Art. 2
Carni
In vigore dal 19 gen 2011
Carni
1. Ai fini del presente articolo, per «carni» si intendono «carni fresche», «carni macinate», «carni separate meccanicamente» e «preparazioni di carni», come definite all’allegato I, punti 1.10, 1.13, 1.14 e 1.15, del regolamento (CE) n. 853/2004.
2. La Bulgaria non spedisce carni di animali delle specie bovina, ovina, caprina e suina o di altri artiodattili provenienti o ottenute da animali originari delle aree elencate nell’allegato I.
3. Le carni che non possono essere spedite dalla Bulgaria a norma della presente decisione recano una bollatura conforme a quanto disposto dall’, paragrafo 1, secondo comma, della direttiva 2002/99/CE o dall’allegato IV.
4. Fatto salvo quanto disposto dagli della decisione 2008/855/CE, il divieto di cui al paragrafo 2 non si applica alle carni che recano una bollatura sanitaria conforme all’allegato I, sezione I, capo III, del regolamento (CE) n. 854/2004, purché:
a)
le carni siano chiaramente identificate e a partire dalla data di produzione siano trasportate e immagazzinate separatamente dalle carni di cui non è autorizzata, a norma della presente decisione, la spedizione fuori delle aree elencate nell’allegato I;
b)
le carni risultino conformi a una delle seguenti condizioni:
i)
siano state ottenute anteriormente al 9 dicembre 2010; oppure
ii)
provengano da animali allevati per almeno 90 giorni o dalla nascita, se di età inferiore ai 90 giorni, prima della macellazione e macellati al di fuori delle aree elencate negli allegati I e II o, nel caso delle carni di selvaggina selvatica di specie suscettibili all’afta epizootica, da animali abbattuti fuori delle aree elencate negli allegati I e II; oppure
iii)
siano conformi alle condizioni di cui alle lettere c), d) ed e);
c)
le carni siano state ottenute da ungulati domestici o da selvaggina d’allevamento di specie suscettibili all’afta epizootica, come indicato per le rispettive categorie di carni in una delle colonne da 4 a 7 dell’allegato III, e risultino conformi alle seguenti condizioni:
i)
gli animali siano stati allevati per almeno 90 giorni prima della data di macellazione, o dalla nascita se di età inferiore ai 90 giorni, in aziende situate all’interno delle aree specificate alle colonne 1, 2 e 3 dell’allegato III in cui non vi sia stato alcun focolaio di afta epizootica almeno nel corso dei 90 giorni precedenti la data di macellazione;
ii)
nei 21 giorni prima della data del trasporto verso il macello o, nel caso della selvaggina d’allevamento di specie suscettibili all’afta epizootica, prima della data della macellazione presso l’azienda, gli animali siano rimasti sotto la sorveglianza delle autorità veterinarie competenti in un’unica azienda situata al centro di un cerchio con un raggio minimo di 10 km in cui non vi sia stato alcun focolaio di afta epizootica almeno nel corso dei 30 giorni precedenti la data di carico;
iii)
nessun animale di specie suscettibili all’afta epizootica sia stato introdotto nell’azienda di cui al punto ii) nel corso dei 21 prima della data del carico o, nel caso della selvaggina d’allevamento di specie suscettibili all’afta epizootica, prima della data di macellazione presso l’azienda, salvo nel caso di suini provenienti da un’azienda fornitrice che soddisfi le condizioni di cui al punto ii), nel qual caso il periodo di 21 giorni può essere ridotto a 7 giorni.
