegno dell’Unione alla gestione delle crisi e alla prevenzione dei conflitti, attraverso la missione militare dell’Unione europea volta a contribuire alla formazione delle forze armate maliane (EUTM Mali), la missione dell’Unione europea in ambito PSDC in Mali (EUCAP Sahel Mali), la missione dell’Unione europea in ambito PSDC in Niger (EUCAP Sahel Niger), nonché avvalendosi degli sforzi di stabilizzazione nell’ambito della coalizione per il Sahel, in particolare il P3S e la Sahel Alliance e i rispettivi segretariati; e) mantenere una stretta cooperazione con le Nazioni Unite (ONU), in particolare con il rappresentante speciale del segretario generale per l’Africa occidentale e il Sahel, il coordinatore speciale per lo sviluppo nel Sahel, il rappresentante speciale del segretario generale e il capo della missione multidimensionale integrata di stabilizzazione delle Nazioni Unite in Mali (MINUSMA), l’Unione Africana, in particolare l’alto rappresentante dell’Unione Africana per il Mali e il Sahel, il G5 Sahel, in particolare la presidenza del G5 e il suo segretario esecutivo, l’alto rappresentante della coalizione per il Sahel, la Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale, la Commissione del bacino del lago Ciad; l’Autorità Liptako-Gourma; e con gli altri primari portatori di interesse nazionali, regionali e internazionali, inclusi altri inviati speciali per il Sahel, nonché con le autorità pertinenti nel Maghreb, nel Corno d’Africa, nel Golfo di Guinea e nella zona del Medio Oriente; f) seguire da vicino e analizzare l’impatto delle cause profonde dell’instabilità e le tendenze a lungo termine nella regione, compresi i cambiamenti climatici, la perdita di biodiversità, la pastorizia, l’accesso alle risorse naturali, in particolare la terra e l’acqua, e riferire al riguardo, nonché promuovere la gestione sostenibile delle risorse naturali e la cooperazione su di esse al fine di rafforzare la stabilità, e sostenere gli sforzi volti a limitare la diffusione dell’instabilità prestando particolare attenzione alle regioni più vulnerabili in termini di sicurezza, in particolare la regione Liptako-Gourma e la regione del lago Ciad; g) seguire da vicino le altre dimensioni regionali e transfrontaliere delle sfide che la regione si trova ad affrontare, tra cui le pandemie, il terrorismo, la radicalizzazione, la criminalità organizzata, le minacce informatiche, il contrabbando di armi, il traffico e la tratta degli esseri umani, il traffico di stupefacenti, l’insicurezza marittima, i flussi di rifugiati e migratori e i correlati flussi finanziari illeciti; h) seguire da vicino le conseguenze umanitarie, politiche, di sicurezza e sviluppo dei flussi su larga scala di rifugiati e migratori, compresi gli sfollati interni. Su richiesta, impegnarsi in dialoghi sulle migrazioni con i pertinenti portatori di interesse e contribuire più in generale alla politica dell’Unione in materia migratoria e di rifugiati con riguardo alla regione, in linea con le priorità politiche dell’Unione, al fine di continuare a promuovere una proficua cooperazione in materia di migrazione sulla base dei partenariati costruttivi istituiti negli ultimi anni; i) in stretta cooperazione con il coordinatore antiterrorismo dell’UE, contribuire all’ulteriore attuazione della strategia antiterrorismo dell’UE e delle pertinenti conclusioni del Consiglio per la prevenzione e la lotta contro il terrorismo e l’estremismo violento. Mantenere contatti politici regolari ad alto livello con i paesi della regione interessati da terrorismo e criminalità organizzata internazionale e assicurare il ruolo chiave dell’Unione negli sforzi volti a combattere il terrorismo e la criminalità organizzata internazionale e le loro cause profonde. Ciò include gli sforzi dell’Unione tesi ad aumentare il suo sostegno alla capacità regionale del settore della sicurezza mediante la regionalizzazione delle missioni di politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC) e il sostegno attivo allo sviluppo di capacità regionali, in particolare la forza congiunta del G5 Sahel, il suo coordinamento con attori internazionali come la MINUSMA e la sua relazione con la popolazione locale, in linea con le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (UNSCR) 2359 (2017) e 2391 (2017); j) seguire da vicino le conseguenze politiche, di sicurezza e sviluppo delle crisi umanitarie nella regione; k) contribuire, in cooperazione con l’RSUE per i diritti umani, all’attuazione nella regione della politica dell’Unione in materia di diritti umani, in linea con il piano d’azione dell’Unione per i diritti umani e la democrazia, gli orientamenti dell’Unione sui diritti umani, in particolare gli orientamenti dell’Unione sui bambini e i conflitti armati, nonché in materia di violenza contro le donne e le ragazze e di lotta contro tutte le forme di discriminazione nei loro confronti, così come all’attuazione della politica dell’Unione in materia di donne, pace e sicurezza, in linea con il piano d’azione dell’Unione per le donne, la pace e la sicurezza per il periodo 2019-2024; promuovere l’inclusività e la parità di genere nel processo di costruzione dello Stato, in linea con l’UNSCR 1325 (2000) e le successive risoluzioni sulle donne, la pace e la sicurezza, tra cui l’UNSCR 2242 (2015), e sostenere l’attuazione dell’UNSCR 2250 (2015) sui giovani, la pace e la sicurezza; l) continuare a prestare particolare attenzione al settore della giustizia nel suo complesso e ai meccanismi di responsabilità volti a combattere l’impunità e a ripristinare la fiducia della popolazione nel suo sistema giudiziario. Il contributo dell’RSUE include il monitoraggio periodico e la relazione sugli sviluppi nonché la formulazione di raccomandazioni a tale riguardo e il mantenimento di contatti regolari con le autorità pertinenti nella regione, l’ufficio del procuratore della Corte penale internazionale, l’ufficio dell’alto commissario per i diritti umani e il dialogo con i difensori dei diritti umani e gli osservatori nella regione; m) attraverso contatti frequenti nella regione, anche con gli attori locali, aumentare la conoscenza delle aspettative e dei contesti locali da parte l’Unione. Sulla base di una continua analisi approfondita della situazione, facilitare la riflessione e contribuire alla risposta tempestiva e alla visione strategica e a lungo termine dell’Unione nel Sahel; n) vigilare e riferire sul rispetto delle pertinenti UNSCR, in particolare le UNSCR 2056 (2012), 2071 (2012), 2085 (2012), 2100 (2013), 2227 (2015), 2295 (2016), 2364 (2017), 2374 (2017), 2359 (2017), 2391 (2017), 2423 (2018), 2432 (2018), 2480 (2019), 2484 (2019), 2531 (2020), e 2541 (2020). 2.   Ai fini dell’espletamento del mandato dell’RSUE, l’RSUE tra l’altro: a) fornisce consulenza e riferisce, se del caso, in merito alla formulazione delle posizioni dell’Unione nei consessi regionali e internazionali al fine di promuovere in modo proattivo un’azione basata sul partenariato e la reciproca assunzione di responsabilità e consolidare l’approccio integrato dell’Unione al Sahel; b) concorre a mantenere una visione globale di tutte le attività dell’Unione e collabora strettamente con le pertinenti delegazioni dell’Unione e degli Stati membri.
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Mandato (Art. 3 Decisione (UE) 2021/1011) — Testo vigente | Portale Normativo