Tuttavia, l’autorità competente può autorizzare l’introduzione nell’azienda di cui al punto ii) di animali di specie suscettibili all’afta epizootica che rispondano alle condizioni di cui ai punti i) e ii) e che
—
provengano da un’azienda in cui non sono stati introdotti animali di specie suscettibili all’afta epizootica nel corso dei 21 giorni precedenti la data del trasporto nell’azienda di cui al punto ii), salvo nel caso di suini provenienti da un’azienda fornitrice, nel qual caso il periodo di 21 giorni può essere ridotto a 7 giorni, oppure
—
siano stati sottoposti con esito negativo a un test per gli anticorpi contro il virus dell’afta epizootica eseguito su un campione ematico prelevato non più di 10 giorni prima della data del trasporto nell’azienda di cui al punto ii), oppure
—
provengano da un’azienda che sia stata sottoposta con esito negativo a un’indagine sierologica secondo un protocollo di campionamento atto a rivelare una prevalenza del 5 % dell’afta epizootica con un livello di confidenza di almeno il 95 %;
iv)
gli animali o, nel caso della selvaggina d’allevamento di specie suscettibili all’afta epizootica macellata presso l’azienda, le carcasse siano stati trasportati sotto controllo ufficiale dall’azienda di cui al punto ii) al macello designato, in mezzi di trasporto che siano stati puliti e disinfettati prima del carico;
v)
gli animali siano stati macellati entro meno di 24 ore dall’arrivo al macello e separatamente da animali per le cui carni non sia autorizzata la spedizione dall’area indicata all’allegato I;
d)
le carni, se contrassegnate con il segno + nella colonna 8 dell’allegato III, siano state ottenute da selvaggina selvatica di specie suscettibili all’afta epizootica abbattuta in aree in cui non vi sia stato alcun focolaio di afta epizootica almeno nei 90 giorni precedenti la data di abbattimento e situate a una distanza di almeno 20 km da aree non indicate alle colonne 1, 2 e 3 dell’allegato III;
e)
le carni di cui alle lettere c) e d) soddisfino inoltre le seguenti condizioni:
i)
la loro spedizione può essere autorizzata solo dall’autorità veterinaria competente della Bulgaria se
—
gli animali di cui alla lettera c), punto iv), sono stati trasportati allo stabilimento senza entrare in contatto con aziende situate in aree non indicate nelle colonne 1, 2 e 3 dell’allegato III, e
—
lo stabilimento non è situato in una zona di protezione;
ii)
le carni devono essere sempre chiaramente identificate, trattate, immagazzinate e trasportate separatamente dalle carni di cui non è autorizzata la spedizione fuori dell’area di cui all’allegato I;
iii)
durante l’ispezione post mortem da parte del veterinario ufficiale presso lo stabilimento che effettua la spedizione o, nel caso di macellazione della selvaggina d’allevamento di specie suscettibili all’afta epizootica, nell’azienda di cui alla lettera c), punto ii), o ancora, nel caso della selvaggina selvatica di specie suscettibili all’afta epizootica, nello stabilimento di lavorazione della selvaggina, non sono stati accertati segni clinici o post mortem dell’afta epizootica;
iv)
le carni devono essere rimaste negli stabilimenti o nelle aziende di cui alla lettera e), punto iii), almeno durante le 24 ore seguenti l’ispezione post mortem degli animali di cui alle lettere c) e d);
v)
ogni ulteriore preparazione di carni per spedizioni al di fuori dell’area indicata nell’allegato I deve essere sospesa:
—
nel caso in cui l’afta epizootica sia stata diagnosticata negli stabilimenti o nelle aziende di cui alla lettera e), punto iii), finché non siano state ultimate la macellazione di tutti gli animali presenti e l’eliminazione di tutte le carni e di tutti gli animali morti e non siano trascorse almeno 24 ore dall’ultimazione della completa pulitura e disinfezione di tali stabilimenti e aziende sotto il controllo di un veterinario ufficiale, e
—
nel caso in cui siano macellati nello stesso stabilimento animali suscettibili all’afta epizootica provenienti da aziende situate in aree indicate nell’allegato I che non rispondono alle condizioni di cui al paragrafo 4, lettere c) o d), finché non siano state ultimate la macellazione di tutti quegli animali e la pulitura e la disinfezione di tali stabilimenti sotto il controllo di un veterinario ufficiale;
vi)
le autorità veterinarie centrali devono comunicare agli altri Stati membri e alla Commissione l’elenco degli stabilimenti e delle aziende da esse riconosciuti ai fini dell’applicazione delle lettere c), d) ed e).
5. Il rispetto delle condizioni di cui ai paragrafi 3 e 4 è controllato dall’autorità veterinaria competente, sotto la sorveglianza delle autorità veterinarie centrali.
6. Fatto salvo quanto disposto dagli della decisione 2008/855/CE, il divieto di cui al paragrafo 2 del presente articolo non si applica alle carni fresche ottenute da animali allevati fuori delle aree elencate negli allegati I e II e trasportati, in deroga all’, paragrafi 2 e 3, direttamente e sotto controllo ufficiale senza alcun contatto con aziende situate in arre elencate nell’allegato I in un macello situato in un’area elencata nell’allegato I fuori della zona di protezione per esservi immediatamente macellati, purché tali carni fresche vengano commercializzate unicamente nelle aree elencate negli allegati I e II e siano conformi alle seguenti condizioni:
a)
queste carni fresche devono recare tutte la bollatura di cui all’, paragrafo 1, secondo comma, della direttiva 2002/99/CE o all’allegato IV della presente decisione;
b)
il macello
i)
deve operare sotto rigoroso controllo veterinario;
ii)
deve sospendere ogni ulteriore preparazione di carni per spedizioni al di fuori delle aree indicate nell’allegato I, nel caso in cui siano macellati nello stesso macello animali suscettibili all’afta epizootica provenienti da aziende situate in aree indicate nell’allegato I, finché non siano state ultimate la macellazione di tutti quegli animali e la pulitura e la disinfezione del macello sotto il controllo di un veterinario ufficiale;
c)
le carni fresche devono essere chiaramente identificate, trasportate e immagazzinate separatamente dalle carni di cui è autorizzata la spedizione fuori dalla Bulgaria.
Il rispetto delle condizioni di cui al primo comma è controllato dall’autorità veterinaria competente, sotto la sorveglianza delle autorità veterinarie centrali.
L’autorità veterinaria centrale della Bulgaria comunica alla Commissione e agli altri Stati membri l’elenco degli stabilimenti da essa riconosciuti ai fini dell’applicazione del presente paragrafo.
7. Fatto salvo quanto disposto dall’ della decisione 2008/855/CE, il divieto di cui al paragrafo 2 non si applica alle carni fresche ottenute in stabilimenti di sezionamento situati nelle aree elencate nell’allegato I, purché siano rispettate le seguenti condizioni:
a)
nello stabilimento di sezionamento siano lavorate in uno stesso giorno solo le carni fresche di cui al paragrafo 4, lettera b).
Successivamente alla lavorazione di carni che non soddisfano detto requisito devono essere effettuate operazioni di pulizia e disinfezione;
b)
queste carni rechino tutte la bollatura sanitaria di cui all’allegato I, sezione I, capo III, del regolamento (CE) n. 854/2004;
c)
lo stabilimento di sezionamento operi sotto rigoroso controllo veterinario;
d)
le carni fresche siano chiaramente identificate, trasportate e immagazzinate separatamente dalle carni di cui non è autorizzata la spedizione fuori delle aree elencate nell’allegato I.
Il rispetto delle condizioni di cui al primo comma è controllato dall’autorità veterinaria competente, sotto la sorveglianza delle autorità veterinarie centrali.
L’autorità veterinaria centrale della Bulgaria comunica agli altri Stati membri e alla Commissione l’elenco degli stabilimenti da essa riconosciuti ai fini dell’applicazione del presente paragrafo.
8. Le carni spedite dalla Bulgaria in altri Stati membri sono accompagnate da un certificato ufficiale che reca la seguente dicitura:
«Carni conformi alla decisione 2011/44/UE della Commissione, del 19 gennaio 2011, che reca alcune misure di protezione contro l’afta epizootica in Bulgaria (*3).
(*3)
GU L 19 del 22.1.2011, pag. 20.»
"
9. Fatto salvo quanto stabilito dagli della decisione 2008/855/CE, il divieto di cui al paragrafo 2 del presente articolo non si applica alle carni fresche ottenute da suini allevati nelle aree elencate nell’allegato I e trasportate, nel rispetto dell’, paragrafo 9, a un macello situato nelle aree elencate nell’allegato II per la macellazione immediata, purché queste carni fresche soddisfino le seguenti condizioni:
a)
rechino la bollatura di cui all’, paragrafo 1, secondo comma, della direttiva 2002/99/CE o all’allegato IV della presente decisione e siano immesse sul mercato solo nelle aree elencate negli allegati I e II;
b)
il macello:
i)
operi sotto controllo veterinario;
ii)
sospenda ogni ulteriore preparazione di carni per spedizioni al di fuori delle aree indicate nell’allegato I, nel caso in cui siano macellati nello stesso macello animali suscettibili all’afta epizootica provenienti da altre aziende situate in aree indicate nell’allegato I, finché non siano state ultimate la macellazione di tutti quegli animali e la pulitura e la disinfezione del macello sotto il controllo di un veterinario ufficiale;
c)
le carni fresche siano chiaramente identificate, trasportate e immagazzinate separatamente dalle carni di cui è autorizzata la spedizione fuori dalla Bulgaria.
Il rispetto delle condizioni di cui al paragrafo 1 è verificato dall’autorità veterinaria competente, sotto la sorveglianza delle autorità veterinarie centrali.
L’autorità veterinaria centrale della Bulgaria comunica agli altri Stati membri e alla Commissione l’elenco degli stabilimenti da esse riconosciuti ai fini dell’applicazione del presente paragrafo.
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